Forza Italia e il “giro del cacio”

Meno semplice del previsto capire il nuovo approdo di Daniele Tacconi, vero e proprio catalizzatore di riformisti

Stando al racconto di un ben informato giornale senese – Siena: Daniele Tacconi pronto a entrare in Forza Italia e a stravolgere gli equilibri-Corriere di Siena -, Daniele Tacconi, già vicesindaco, assessore all’Urbanistica e Capo Gabinetto al Comune di Siena, si appresterebbe a tornare in politica sotto i vessilli di Forza Italia.

La notizia è credibile. A ben ricordare lo aveva promesso in una intervista – https://sienapost.it/siena/tic-tac-tic-tac-il-tempo-e-concluso/ – dopo le elezioni proprio al nostro quotidiano. E poi, all’uomo, la politica piace, anzi diciamo pure che c’è l’ha nel sangue.

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Ed è sicuramente vero che è amico dell’Anita Francesconi e del coordinatore toscano Marco Stella. Dunque, tutto plausibile. Ciò che resta vago però è proprio il che cosa dovrebbe andarci a fare in Forza Italia il Tacconi?

E non è un dettaglio da poco. Poiché è proprio nei dettagli che si annidano gli esiti di queste operazioni.

Daniele Tacconi

Di cosa ha bisogno Forza Italia l’articolo lo dice chiaramente: entrare in contatto in più comuni possibili con le liste civiche che si formeranno per poter assicurarsi i meriti nelle possibili vittorie. Un obbiettivo chiaro che nasce dalla consapevolezza che non si vince nei comuni senza liste civiche e senza i partiti.

Tacconi è l’uomo giusto?

Si, certo. Ha anche numerose relazioni e rapporti in provincia. Con una precisazione. A cominciare dalla città capoluogo i tradizionali presidi liberal sono assai logorati sul fronte di Sena Civitas che è un’altra risorsa del centrodestra pronta a impegnarsi per attivare relazioni con alcuni civismi locali. Tacconi, comunque, sarebbe più spostato sugli ambienti di area socialista-riformista… Garofani e gigli che ormai da anni mostrano una resilienza e una propensione per la ricrescita addirittura superiore alle margherite.

Certo è che tessere i rapporti con una finalità a breve distanza significa consumare scarpe e copertoni di auto per dare le risposte più puntuali e credibili. Lavori che a una certa età non si fanno più. E il “Nostro” quella certa età l’ha raggiunta. Infatti per analizzare il nostro “dettaglio” consigliamo di pensare a cosa interessi davvero a Tacconi.

Non certo un impegno paragonabile ad un commesso viaggiatore. E neppure la ricerca di qualche incarico di responsabilità o tantomeno un impegno di partito. E’ abbastanza semplice da comprendere: Tacconi non cerca impegni e responsabilità, cerca un modo per restare nel giro delle persone che sanno e possono dare – sapendo di essere ascoltati – dei buoni consigli. C’è un termine senese che lo spiega: il giro del cacio.

Ecco che allora la domanda ci sorge spontanea: è davvero Forza Italia la risposta a tali desideri?

Certo “Fi” si sta rialzando dai minimi storici nonostante la scomparsa del suo “capo dei capi”. A Siena dopo aver praticamente appaiato la Lega nelle urne si appresta a raccogliere i benefici della scomposizione che sta avvenendo fra i sostenitori di Salvini – https://www.gazzettadisiena.it/la-lega-perde-forza-in-provincia/ – e avrebbe sicuramente bisogno di un Tacconi e dei suoi rapporti. Tenendo anche conto che al suo interno i detrattori di Tacconi – che eppur ci sono – non sono così tanti.

Ma Tacconi che conosce bene il centrodestra, per averlo messo insieme con De Mossi, conosce le regole d’ingaggio e sa bene che comunque ogni mossa deve esser condivisa con i fratelli più grandi, quelli d’Italia appunto. E allora le cose si complicano un po’. Forse non più di tanto, poiché in fondo con Michelotti non risultano litigi insormontabili, ma solo l’assenza di un colloquio chiarificatore che potrebbe introdurre a un rapporto recuperabile.

Comunque, vedremo come va a finire. Resta il fatto che l’articolo enunciato in premessa segnala, per così dire, due “esistenze in vita”: quella di Forza Italia e quella di Daniele Tacconi. La prima sta per annunciare l’ingresso nel partito del Salvini che è stato commissario senese della Lega e forse anche quella dei tre transfughi di Crete, Valdichiana e Amiata. Il Tacconi invece crediamo guardi oltre prima di impegnarsi: almeno fino a Bruxelles.

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