Per la competitività europea e anche dell’Italia: le proposte alla UE di Mario Draghi

Mario Draghi ha portato al centro del dibattito temi essenziali a proposito della competitivita’ europea.

Se vogliamo portare avanti le nostre ambizioni climatiche senza aumentare la nostra dipendenza da paesi su cui non possiamo più affidarci (Federazione Russa) serve una strategia complessiva che comprenda tutti gli stadi della catena di approvvigionamento delle materie prime critiche ‘Assicurare all’Italia e all’Europa l’accesso ai materiali critici rappresenta una sfida da vincere per puntare su un nuovo sviluppo economico ‘compatibile’.

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Gli acquisti congiunti di materie prime critiche sarà indispensabile per la competitività europea nel mondo. Secondo l’ex Presidente della BCE Mario Draghi servono misure europee complementari a questo disegno strategico per rendere gli obbiettivi di crescita piu’ tangibili. La richiesta di draghi fa riferimento alla necessità di trovare strumenti e meccanismi concreti, a livello U:E:. per centrare questa possibilità: ridurre la dipendenza dall’estero non solo delle materie prime, ma anche dei componenti a maggior valore aggiunto. Il presupposto di Draghi è quello di un approccio comune e pubblico verso un settore strategico per gli acquisti necessari all’industria europea e italiana….Si tratta di un sistema per aggregare la domanda delle imprese interessate al consumo di materie prime strategiche non solo per la transizione energetica e le tecnologie green, ma anche per industrie della difesa e transizione digitale come cobalto, gallio, germanio, litio, nichel, silicio metallico terre rare, titanio e tungsteno per ‘scorte strategiche per tutta la catena di approvvigionamento. Non è un caso, concludendo, che sia stata lanciata da parte della Commissione Europea una consultazione pubblica tra gli stakeholders: l’obiettivo è certamente quello di sondare tra i possibili fornitori di materie prime strategiche che siano interessati a partecipare al meccanismo di aggregazione della domanda. Speriamo che anche il governo italiano lo capisca

GIANFRANCO ANTOGNOLI

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