Ora per Nicoletta è quasi plebiscito, Pd ancora sull’Aventino

Con la presentazione e approvazione del programma di governo, la giunta guidata da Nicoletta Fabio ha superato una prima boa. Diremmo con il vento in poppa, giacché incassa per intero i suoi venti voti di maggioranza, oltre a quello della Sindaco e quello di Sena Civitas.

Non solo. Sull’atto più caratterizzante della sua proposta politica per lo sviluppo della città, la Fabio incamera tre promettenti voti di astensione dalle liste Civiche di derivazione Pacciani e raccoglie anche l’astensione di Castagnini. Come a dire che su 33 voti esprimibili, 26 non gli sono contro.

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L’opposizione viene dunque affidata ai consiglieri del Pd (4), alla Ferretti (2) e a Marzucchi (1 – Lista Montomoli e +Europa). Tutto scontato? Nessuna riflessione? Diciamo che non ce ne sono per non mettersi a ripetere le cose più evidenti, dette a ridosso del risultato elettorale. Per ora giusto qualche interrogativo, in attesa che con la conclusione del Palio d’agosto inizi l’inverno.

Intanto, il Pd – è una constatazione – non sembra avere alcuna capacità attrattiva sulle altre forze di opposizione che, sembrano essere invece interessate ad andare in soccorso del vincitore.

Il Polo civico senese – altra constatazione – che doveva essere in cammino per federarsi, in realtà sta andando verso il proprio superamento; ossia la sua fine.

Il voto di astensione sul programma della maggioranza ne è stata occasione di certificazione. Ma è stata un’apertura a destra concordata o è dovuta a una scelta politica autonoma?

Sembra comunque che al momento non venga considerata più di tanto perché ha scarse conseguenze immediate e non è chiara la strategia per occasioni future e per diverse scese in campo. E ci sembrerebbe sinceramente riduttivo che gli esponenti di questa lista ambiscano a fare da stampella al centrodestra per il caso di riottosità della lista dei cinque sensi, la cui supposta “indisciplina alla Fabio” a noi sembra una leggenda metropolitana.

Chissà, davvero, serve tempo per capire. E ci immaginiamo che in queste ore, nella maggioranza, qualcuno abbia dovuto affermare che Piccini sarà comunque tenuto a debita distanza… L’ex sindaco (1990-2001) che ha una valutazione spesso anche enormemente anticipata degli eventi, ha scritto sul suo blog ciò che gli interessa di più sottolineare: Ci risiamo… – Pierluigi Piccini BLOG (Ufficiale).

L’astensione di Castagnini, dopo i toni della campagna elettorale non sembrerebbe politicamente comprensibile. Non lo rende “abile“ alla maggioranza, non lo avvicina di più a Italia Viva che gli aveva spalancato le braccia.

Se non che… a Castagnini, una volta liberato dal ricciarello magico e dal De Mossi, resta probabilmente soltanto l’amicizia per la Fabio.

La destra a trazione FdI prova a guidare la città di Siena. Lo fa con un volto femminile in Comune e con un volto giovane al Partito.

Non si tratterà soltanto di individuare e proporre attraverso le nomine nei vari Enti e Società – di spettanza diretta e indiretta dell’Amministrazione Comunale – una classe dirigente. Cosa questa che fece precipitare i consensi attorno a De Mossi cinque anni fa. C’è ampia disponibilità di candidature per diventare i nuovi servitori della città, ma sarà il tempo a dirci se, oltre alle appartenenze, ci saranno le competenze. Considerando anche che una nomina non all’altezza finisce per guadagnarsi pregiudizi oltre la propria persona.

E poi la Destra deve saper rispondere ai problemi insoluti. E lo dovrà fare confrontandosi non soltanto con la sua di agende ma anche con quella della città. Per fare questo dovrà rapidamente mettere a punto il quadro delle responsabilità nella macchina comunale. Ci sono i lavori cantierati dal PNRR, le crisi delle due squadre più titolate, l’erba del Rastrello che ingiallisce, i funzionari non partigiani con i quali creare prassi di simile comportamento nelle diversità.

Già alcune sirene hanno iniziato a dire che non è tutto oro quello che luccica e che oltre ai malpancismi della Lega – che non sono così forti da essere influenti a Palazzo – ci sarebbero i soliti guastafeste insoddisfatti – incontentabili? – alla ricerca dell’occasione per creare un incidente che rimetta qualche puntino sulle “i”.

Tra questi non c’è Sena Civitas, stabilmente in maggioranza e con un assessorato pesante e politicamente rilevante. Impegnata a ricalibrare il suo nuovo ruolo: da quello assunto negli ultimi cinque anni di movimento che evidenziava e puntualizzava i problemi dovrà passare a quello di movimento che contribuisce a delineare le soluzioni.

Sena Civitas avrà bisogno di un costante filo diretto con l’amministrazione e la maggioranza altrimenti – se è da escludere il cortocircuito che ci fu con De Mossi – può correre il rischio di vedersi ridotto lo spazio acquisito nella società senese.

L’opposizione, nei fatti, è ristretta al Pd (più Ferretti e Marzucchi); in teoria avrebbero una prateria sconfinata di temi da affrontare. Possono farlo però in maniera limitata e con i soli strumenti istituzionali. Manca loro al momento lo strumento del Partito – ancora impegnato ad individuare un percorso per il nuovo gruppo dirigente – e quindi la realtà è che Ferretti & C. hanno in realtà uno spazio di iniziativa e coinvolgimento che è poca cosa.

Ben presto comunque le attenzioni politiche su sposteranno sui comuni che andranno al voto nel 2024 e sulle elezioni Europee. Senza contare ciò che succederà per le Province.

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