Poggibonsi, una vip, una donna e un terzo scomodo

Completo il quadro di sfidanti. Mai un ballottaggio negli ultimi dieci anni nella città di Bussagli

Dopo i preamboli politici generali di ieri, la nostra passeggiata nel Senese la iniziamo dalla Valdelsa. Sono sei su sei i comuni al voto. Cinque anni fa potevano mettere in campo 56 mila 503 elettori, cioè il 27,09% di tutta la provincia: Poggibonsi 22.332, Colle di Val d’Elsa 16.731, Monteriggioni 7.593 (anche se c’è la solita polemica sul fatto che dal Castello in qua sono senesi e da Abbadia Isola in là sono valdelsani), San Gimignano 6.108, Casole d’Elsa 3.042 e Radicondoli 697.

Le amministrazioni uscenti sono tutte di centrosinistra salvo quella di Casole d’Elsa che è del centrodestra. Cominciamo a vederla partendo da Poggibonsi.

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La quiete dopo la tempesta, ma neanche più di tanto. Quando è apparso chiaro che non ci sarebbero state deroghe anche per i sindaci dei centri oltre i quindicimila abitanti, sono stati molti gli appetiti alla successione di David Bussagli che resta Presidente della Provincia (due volte eletto sindaco al primo turno con percentuali intorno il 60%).

E mentre prendeva consistenza la candidatura di Susanna Cenni, le altre proposte in seno al Centrosinistra non si facevano indietro. Fabio Ceccherini, un ex presidente della Provincia, lasciò intendere in un evento pubblico del Pd a Siena che la stessa consistenza dei tesserati era elemento non condiviso.

Oggi le primarie sono tramontate e le cose si sono chiarite; l’onorevole Susanna Cenni – facciamo gli auguri con un giorno di ritardo -, un dirigente di levatura nazionale del Partito Democratico, è sostenuta convintamente dal Pd e da alcune liste civiche. Tutti i personaggi giocanti si stanno allineando a cominciare dal Comune che inaugura Piazza Grazzini a Staggia, dà fondo al borsellino per riasfaltare qua e là e sembra aver risolto i cronici problemi di acquedotto – per quanto non gli competano direttamente – nello scorcio di legislatura.

Per Susanna Cenni e Bersani è stata veramente festa grande

Un piccolo giallo c’è stato martedì. Non il terremoto che è arrivato intorno alle 20:00, ma il di poco precedente rendiconto di mandato che avrebbe dovuto riunire tutti gli interessati all’Auditorium dell’Accabì alle 18:00. C’è stato, non c’è stato? Telefoniamo per mezzora agli enti ma non risponde alcuno. Ci viene ventilato di uno scivolone istituzionale, e cioè che la sommatoria di silenzio elettorale degli enti e la rammentata par condicio che, se ci eccettua l’emittenza, è un mero richiamo a etica e responsabilità professionale, hanno determinato la cancellazione o il rinvio dell’evento. Nervosismi.

Oggi sul portale del Comune la relazione di fine mandato fa la sua bella figura con le sue 54 pagine. Nelle intenzioni dell’amministrazione uscente, a leggere l’invito all’evento che era stato mandato, probabilmente si voleva dare l’idea di un racconto collettivo, affidando a chi verrà la continuazione di un “percorso fatto per la città (…), un percorso bello ed entusiasmante”.

In campo avverso, nel territorio patrio dell’on.Michelotti, era a Fratelli d’Italia che spettava la candidatura dello sfidante. Per molte settimane il nome probabile è sembrato essere solo quello di Manfredi Biotti, attuale coordinatore Fdi del territorio. A metà del mese scorso però la coalizione di centrodestra ha annunciato Angela Picardi, legale anche lei, una precedente esperienza di consigliere comunale.

Prime indicazioni politiche di Angela Picardi

Non la conosciamo così bene, ma se vorrà farsi conoscere tramite SienaPost, così come ogni altro candidato, ne saremmo felici. Nell’eventuale attesa, pensiamo che, donna anch’ella, bagnerà le micce della candidatura di genere alla Cenni e, con tutto il rispetto, crediamo che possa vantare una conoscenza del territorio maggiore. Nonostante questo rimane una lotta impari contro una coalizione che cinque e dieci anni fa ha sempre sovrastato un centrodestra non sempre unito; forse il solo costringere Susanna Cenni al ballottaggio potrebbe sembrare una vittoria. Intanto Pier Luigi Bersani ha mostrato che per Susanna sono molti gli ex nomi del Partito che sono disposti a spostarsi. Tanta roba, mica macchie di giaguaro.

Un impegno che l’avv. Picardi deve mettersi prontamente in scadenza, se non l’ha già fatto, è di valutare come recuperare l’elettorato leghista che, grazie a Riccardo Galligani a Poggibonsi aveva raggiunto un’identità movimentista oltre che cospicua. Difficile tuttavia rimotivare gli aderenti dopo l’uscita di scena del loro leader locale anche se la certezza di avere il potere in campo nazionale potrebbe risultare importante. A istinto ci verrebbe da dire che qualora l’on. Nisini che, altrove, nel Senese, è particolarmente attiva, si desse disponibile per qualche comizio a Poggibonsi, l’avv. Picardi dovrebbe cortesemente declinare. Sempre istintivamente ci verrebbe da dire che, se combattimento ci sarà fra le due candidate, in esso abbonderanno i temi e i proclami ideologici.

Temi che invece non saranno praticamente toccati dal candidato di Vivi Poggibonsi, Claudio Lucii. Ha una sconfinata esperienza. La prima volta in consiglio comunale ci entrò quasi cinquant’anni fa e, nel mentre, ha esercitato la sua professione di medico, conosciuto gente, intrecciato relazioni. Di sicuro il campo largo del centrosinistra avrebbe preferito che non fosse in lizza, perché è un’alternativa per chi vuole qualcosa di diverso senza andare con le destre.

Claudio Lucii con la signora Maria Patrizia

Oggi accanto, domani opposte, su Lucii hanno trovato la quadra sia Italia Viva che Azione, a parte il presidente della prima – Riccardo Burresi – che, “fulminato” da Susanna Cenni, andrà senza simbolo a “soccorso” dell’ex parlamentare. Il candidato Lucii però potrebbe erodere il Partito Democratico a partire dalla sua amicizia storica con l’ex sindaco Ceccherini, per il quale è stato capogruppo e primo consigliere politico.

Servono energie e risorse per una campagna elettorale cominciata così da lontano come quella di Poggibonsi. Le prime, probabilmente, Lucii ce le ha: sportivo da una vita, continua a tenersi in allenamento grazie al cane. Per la liquidità non è certo che Lucii l’abbia in giusta misura: e il centrismo da terzo polo non è né un motore organizzatissimo né collaudatissimo. Comunque pensiamo che se Lucii avrà le risorse per divulgare a tutti che è un candidato e, a mano tesa, andrà fra i suoi concittadini, saranno in molti a non dirgli no; poi il silenzio delle urne deciderà.

Loriano Checcucci con quest’immagine spiega bene quale sarà il prossimo passo politico

Completa la scelta Loriano Checcucci, presentato da Rifondazione Comunista. E’ una candidatura di bandiera di una Sinistra-Sinistra con cui il Pd ha perso la capacità di dialogare. Non ci sono sorprese: dieci anni fa Checcucci si candidò a sindaco per le stesse ragioni e andò oltre il 5%, cinque anni fa lo avvicendò l’artista Roberto Fondelli. Si sbaglia tuttavia chi afferma che questi voti saranno un’emorragia per il capo largo del CSX, in quanto da tempo non gli appartengono più.

E fin qui troppo abbiamo detto, quindi l’appuntamento per gli altri centri valdelsani è a seguire… grazie per l’attenzione.

(foto prese dai profili pubblici dei candidati)

(2 – continua)

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