Charlie e Caritas uniti per l’ascolto ed il bene del prossimo

Un importante protocollo d’intesa è stato sottoscritto ieri tra Fondazione Charlie Onlus e Caritas diocesana di San Miniato.

L’intesa, firmata dal presidente di Charlie Angelo Migliarini e il direttore della Caritas don Armando Zappolini, prevede la realizzazione di un network evoluto di servizi, attività di ricerca, didattica, formazione e orientamento e verterà soprattutto sullo scambio, la sinergia e il confronto tra i centri di ascolto della Caritas, punti fisici di osservazione dei fenomeni sociali territoriali e front-office con i bisogni delle persone, e Charlie Telefono Amico (800-863096), che riceve chiamate da tutta Italia, fornendo ascolto e sostegno psicologico, in forma anonima e riservata a chiunque ne abbia bisogno.

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Il punto di partenza della sinergia sarà la formazione condivisa e integrata dei volontari, finalizzata a una vera e propria ibridazione di competenze. Successivamente svolgeranno attività di ricerca finalizzati a leggere indicatori di povertà sociale ed educativa, con l’obiettivo di programmare interventi condivisi e azioni mirate, in collaborazione con le amministrazioni locali.

“La Caritas diocesana – ha detto il direttore della Caritas don Armando Zappolini – ha 17 sportelli di ascolto sul territorio che, oltre a funzioni di risposta alle emergenze, svolgono un’attività di studio e lettura di difficoltà e disagi, dalla povertà alla ludopatia. Arriviamo meno a intercettare il disagio giovanile e questa collaborazione strutturata con Charlie può rappresentare essere un arricchimento reciproco, anche grazie alla formazione comune dei nostri centri di ascolto”.

“Viviamo un tempo di terribile incertezza e paura – ha proseguito Migliarini – dal Covid alla guerra. Siamo a un bivio: chiuderci e regredire o avere coraggio, assumerci responsabilità verso la sofferenza diffusa e costruire un futuro più giusto. Spesso il disagio giovanile viene derubricato ai soli aspetti di sicurezza, dalla malamovida al bullismo, ignorandone le ragioni profonde e trascurando i fenomeni di progressivo isolamento dei ragazzi. Gli squilibri di ricchezza stanno devastando gli equilibri economici, ambientali, sociali e psicologici e chi, come Charlie e Caritas, vede questa sofferenza ogni giorno non può accettare l’arrendersi all’indifferenza e alla crudeltà. Il nostro protocollo è una piccola e importante iniziativa che si oppone a questa degenerazione”.

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