Liberismo strisciante e nemico del concetto di comunità

Un rischio da evitare è che siano utilizzati proprio i non vaccinati come pretesto per disarticolare le norme costituzionali sulla Sanità e sulle cure mediche come diritti universali e collettivi.

Dire che i no-vax non debbano avere più diritti rischia di essere un altro modo – solo apparentemente rigoroso – di affermare un’ideologia liberista meritocratica. Dividere chi merita l’assistenza medica e chi no.

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Oggi i non vaccinati. Non tanto perché possono contagiare, ma perché possono esserlo, rinviando di fatto l’immunità di gregge. Domani magari gli alcolisti, i tabagisti, gli obesi, perché sono un cattivo esempio e potenzialmente rappresentano un rischio di costi più alto per il Sistema. Di questo passo la fantascienza ci dice che si arriva anche ai vecchi.

Ma attenzione. Il “superamento” dei beni e diritti  pubblici, la disarticolazione sociale e costituzionale seguono una logica apparentemente coscienziosa ma alla fine distruttiva dei valori di comunità.

Il punto è, ad essere sinceri ed anche un po’ trancianti, che in due anni di pandemia non è stato costruito un ospedale, non sono stati aumentati posti letto, non si è messo mano alla medicina domiciliare, non è stato assunto un medico, un infermiere.

A parole si sono sentite più di un’accusa alle impostazioni liberiste per essersi  dimostrate del tutto incapaci a far fronte all’emergenza sanitaria ma, nei fatti, le cose hanno continuato ad andare nella stessa direzione. Con l’aggravante della pandemia.

Se a questo ora si aggiunge la strampalata idea di un accesso limitato alle cure mediche, si arriva al grottesco e al ridicolo.

La narrazione che la distruzione del sistema dei diritti pubblici garantiti dallo Stato serve a dare efficacia ed efficienza al sistema va bloccata. Troppe le frasi fatte che ci hanno portato fuori strada.

Gli esempi si sprecano: “Il lavoro garantito è un regalo per i fannulloni”… “L’industria di Stato è manna per i corrotti”… “La scuola pubblica è il tempio per i parassiti”… “La sanità è per gli improduttivi”.

Così, anno dopo anno, quasi senza accorgersene, la collettività si è ritrovata senza ospedali, senza scuole, senza lavoro, con problemi nella stessa Giustizia, e nei diritti, per non parlare della politica, dei partiti e dei corpi intermedi che dovrebbero articolare il rapporto tra cittadini e democrazia.

Attenzione alle conseguenze, perché poi non si torna indietro… e alla fine ci troveremo anche senza cittadini, visto che ci ascoltano solo in quanto consumatori e in più sta diminuendo inesorabilmente il gap demografico tra autoctoni e immigrati.

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