Mi sembra di sentirla, Tina, mentre scuote con forza la sua leggendaria capigliatura (basta con “iconica”, che sa tanto di inquietante intelligenza artificiale…) “Ma come, sono passati quarant’anni da quando sul set di “Mad Max” e poi sui palchi di mezzo mondo cantavo questa canzone e siamo ancora nella morsa delle guerre ?! Allora ero proprio un’illusa, una sognatrice ? … Il brano faceva da sfondo a una pellicola di quelle definite da produttori e distributori di film “post-apocalittica”, così, tanto per stuzzicare ancora di più la morbosa curiosità dello spettatore, ma rappresentava un mondo che mi auguravo arrivasse tra noi e … siamo ancora allo stesso punto …”.
Cara la mia Tina, alias donna-coraggio, altro che quarant’anni, sapessi da quant’è che dura questa musica fatta di bombe e violenze !
“Fuori dalle rovine, fuori dai relitti (avete presente le abitaz … ops, le ex abitazioni di Ucraina e Palestina ? e più indietro nel tempo quelle della Siria, Libano, Afghanista, Iraq … n.d.a. ) non possiamo commettere lo stesso errore anche questa volta … noi siamo i bambini, siamo l’ultima generazione, siamo quelli che vi siete lasciati alle spalle … mi chiedo quando mai riusciremo a cambiare questo nostro vivere dentro la paura fino a che non rimarrà nient’altro … non abbiamo bisogno di altri eroi, non abbiamo bisogno di conoscere la strada di casa, tutto quello che vogliamo è la vita oltre il Tuono (leggi guerre n.d.a.) … eppure dev’esserci qualcosa di meglio là fuori … amore e compassione, il vostro giorno sta arrivando, tutto il resto sono castelli in aria … non abbiamo bisogno di un altro eroe, tutto ciò che vogliamo è una vita al di là del Tuono”-
Ma, a proposito di film, ora ve ne accenno un altro, brevemente. I protagonisti, come spesso accade nel mondo della celluloide, sono un uomo e una donna, ma niente a che vedere con Claude Lelouch che dirige Jean Louis Trintignan e Anouk Aimèe, due che si amano alla follia. Nel nostro caso Lei è una che porta fama e soldoni a Lui. Lui, invece, non è uno stinco di santo, anzi, non è nemmeno una caviglia di diavolo. Arriva da due divorzi con altrettante disgraziate trattate a pesci in faccia, per questo motivo sposa l’ingenua (per il momento) Anna Mae Bullock (così recita l’anagrafe) in Messico, a Tijuana, località famosa per il turismo sessuale e i locali a luci rosse e per festeggiare se ne va in uno di questi postriboli. Uno dice, mah, chissà, forse col tempo … ma figuriamoci. Per anni botte da orbi alla povera Tina, dipendenza da alcol e cocaina, insomma uno che non si limitava a gettare la carta della pizza per terra, a vuotare il portacenere sull’asfalto e a sputare anche in chiesa. Uno per cui non avrebbe avuto compassione neppure un convegno, appositamente creato, con in testa Madre Teresa, il Dalai Lama, Padre Pio e il ministro Tajani.
Finalmente, in questa pellicola di grande musica e tremendi sganassoni, la malcapitata vittima del diabolico Ike Turner cambia personaggio e, tanto per fare rima, si trasforma in Donna Coraggio. In piena notte, esattamente il 7 luglio del 1975, fugge dall’albergo dove alloggiava la coppia a Dallas e, con solo pochi spiccioli in tasca, riesce a trovare una camera a credito da un’altra parte. In seguito, lascerà allo sbigottito Ike (“Com’è possibile, tu sei roba mia ?!”, frase troppo tristemente nota oggigiorno pronunciata da figli di madre ignota) case e denari pur di riacquistare la libertà e una vera, nuova vita.
Alla prossima.
https://youtu.be/OIe7N3zH5eU?si=XzAqycqnWVglgAVx (onde riflettere)
https://youtu.be/OIe7N3zH5eU?si=XzAqycqnWVglgAVx (onde ballare)