All’Enea Silvio lunedì sarà sit-in volontario di protesta

Messaggi a intermittenza e molta intensità sui social. I docenti proteggono gli studenti dopo i fatti di Pisa e Firenze

Non saranno i chiarimenti che per via interna il ministro Piantedosi avrà con la struttura afferente al Viminale che metteranno la parola fine a quanto avvenuto a Firenze e Pisa. Non sarà alcunché che avvenga in sede parlamentare… Quantomeno andrà consentito a tutta una filiera democratica presente nei luoghi di istruzione di esprimere il proprio dissenso e la propria riprovazione.

Ieri sera, le massime tv generaliste nei loro notiziari serali non hanno proprio dato diffusione a questi fatti “regionali”. Canale 5 l’aveva in scaletta come quinta notizia e RaiUno neanche ce l’aveva messa. Per questo si è messa in moto la comunicazione istituzionale con Eugenio Giani, presidente della Regione, che si è così espresso: “Le immagini di violenza che abbiamo visto lasciano addosso sentimenti di profonda preoccupazione. La Toscana è terra di democrazia, di dialogo, di confronto. Mi auguro che si faccia chiarezza al più presto (…). Le idee si possono condividere o meno, ma la libertà di espressione del pensiero va sempre rispettata, perché è parte del nucleo fondante della nostra Costituzione, che la riconosce, la garantisce e costituisce un architrave degli ordinamenti democratici”.

- Advertisement -

L’altra cosa che ci crea stupore, è che siano i docenti oggi a parlare per gli studenti, a difenderli. Ieri il rettore di UniSi Di Pietra ha rilasciato una corta dichiarazione: “L’Università di Siena così come tutte le Università sono luoghi di libera espressione del pensiero. Le modalità di questa libertà non possono che avvenire nell’ambito dei valori della democrazia e della pacifica convivenza. Esprimiamo condanna e sconcerto insieme agli altri Atenei Toscani per i fatti di violenza accaduti a Pisa”.

L’Anpi Siena ha giustamente ribadito – prima di complicarsi la vita in un’ipotesi di riconoscimento dei responsabili – che “la gestione dell’ordine pubblico deve servire a tutelare la possibilità di esprimere il proprio pensiero e anche il proprio dissenso, non a reprimerla, caricando con ferocia persone intente a manifestare la loro adesione a una causa”.

Nei licei probabilmente si manifesterà in eventi più o meno annunciati o consentiti lunedì mattina. Intanto i docenti del Galilei hanno diffuso una nota di solidarietà, mentre un Sit-in concordato avverrà all’Enea Silvio Piccolomini. Ce ne dà notizia Stefania Lio, professoressa e vicesegretario toscano Pd: “(…) Come docenti del Liceo delle Scienze Umane ed Economico Sociale non possiamo e non vogliamo rimanere né indifferenti né silenti rispetto a quanto accaduto ieri a Pisa e a Firenze. A scuola si insegna l’educazione civica, si lavora per sviluppare il pensiero critico, si esorta al dialogo, all’ascolto e al rispetto dell’altro, si condanna ogni forma di violenza e di repressione libera e pacifica delle proprie idee. Per questo, intendiamo prendere posizione e iniziativa contro la violenza, il suo uso e abuso”.

“In questo fine settimana – continua la nota approvata dai docenti all’unanimità – le nostre studentesse e i nostri studenti verranno invitati ad informarsi sui fatti. Lunedì mattina, dopo regolare appello in classe, i docenti, le studentesse e gli studenti che vorranno, si recheranno davanti all’ingresso della nostra scuola per un sit-in durante il quale potranno manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. L’adesione è libera e volontaria”.

Quasi ovunque le pagine social dei docenti danno spazio alle testimonianze dirette dei colleghi pisani e fiorentini, testimoni diretti di quanto avvenuto durante le manifestazioni pro-Palestina.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Exit mobile version