Raccolta firme per salvare piscina e verde

In divenire una petizione al Comune di Siena che “non avrebbe cura di uno spazio pubblico” in piazza Amendola

Su change.org è stata lanciata ieri la raccolta firme – al momento 66 sottoscrizioni – per una petizione popolare al Comune di Siena. In essa si chiede la riduzione in pristino del prefabbricato che ospita due asili sul prato di Piazza d’Armi e la definitiva ristrutturazione e riapertura della piscina comunale. Chi la sostiene argomenta che così è stato sottratto alla fruibilità – soprattutto della popolazione infantile – un’importante porzione di verde pubblico.

Altre firme sono state raccolte da un presidio di cittadini sul prato di Piazza Amendola martedì scorso in occasione del varo dell’iniziativa. Il messaggio politico che viene dato al Comune è che è inutile fare proclami sul decoro urbano se proprio l’Amministrazione permette il protrarsi di un tale scempio in luoghi sui quali dovrebbe sovrintendere. La proposta di petizione è sostenuta dal Circolo Palazzo Diavoli e Piazza Amendola del Pd cittadino; la raccolta su change.org è stata promossa da Francesco Roveti.

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Lo stesso Roveti sulla sua pagina social pubblica aveva tra i primi denunciato quanto avvenuto un anno fa quando vandali entrarono nella piscina compiendo vari danneggiamenti. “Questo è quello che succede – diceva allora – quando una zona della città viene abbandonata, quando un luogo vivo e partecipato diventa un non luogo, quando per più di cinque anni la struttura è rimasta chiusa, prima per lavori di ristrutturazione, poi per il covid e infine per la crisi energetica, che ha fatto schizzare alle stelle i costi delle bollette”. Più o meno a un anno di distanza le cose sono rimaste simili nonostante l’importanza del sito anche per la salute pubblica.

Anzi, è stata realizzata probabilmente in ragione dei cantieri PNRR, una struttura posticcia prospiciente che accoglie due asili – Albero dei Sogni e Ape Giramondo – che sono stati rimossi dalla loro originaria collocazione in viale Vittorio Emanuele per far spazio ai cantieri di efficientamento e antisismica. Il timore evidentemente è che una situazione transitoria diventi permanente.

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