La Politica è donna. Memoria di una ragazza ribelle

Giovedì 17 Giugno alla Fortezza Medicea è stato presentato il libro di Tommasina Materozzi ”La Politica è donna. Memoria di una ragazza ribelle“.

L’appuntamento è stato una importante occasione di riflessione e di ascolto di una donna, protagonista della storia politica culturale e istituzionale di questa città e della provincia di Siena. Il racconto di Tommasina inizia dalla sua infanzia, e da quella seconda metà del secolo scorso, quando insieme ad altre donne si è battuta prima per l’emancipazione femminile e poi per una identità di genere, che come dice Anna Giorgetti nella presentazione del testo è la “vera chiave di lettura del libro e dell’impegno politico di questa donna”.

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La presentazione del libro è stata un’opportunità di ascolto e di riflessioni, un’occasione per ripercorrere gli anni di una politica fatta dalle donne e per le donne, di un pezzo di storia di questa terra e di un’ impegno politico come servizio verso gli altri. Come donna, mi sento però di poter affermare, che la lettura di questo testo, come l’esperienza di questa “straordinaria donna”, con la quale ho spesso discusso ma da cui ho molto imparato, non è solo uno sguardo sul passato ma è l’occasione di un’ importante riflessione per il futuro.

Sappiamo bene come le grandi battaglie femminili e femministe hanno cambiato nei decenni scorsi la vita di questo Paese e in primo luogo di molte donne, ma è importante affermare che le conquiste non sono mai per sempre, in primo luogo il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro. Oggi l’Italia è impegnato nella ricostruzione del dopo la pandemia, le DONNE devono diventare protagoniste, devono osare nella costruzione di una nuova idea di politica e di economia segnata dalla cultura di genere. Ci sono importanti misure nel Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza PNRR per l’occupazione femminile e per un nuovo welfare, occorre però non solo vigilare per la loro piena applicazione, ma anche imporre un’ idea diversa di sviluppo economico e di sistema sociale.

Penso che anche a Siena sia il momento di uno sguardo diverso sul futuro della città, questa comunità attende idee e progetti per i prossimi 20 – 30 anni, le donne possono essere protagoniste, forse può essere l’occasione per aprire un “cantiere di idee” a partire dalla cultura di genere.

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