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giovedì, Aprile 3, 2025

Mens Sana deve esercitarsi a non correre

Con Prosek quasi certamente escluso, coach Betti dovrà cambiare l’approccio della Note di Siena alla sfida con Crocetta

In formula Uno si parla spesso di “assetti” per definire tutto quanto di tecnico, elettronico e motoristico ruota attorno alla monoposto da gara. Nel basket di certo non c’è tutta questa ingegneria, ma di assetti si parla altrettanto spesso, alludendo al modo in cui una squadra sta in campo in un preciso momento della gara, per scelta tecnica, tattica o di semplice necessità.

Traslando il discorso sulla Note di Siena, domenica scorsa contro Genova è stata la prima volta di un assetto senza Gianluca Prosek, che molto probabilmente sarà costretto a dare forfait anche domenica prossima per la rivincita contro i giovani di Don Bosco Crocetta Torino.

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Un assetto che contro Genova ha funzionato bene, sicuramente per merito dei biancoverdi che non hanno fatto sentire la mancanza di quello che, numeri alla mano, è il principale terminale offensivo della squadra. Ma chiaramente un po’ “comodo” lo hanno fatto anche le caratteristiche degli avversari, che a differenza di Collegno, Serravalle e Crocetta, presentavano un assetto classico da squadra senior e non quello tipico delle squadre giovanili.

Tutto il contrario di quello invece che potrebbe accadere domenica prossima, dove Crocetta gioca un basket molto diverso, e che nella partita di andata travolse la Note di Siena con ritmo alto e almeno 15 punti in contropiede nei soli primi 20 minuti di partita. Va da se che, nella sfortunata partita di andata, il Don Bosco segnava anche dagli spogliatoi, mettendo ancor di più a nudo qualche lacuna della difesa biancoverde.

Domenica prossima dunque servirà probabilmente cambiare assetto, non in senso di uomini, ma di modo di stare in campo. La sensazione è che la Note di Siena debba accettare un po’ di più l’idea di abbassare i ritmi anziché alzarli, cosa che non sempre è riuscita benissimo a Pannini e compagni, ma solo perché tenerli alti significherebbe giocare sul terreno favorevole agli ospiti, che infatti all’andata si incepparono un po’ solo contro la difesa a zona 3-2 orchestrata dalla panchina biancoverde.

Se Prosek non dovesse esserci sarà chiesto a Sabia di replicare la prestazione di sette giorni prima, anche se contro non avrà Lomtadze, ma lunghi un po’ più mobili come quelli di Crocetta. Sarà chiesto a Ragusa di giocare una partita solida come accaduto a Torino, dove fu forse il migliore dei biancoverdi sotto le plance. Si chiederà magari a Nikola Ivanaj e ad Alessandro Pucci di occuparsi, almeno difensivamente, dei numeri 4 avversari, che somigliano più a esterni alti che non a lunghi bassi. Ma di Crocetta ne riparleremo più approfonditamente nei prossimi giorni.

Restiamo concentrati sugli assetti, per dire qualcos’altro che ci viene in mente.
Ovvero che in questa stagione la Note di Siena di assetti ne ha cambiati tanti anche a causa di defezioni ed aggiunte al roster.

L’assetto con Matteo Neri è diverso da quello con Nikola Ivanaj. Quello con Prosek e Jokic in quintetto è diverso da quello senza Prosek o con Ragusa al posto di Jokic. Così come questa nuova versione di Tognazzi sesto uomo che si è fatto apprezzare nelle ultime uscite, cosa assolutamente nuova visto che Vittorio, almeno fino all’insorgere del problema al ginocchio, era sempre partito nei primi cinque. Non è solo una questione di “somma di minuti”, ma di caratteristiche diverse.

Nella partita contro Genova si è notato che a più giocatori biancoverdi è stato chiesto di attaccare spalle a canestro, cosa che potrebbe funzionare anche contro Crocetta sfruttando la fisicità di Ivanaj, la capacità di giocare spalle di Belli ed anche di Tognazzi contro avversari più piccoli e le mani educate di Ale Pucci, che quando si gira e tira in sospensione ricorda, se pur con i dovuti distinguo, un certo David Andersen.

Senza dimenticare che spalle a canestro possono andare anche i nostri lunghi, forse ad eccezione di Jokic, più a suo agio a giocare sulle ricezioni in velocità che non partendo in maniera statica.

Ultimo appunto. Chissà se sul “game plan” di coach Betti ci sarà di nuovo la difesa a zona, che fu forse l’unica cosa a funzionare bene all’andata. Non l’abbiamo vista spessissimo, ma contro squadre giovani, magari meno abituate a pensare e più a correre, potrebbe aiutare a far perdere un po’ di ritmo ed a trovare l’assetto giusto, senza Giangi, ma con tante diverse situazioni offensive e difensive da poter esplorare.

Stasera alle 21:00 si recupera ABC Castelfiorentino – Campus Varese e la classifica tornerà ad essere completa.

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