Rsa aperte, Valgimigli: “Abbiamo contenuto il virus, i parenti possono tornare ad abbracciare i nostri ospiti”

Si riaprono le porte delle residenze sanitarie assistite di Siena dopo l’ennesima emergenza Covid. Non è ancora il tempo di tornare alla normalità, ma poter ricevere le visite dei parenti e amici già è una gioia per gli ospiti dell’Asp di Siena. Le residenze per anziani sono state ovviamente le aree più a rischio, un’epidemia poteva essere letale per i soggetti fragili che vi risiedono, per fortuna con le misure restrittive e la vaccinazione di massa, si è riusciti a contenere il virus. A scapito ovviamente della socialità e degli affetti. Per 2 anni, il corpo infermieristico delle Rsa è stato l’unico contatto per gli anziani residenti, poi sono arrivate le stanze degli abbracci che hanno reso possibile brevi incontri con i familiari in una struttura gonfiabile studiata proprio per evitare il contatto fisico. “Devo ringraziare i nostri infermieri e operatori per la loro umanità oltre che professionalità – dice nell’intervista Mario Valgimigli, presidente Asp di Siena -, durante la pandemia sono stati gli unici ad avere un contatto quotidiano con i nostri ospiti, ai quali oltre alle cure hanno portato affetto e calore. Senza di loro sarebbe stato difficile gestire la pandemia”.

Bar chiuso, stanze comuni e corridoi deserti, gli anziani per mesi hanno visto i loro cari solo in incontri telematici.

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“Le stanze degli abbracci hanno garantito i rapporti umani, ora possiamo riaprire le visite sperando che il virus scompaia e si possa tornare ad una vita normale, soprattutto per le persone come i nostri ospiti che sono anziani, fragili, in una delle fasi più difficili della vita in cui i rapporti con la famiglia sono fondamentali”.

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