Tutta la forza del Pd contro il Comune di Siena

Mobilitazione generale sul Biotecnopolo. Giani e Bezzini: “A rischio i cantieri del lotto-volano alle Scotte”

Con un anno di ritardo il Partito Democratico “scopre” che la strada che gli è assegnata dal popolo e dalla congiuntura è fare opposizione. Da Siena a Roma, ma soprattutto a Siena. Opposizione dura, accesa, determinata, senza fare sconti, portando la gente in piazza e dando sfogo all’indignazione. Tanta roba, soprattutto se fatta di colpo.

E chissà che la strada della protesta – molto à la page da qualche anno a questa parte -, condivisa con chiunque abbia sentimenti analoghi, sia quella giusta per rimotivare la sinistra senese? Chissà che il movimentismo non possa essere la medicina per un grande partito, ancora il più cospicuo della città, che dal 2018 ha preso sventole a non finire e non ha saputo farsi bastare le regionali 2020 e le suppletive dell’anno successivo?

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Proprio da quelle suppletive – c’era candidato l’allora segretario nazionale Enrico Letta – partono i fatti che oggi portano il commissario e la capogruppo comunali, il Presidente della Provincia, i vertici regionali e provinciali del Partito, il Presidente della Toscana e l’assessore alla Sanità, un senatore e quattro deputati a gridare “Mobilitazione generale” di fronte all’uditorio della sala Mutilati, stracolmo, plaudente e rappresentativo. Di certo una bella promozione per il Partito, frutto sicuramente di un ordine partito da Roma che di colpo annulla (o quasi) tutte le resistenze correntistiche locali.

Nelle oltre due ore di interventi, dove in sostanza ogni oratore avrebbe meritato una platea e un argomento a sé, viene spesa molta, tanta, forse troppa, propaganda. L’argomento è unico: la scelta del Governo di sottrarre 135 milioni di investimenti dal Biotecnopolo, più o meno un quarto di quelli stanziati a corollario delle Suppletive per il Centro per la lotta alle pandemie e tutto il resto del “progettone” che per oltre un anno ha fatto sognare i senesi sull’approssimarsi di una nuova età dell’oro.

Checché stia facendo il sindaco di Siena che rinnega la concertazione con gli enti e convoca il 17 aprile la scienza del territorio a un “tavolo della pace” con le imprese per far emergere le criticità affrontabili del Biotecnopolo, il Partito Democratico ha scelto la propria strada e vede le nubi addensarsi a Roma prima e a Siena poi. Legge i segnali e li interpreta: il fatto che i prossimi Stati Generali della Sanità, voluti dal Comune di Siena, non includano una riga sulle Scienze della Vita dà da pensare. Forse addirittura si ritiene che il progetto imprenditoriale scientifico sia prossimo al proprio miglio verde e quindi non vuole aggiungere altre offerte di collaborazione. A meno che…

A meno che… la “sindaca”, come è pedissequamente definita, non faccia una precisa scelta di campo ed emuli Massimiliano Fedriga, centrodestra, governatore del Friuli, presidente pro tempore della Conferenza Stato-Regioni, nel suo NO al Governo. E’ il fatto nuovo, eclatante, con ricadute forse drammatiche, che introducono prima l’assessore Bezzini e poi il Presidente Giani. Quest’ultimo arriva dall’appena tenutasi conferenza Stato-Regioni dove il provvedimento del Governo di togliere 1,2 miliardi del PNRR dal fondo complementare per l’edilizia sanitaria delle regioni, ha provocato l’insurrezione di tutti i governatori indipendentemente dalla fede politica.

Bezzini fa una suggestione: “Gli attuali lavori al lotto volano delle Scotte sono al momento privi di copertura finanziaria”; Giani aggiunge le cifre… di quel miliardo e due, 453 milioni andavano alla Toscana e tra di essi ci sono i 52 che Siena ha iniziato a utilizzare per creare quell’edificio multifunzionale, destinato a favorire la migrazione e il riassetto dei reparti. Ora, secondo il Governo, i finanziamenti andranno recepiti dall’iter dell’art.20, ma non è semplice… è reale il pericolo che le ditte fermino i cantieri. E questo riguarda anche le venti procedure in atto per le case comunità “fra cui le quattro che avevo approvato questa mattina”.

Il governatore Giani definisce “battaglia simbolo” la lotta che sta partendo a Siena. Sottolinea come il Pd abbia individuato da tempo in Sanità e Scuola i principali interessi della collettività, mentre questo Governo che “aborrisce la scienza” crede in altro e sta smontando tutto. Avere a Siena un centro per la lotta alle pandemie voleva dire affrontare preparati la prossima emergenza, non averlo è quasi delittuoso, considerando che parte delle finalità erano “rivolte alle immunoresistenze che, nel 2050, si calcola, metteranno a rischio la vita di 50 milioni di persone”.

Sarracino, deputato e commissario di Siena, la definisce un’operazione verità, Stefania Lio, pientina, vicesegretario regionale, annuncia che seguiranno altre e più incisive iniziative.

I prossimi giorni chiariranno se sulla cantieristica sanitaria c’è stata boutade o annuncio di emergenza, intanto è chiaro che il Pd ha deciso di scaricare tutta la sua supposta forza sul Comune di Siena, su “un’amministrazione improntata alla politica del Sissignore/Sissignora, ripiegata su se stessa, vittima da sei sette anni di Michelotti. Un Partito che nel locale e nel nazionale smonta il sistema-Paese, è fortemente antiscientifico, ideologico e negazionista, che poggia su chiusura e paura”.

Il Pd per il prossimo futuro si promette inclusivo e pugnace.

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