Fino al 6 gennaio la mostra inaugurata a Serre di Rapolano: un viaggio tra arte, storia e memoria del paesaggio
Un paesaggio scolpito dal tempo e dal lavoro dell’uomo, un territorio unico dove la bellezza e la fatica si intrecciano in una narrazione senza tempo. È questo il cuore della mostra Incanto e fatica nelle Crete Senesi, inaugurata venerdì scorso a Serre di Rapolano e visitabile fino al 6 gennaio 2026. Un evento che non si limita a esporre opere d’arte, ma diventa un omaggio alla storia rurale di questa terra, alla mezzadria che ne ha plasmato il volto, alla continua trasformazione del paesaggio sotto la mano dell’uomo.
Due luoghi simbolo del borgo accolgono l’esposizione: il Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio, che custodisce quaranta dipinti provenienti dalle collezioni di Banca Monte dei Paschi di Siena e della Pinacoteca Nazionale di Siena, e il cinema teatro Giuseppe Verdi, dove videoart, fotografia contemporanea e filmati storici raccontano il legame tra la terra e chi la abita.
Al Museo dell’Antica Grancia, un tempo fattoria fortificata dell’Ospedale senese Santa Maria della Scala, si possono ammirare capolavori che restituiscono l’essenza delle Crete Senesi, con nomi illustri del Novecento come Renato Guttuso, che qui trovò ispirazione nel 1938 durante una visita ospite di Cesare Brandi, e Dario Neri, raffinato interprete del paesaggio senese. Accanto a loro, artisti del calibro di Ivano Bianchi, Elio Buracchio, Enzo Cesarini, Emilio Montagnani, Angelo Mucci e Vittorio Giunti, con una selezione di opere che attraversano il secolo scorso fino ai giorni nostri, grazie alla presenza di autori contemporanei come Carlo Pizzichini, Franca Marini e Luca Bellaccini. Tra le sorprese della mostra, due bassorilievi incisi nel tufo da Alberto Sani, scultore autodidatta che, con sguardo attento, ha saputo immortalare scene della tradizione contadina come la Fiera dei ciuchi e la Fiera dei bovi.

Il percorso espositivo si amplia al cinema teatro Giuseppe Verdi, che un tempo accoglieva i cavatori di travertino per le proiezioni del dopolavoro e che oggi si trasforma in una sala multimediale. Qui il racconto si fa immagine e voce: video e installazioni ripercorrono la storia del mondo rurale attraverso testimonianze raccolte dall’Associazione Visionaria in collaborazione con il Museo della Mezzadria senese di Buonconvento. In parallelo, una mostra fotografica offre una visione contemporanea del paesaggio e della sua evoluzione, con gli scatti di Davide Borghi, Marco Bruttini, Alessio Duranti, Marco Muzzi e dell’artista inglese Jacqueline Tune, che con il suo progetto indaga il rapporto tra territorio, cambiamenti climatici e trasformazioni sociali.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Rapolano Terme in collaborazione con Fondazione Musei Senesi, Associazione Visionaria e numerosi enti e sponsor locali, si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione culturale del territorio. Il sindaco Alessandro Starnini ha sottolineato l’importanza della mostra come evento capace di celebrare il legame profondo tra arte, storia e comunità locale, restituendo alla collettività due spazi di grande valore come il Museo dell’Antica Grancia e il cinema teatro Giuseppe Verdi. “Questa esposizione – ha dichiarato – è stata fortemente voluta dal Comune per valorizzare il nostro borgo e rendere omaggio a un paesaggio straordinario che non sarebbe tale senza il lavoro delle generazioni che lo hanno abitato. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo evento, dai prestatori delle opere agli sponsor che hanno creduto nell’iniziativa”.

Per la curatrice Anna Maria Guiducci, la mostra è un invito a leggere il paesaggio non solo come bellezza, ma come storia e memoria. “Le Crete Senesi – ha spiegato – sono da sempre sinonimo di un incanto senza tempo, segnato dal lavoro dell’uomo con grande fatica e rispetto. I dipinti esposti al Museo dell’Antica Grancia permettono di immergersi in questa realtà, creando una continuità visiva tra le opere e il panorama che si può ammirare dalle finestre del museo. È una mostra che parla di emozioni, di impressioni, di visioni di artisti che hanno saputo cogliere l’essenza di un territorio unico”.
A sottolineare l’importanza della sinergia tra istituzioni culturali è stato anche Alessandro Ricceri, presidente di Fondazione Musei Senesi: “Siamo felici di salutare la riapertura del Museo dell’Antica Grancia, un luogo che racconta la storia del territorio e delle persone che lo hanno vissuto. Il confronto tra le opere dei grandi maestri del Novecento e il paesaggio reale che li ha ispirati rende questa esposizione particolarmente significativa”.
Infine, Simone Petricci, in rappresentanza dell’Associazione Visionaria, ha evidenziato il valore della sezione multimediale ospitata al cinema teatro Giuseppe Verdi: “Abbiamo voluto creare un racconto che intrecciasse immagini, voci e testimonianze dirette, perché il paesaggio non è solo un luogo, ma un insieme di storie. I video e le fotografie esposte permettono di guardare le Crete Senesi con occhi nuovi, attraverso il dialogo tra passato e presente, tra pittura, fotografia e narrazione audiovisiva”.
Nel corso dei mesi, la mostra si arricchirà di eventi collaterali e approfondimenti tematici. Sono previsti incontri con storici dell’arte e studiosi del paesaggio, visite guidate con gli artisti contemporanei in esposizione e laboratori didattici dedicati alle scuole per raccontare ai più giovani il valore storico e sociale della mezzadria. Inoltre, presso il cinema teatro Giuseppe Verdi, verranno proiettati documentari e film che affrontano il rapporto tra arte, paesaggio e memoria collettiva.
L’esposizione Incanto e fatica nelle Crete Senesi non è solo una mostra, ma un’esperienza che invita a guardare con maggiore consapevolezza un territorio che continua a raccontare, attraverso l’arte, la sua storia e la sua identità.