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sabato, Ottobre 1, 2022
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Giornata della Memoria, Fink: “Educhiamo i giovani al rispetto del diverso”

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Il Giorno della memoria perchè l’umanità non assista ad un nuovo sterminio di massa. E’ questa la forte motivazione che ogni anno si ripete per le celebrazioni del 27 gennaio, quando tutto il mondo ricorda la fine dell’inferno del campo di concentramento di Auschwitz e le vittime dell’olocausto. Un rito che si ripete dal 2005 quando fu istituita la giornata dalle Nazioni Unite proprio per mantenere alta l’attenzione sulla persecuzione del popolo ebraico e evitare la recrudescenza di queste barbarie.

“Noi comunità ebraiche partecipiamo con impegno offrendo testimonianze e contributi – spiega Enrico Fink, presidente della Comunità ebraica -, perchè è importante che la società civile rifletta sugli errori/orrori del passato. Non è un celebrazione del mondo ebraico ma di tutto il nostro paese per avere consapevolezza di come ottanta anni fa siamo finiti con facilità nella barbarie più assoluta”.

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Purtroppo episodi antisemiti si registrano ancora ed è allarme per quanto avvenuto a Venturina, dove due ragazzine di 12 anni hanno picchiato e insultato un coetaneo solo perchè ebreo. “E’ l’odio per il diverso. E’ un episodio sconvolgente avvenuto nel 2022 con protagonisti adolescenti, quindi ancora più preoccupante. Siamo vicini alla famiglia e al bambino, vediamo tanta solidarietà che aiuterà a superare questo momento di difficoltà. Prendiamo atto con questo brutto episodio che c’è ancora tanto lavoro da fare per far crescere giovani consapevoli di quanto avvenuto nel passato. Non serve reprimere ma educare, come abbiamo fatto in Toscana con tante iniziative informative, a cominciare dal Treno della Memoria che ha portato gli studenti a visitare i lager e vedere dal vivo i luoghi dello sterminio. Ecco perchè il giorno della memoria è importante, proprio per fare dei percorsi formativi e di studio che aiutino la collettività a crescere capace di riconoscere la diversità come un’opportunità che può diventare fonte di bellezza”.

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