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venerdì, Maggio 24, 2024

Lo dice il Festival, se c’è il distretto non “serve” l’ospedale

Cosa significa la “non emergenza” del 116117. Ne hanno parlato importanti esponenti della sanità territoriale

Servizi sempre più vicini al cittadino grazie al nuovo distretto e al numero 116117 di non emergenza, che andrà a integrare il 112, numero unico europeo di emergenza. Se ne è parlato a Canale 3 nell’incontro moderato da Franz Campi nell’ambito del XVI Festival della Salute di Siena.

“Il nuovo distretto senese – spiega Lorenzo Baragatti, direttore società salute senese – sarà una fotografia di quello disegnato dal Decreto ministeriale numero 77. Le case di comunità saranno un’evoluzione di quelle della salute. Ne avremo due, una a Siena e una a Montalcino, aperte 24 ore sette giorni su sette. Altre strutture saranno invece aperte 12 ore al giorno sei giorni a settimana. Gli infermieri di famiglia e di comunità introdotti dallo stesso decreto sono in realtà presenti in Toscana dal 2018. L’ospedale di comunità prevede circa 50 posti letto. Il consultorio familiare curerà il percorso di nascita e assistenza oltre alla presa in carico per i problemi di infanzia e adolescenza. La regia sarà della Centrale operativa territoriale che destina le persone in vari percorsi. La regia regionale sarà organizzata grazie al nuovo numero 116117 della centrale operativa che risponderà a criticità sanitarie non di emergenza, andando ad affiancare il 112 unico numero europeo emergenza (che fino a ieri era il 118). L’altro sarà quindi destinato all’assistenza domiciliare, per chi ha problemi con i device a domicilio, come i cateteri, per la continuità assistenziale e la guardia medica. Molte cose sono già state attivate, ora lavoreremo sui percorsi perché i distretti siano accoglienti e accessibili per le persone”.

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“L’infermiere di famiglia e comunità – dice Mariella Taccioli, responsabile infermieristica del distretto senese (foto) – avrà competenze specialistiche avanzate sulle cure primarie e sarà orientato a gestire ed educare le persone alla gestione della malattia cronica. Lavorerà in collaborazione con medicina generale e altri specialisti, cure palliative, tutti quelli in rete sul territorio in materia di patologie croniche. Gestirà il mantenimento a casa di pazienti molto complessi, come i malati di Sla, dove ci sono tanti device da gestire a domicilio. Sarà anche a sostegno della famiglia, aiutando a gestire situazioni complesse. Interveniamo a domicilio, ma esploriamo anche altri bisogni. Nel caso avvisiamo il medico curante e realizziamo un progetto assistenziale dove ognuno fa la sua parte. Saranno presenti in tutti i territori, Siena, Montalcino, ambulatori infermieristici destinati a ricevere le persone e all’orientamento al servizio necessario. Rispetto a prima, c’è sempre un grosso investimento sul territorio ma siamo più capillari, circa 50 infermieri per 126mila abitanti. Ogni infermiere segue un nucleo di riferimento e garantisce continuità assistenziale sette giorni su sette”.

“Quello delle cure palliative rappresenta un compito molto delicato, incaricato di offrire anche supporto psicologico – informa Antonia Loiacono, responsabile del settore per il distretto senese -. Si tratta di un servizio territoriale che lavora in accordo con l’ospedale”.

“Il PUA, punto unico di accesso, ha una funzione nevralgica come riferimento per il cittadino – spiega Cristina Pasqui, coordinatrice Società della Salute senese – auspichiamo che presto sia attivo sette giorni su sette. Ora partiremo con cinque giorni a settimana. L’ufficio avrà la presenza contemporanea del servizio sociale e di quello infermieristico, per non spezzettare il cittadino nei vari rivoli dei servizi. Gestirà la presa in carico sia di servizi semplici che complessi in maniera integrata, avrà funzione di front office con accoglienza, informazione e orientamento anche per gli enti locali oltre che per i cittadini. Da qui partirà la segnalazione affinché venga valutato il bisogno dei singoli casi e venga effettuata la presa in carico in maniera appropriata. Verranno quindi smistate le persone verso i servizi necessari. Sarà eseguito un lavoro di programmazione, di raccordo con uffici e ambulatori. Se una persona ha bisogno di una protesi si daranno le informazioni ricevute dall’ufficio protesi. Accompagnamento per non autosufficienti e disabilità, presi in carico dal Pua, che compila le schede di pre valutazione, saranno inviate alle commissioni predisposte”.

Per Luca Galzerano, medico di medicina generale, responsabile Casa della Salute Siena: “La realtà senese della casa della salute è diversa da altre. La fortuna è che la medicina generale, che ha un approccio olistico col paziente, riesce bene ad accordarsi con gli altri protagonisti della rete territoriale che cerca di dare risposte al cittadino, sia in caso di bisogno sociale che sanitario, dando quindi la risposta più completa possibile. Il cittadino può rivolgersi inoltre al proprio medico di fiducia, fondamentale nel percorso assistenziale. Il compito della medicina generale è guidarlo nel percorso di cura con tutte le altre figure”.

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