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domenica, Ottobre 2, 2022
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Siena Awards, dalla foto al crowdfunding per aiutare il piccolo Mustafà che ha commosso il mondo

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Questa è una bella storia da raccontare. E’ la storia di Mustafà, il bambino di 6 anni protagonista insieme al padre Munzir al-Nazzal, della foto vincitrice del Siena Awards 2021. Un’immagine scattata quasi per caso, il 6 gennaio di un anno fa in Turchia, per strada dall’artista Mehmet Aslan ad un uomo menomato dalla guerra che gioca con il figlio, nato senza arti per una malformazione derivata dai farmaci assunti dalla madre durante la gravidanza, come cura necessaria per l’aver respirato gas nervino in un attacco chimico in Siria. Nonostante tutto stanno sorridendo, nonostante siano profughi in Turchia, nonostante le promesse di aiuto mai arrivate. L’immagine ha fatto il giro del mondo e scosso le coscienze. E questa volta l’aiuto è arrivato davvero, partendo da Siena da dove proprio gli organizzatori del premio internazionale di fotografia hanno lanciato la campagna crowdfunding Can a Photo Make a Difference?. “ Quando la giuria ha annunciato il vincitore – racconta Luca Venturi art director del Siena awards – abbiamo visto la foto e ci siamo resi conto di avere un’immagine potentissima, non tanto esteticamente quanto emotivamente. Infatti ha avuto un grande impatto mediatico e questo ci ha spinto a fare qualcosa per aiutare Mustafà e la sua famiglia, prima che la loro storia cadesse nel dimenticatoio”. La raccolta fondi ha avuto successo, al momento sono 150 mila euro i soldi arrivati, ma è possibile ancora donare per dare un futuro a questa gente, scappata dal loro paese, la Siria, per finire in un campo profughi in Turchia. “E’ stato complesso farli arrivare in Italia, erano senza documenti, siamo riusciti a farli partire grazie al supporto concreto dell’ambasciata italiana ad Ankara e del governo italiano”. La famiglia è arrivata la scorsa settimana a Siena ospite dell’Arcidiocesi, saranno poi trasferiti a Budrio per il periodo delle cure nel centro protesi Vigorso per poi tornare nella città del Palio dove sarà avviato un percorso di integrazione per tutta la famiglia. “Oltre a noi, il dottor Causarano, il cardinale Lojudice, i medici di Budrio, hanno collaborato per dare un futuro migliore a Mustafà ed ai suoi cari. E’ bello che tutto questo sia partito da Siena e da un premio che porta il nome della città. Questa storia dimostra la potenza dell’immagine e quanto una foto può fare la differenza e cambiare la vita di una famiglia”.

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