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domenica, Ottobre 2, 2022
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Analisi del voto a Seravezza

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I risultati non lasciano nessun margine d’interpretazione: non c’è stata proprio partita! Alessandrini, sostenuto da Forza Italia e Italia Viva in una sorta di polo centrista, ha puntato sul civismo e ha avuto 1.093 voti in più della Salvatori, un più 18% di elettorato che fa la differenza. E non c’è stata partita nemmeno ai seggi dove, solo in un caso e con soli due voti di scarto, la Salvatori ha superato Alessandrini: nel seggio 5 di Giustagnana.

La lista della Luisi, sostenuta da una lista civica, dalla Lega e da Fratelli d’Italia che partiva da 2.217- i voti sommati di Lega e FdI alle ultime regionali di un anno fa- ha ottenuto un risultato deludentissimo raccogliendo soltanto 1.089 voti, con una parte sicuramente drenata da Alessandrini. Se torniamo alle comunali del 2016 quando erano addirittura 4 le liste in competizione quella per Tarabella ebbe 2.402, quasi 500 voti più di ora, ed allora il Movimento 5 stelle ebbe un risultato importante con 1.066 voti.

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Se andiamo ancora più indietro, al 2011, Ettore Neri ottenne ben 5.140 voti. Da allora però il Pd seravezzino che ha risentito indubbiamente delle vicende nazionali del partito, dell’era renziana ma anche, come si dice nei bar del centro che sono ancora a dimensione di circoli-operai, del graduale sfaldamento del vecchio gruppo dirigente di provenienza Pci e dall’allontanamento progressivo di numerose ed importanti esperienze. Quindi le conseguenti difficoltà a tenere insieme il gruppo storico e riuscire ad attrarre nuove forze, ad allargare la capacità di coinvolgimento dei giovani e a riannodare i fili di una sinistra diffusa dalle importanti tradizioni e radicamento nel territorio.

Certo sui recenti risultati può aver pesato anche l’abbassamento del numero dei votanti che dagli oltre 7.000 delle due precedenti consultazioni è sceso a 6.250. Ma sarebbe davvero risibile giustificare la sconfitta della Sinistra utilizzando questo dato e non andare più a fondo. Le ragioni dovrebbero essere ricercate in almeno altre tre direzioni fondamentali:

Il Palazzo mediceo di Serravezza

1.            Come si è amministrata la città. Spesso nella Sinistra, a partire dal Pd, c’ è una sorta di eccessiva autoconsiderazione e quando questa coincide con l’autoreferenzialità diventa una bomba ad orologeria che prima o poi è destinata a deflagrare. Pd ed anche altre forze a sinistra hanno perduto da tempo i legami con il territorio, con le persone, con le esigenze reali della gente. E quando fai così per un lungo periodo di anni non basta il recupero di una campagna elettorale, di un mese e poco più: non sei credibile. Si devono considerare le difficoltà anche a garantire il numero legale e il normale funzionamento della vita amministrativa che si è verificato ed è aumentato con l’approssimarsi della scadenza del mandato. L’incapacità di coinvolgere prima delle elezioni e poi successivamente Giorgi e la sua lista di impegno civico che arrivò seconda subito dopo quella di Tarabella. E’ poi il periodo caratterizzato dalle questioni dei rapporti del Comune con l’Henraux, la vicenda degli usi civici e delle proprietà, dei complessi rapporti tra imprese, Comune, territorio, ambiente e Regione Toscana. Ed anche queste vicende hanno contribuito molto ad allontanare una parte di lavoratori, di cavatori dall’amministrazione e dalle sue politiche, dai rapporti ritenuti troppo accomodanti con il grosso gruppo marmifero. Poi dobbiamo aggiungere, sempre recuperando voci dal territorio, una certa presupponenza degli amministratori nei rapporti tenuti con il popolo di Sinistra, con le frazioni, con le varie realtà territoriali che ha finito per farli apparire come una casta. Si dovrebbe indagare meglio sulle scelte di politiche sociali, dei servizi, sugli interventi nelle varie frazioni, sui rapporti con le attività produttive, artigianali, commerciali per capire cosa, più a fondo, non ha funzionato. Basterebbe riprendere quanto scritto da Vanessa Bertoneri a cui fu revocato l’incarico di consigliera delegata – poi confluita nella lista Alessandrini ed oggi Assessore alle scuole ed alla cultura – quando affermava di “…essere stata delusa e dispiaciuta di questi 5 anni di mandato: o appartenevi ad una determinata cerchia oppure eri ostacolata ed estromessa…” e, ancora, “… anni caratterizzati da litigi interni, prepotenze che hanno squassato anche la macchina comunale”. E la questione era presente anche nel comunicati di articolo Uno e Sinistra Italiana quando affermavano che “…bisognasse recuperare un rapporto con i cittadini che in questi anni si è smarrito e di dover rimettere nell’agenda i temi della tutela ambientale… soprattutto nella spinosa questione del lapideo…”. Una sconfitta che pareva già scritta e notificata molto prima della consultazione! Il divario tra Alessandrini e la Salvatori cresce e si fa sostanzioso e rilevante nella piana a Pozzi, Marzocchino, a Querceta e a Frasso, zone nelle quali ormai da anni si è spostata la popolazione ed anche l’asse produttivo, economico e commerciale, il sostanzioso baricentro della vita comunale, dove Alessandrini sfiora e in alcuni casi supera il 50%.

Lo staff della Henraux nel settembre 2019

2.            La dimensione dei candidati. Dopo aver ricoperto per una legislatura il secondo ruolo più importante in qualità di Vice Sindaco Valentina Salvatori non regge il confronto con Alessandrini. Gli Alessandrini sono una famiglia stimatissima e conosciuta nella realtà locale, anche se l’esperienza amministrativa di Lorenzo risaliva al passato, addirittura nel secolo sorso quando era stato eletto Sindaco del Comune. Stupisce e ci si dovrebbe interrogare di più sul perché Valentina Salvatori che fin da piccola era diventata assessore nelle Giunte di Ettore Neri e poi Vicesindaco negli anni nella giunta Tarabella abbia ottenuto un risultato così troppo striminzito. Non è la prima volta che succede ma l’attenzione alle candidature e alle alleanze spesso viene sottovalutata. Passa in secondo piano il fatto che il candidato è un valore aggiunto e in quanto tale dovrebbe spingere a valutare meglio, non tanto le pur legittime aspirazioni dei singoli, ma le caratteristiche, le qualità, la formazione e le esperienze del candidato, la sua più o meno empatia con la gente.

Valentina Salvatori

3.            Le forzature dei gruppi dirigenti versiliesi e di quelli regionali dei vari partiti che hanno seguito una rotta di sigle e di alleanze sulla carta senza tener conto né prendere in attenta considerazione gli aspetti locali, gli umori, le opinioni del territorio, senza coinvolgere, come si sarebbe detto una volta, la base- almeno quella piccolissima che rimane attiva- e fare delle consultazioni all’interno dell’elettorato prima di decidere. Sulla carta per i partiti, movimenti e sigle che hanno appiccicato il loro simbolo sul raggruppamento elettorale della Salvatori non ci sarebbe dovuto essere nessun problema, ma… ma i simboli spesso, quando sono apposti senza il consenso o senza una accurata verifica, non muovono la gente ma anzi la indispettiscono… soprattutto in zone di tradizione e di radicamento popolare come Seravezza. Il Pd ed anche Sinistra Ecologia, il M5stelle, Articolo Uno, dovrebbero aprire una riflessione critica su come i loro partiti, le loro direzioni versiliesi o provinciali o regionali hanno gestito le varie situazioni, del ruolo che non hanno svolto in precedenza, degli interventi che non hanno fatto. Sarebbe davvero ingeneroso consegnare la croce a Valentina Salvatori senza che i dirigenti principali e il Segretario e i componenti della segreteria del Pd versiliese l’abbiano portata almeno per dodici delle 15 stazioni. Ho letto che il Segretario del Pd Versiliese eletto a Massarosa potrebbe diventare Assessore della nuova amministrazione Barsotti e che molti nel Pd ritengono che possa mantenere anche l’incarico di segretario versiliese del Pd. A giudicare da come si è mosso il Pd versiliese, dalle scelte che ha fatto e soprattutto da quelle che non ha fatto, dalle situazioni che si sono determinate in Versilia e nei vari Comuni mi sembrerebbe proprio una scelta azzardata ed autolesionista! E quando e quale organismo deciderà sulla materia? A proposito come si pensa di organizzare il Congresso del Pd a Viareggio? E poi negli altri Comuni? Saranno congressi a porte chiuse? Saranno congressi aperti all’esterno e agli elettori e ai cittadini? Si discuterà dei risultati e delle politiche per la Versilia?

Niclo Vitelli

(Le foto sono tratte da Facebook foto pubbliche, in copertina Lorenzo Alessandrini)

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