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lunedì, Settembre 26, 2022
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Esami di riparazione per Draghi e Padoan

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Mettiamo da parte i tecnicismi che guidano la trattativa di Unicredit con il MEF e diamo per scontato che le dichiarazioni delle forze politiche per salvaguardare MPS corrispondano alle reali intenzioni e non siano invece frutto della campagna elettorale per le Suppletive… Ecco, tutto ciò premesso, sembrerebbe che il campo di forze a difesa della Banca sia ampio e senza incrinature e, anche ai vari livelli istituzionali, emergerebbe una sostanziale unità.

Sindaco, Presidente della Giunta Regionale e candidati alle Suppletive quindi hanno l’occasione di fare fronte comune, potendo fra l’altro godere di un Governo centrale di ampia coalizione e con le forze dell’opposizione parlamentare che sono comunque, come già detto, in sintonia.

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Sarebbe un risultato importante e permetterebbe fra le altre cose, in particolare a due figure di rilievo dell’attuale quadro politico e finanziario, di fare un esamino di riparazione nei confronti della Banca.

Pensiamo a Pier Carlo Padoan, oggi alla guida di Unicredit e che, per questo ingrato incarico, è stato costretto, con estremo sacrificio, a lasciare il ruolo in Parlamento ottenuto in questa circoscrizione elettorale, ma soprattutto a quel Mario Draghi, ex Governatore della Banca d’Italia che, in epoche lontane, spingeva furiosamente per l’aggregazione delle banche italiane, riconquistando anche quelle cadute in mano allo straniero oppressore, con una vigilanza, diciamolo pure, talvolta un pelino deficitaria.

Avrebbe dovuto passare dalla guida della BCE per incarnare poi la guida ideale del Governo dei migliori, e oggi quindi potrebbe probabilmente ripensare ad alcune intuizioni non certo felici e a certe ciambelle che sarebbe stato meglio non fossero venute con il “buco”.

Quel buco che, ad oltre dieci anni della sua generazione, stranamente non si è colmato. Eppure c’è stata una serie di ingenti interventi sul capitale, ci sono stati pesanti accantonamenti al fondo rischi su crediti e c’è stata una cura dimagrante pesante e costante del perimetro operativo – qualitativamente e quantitativamente -, nonché una cospicua riduzione di organico.

Un buco che stranamente non si è colmato nonostante fossero accorsi al capezzale dalla Banca manager illuminati e capaci, accolti all’epoca da un giubilo incontrollato, se non addirittura rivendicando con orgoglio il merito di averli chiamati…

Il mio solito saggio amico avrebbe detto: “Bella chiappa!”

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