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mercoledì, Aprile 24, 2024

Giusta la lotta all’evasione,ma sui conti correnti dei contribuenti occorre cautela

Anonimetro 2023: cos’è e come funziona

Da fine agosto 2023 sta lavorando sui nostri conti correnti il cosiddetto Anonimetro. Con il documento del 19 maggio 2023 l’Agenzia delle Entrate ha spiegato i principi con cui verrà utilizzato lo strumento di monitoraggio dei conti correnti dei contribuenti. Va detto che il provvedimento di cui sopra è grandemente improntato a logiche di prudenza e tutela nei confronti del contribuente e non consentirebbe alcun accertamento automatico. Alcuni dubbi sono però legittimi.

Giusta la logica della lotta all’evasione, ma l’esperienza professionale insegna che ogni
volta che l’Agenzia Entrate introduce particolari algoritmi automatici, ne risultano gravemente compresse le possibilità di difesa del contri- buente.
È già stato così in passato con il redditometro e con gli studi di settore – che hanno prodotto risultati automatici molto spesso fuorvianti, e dai quali il contribuente medio ha fatto veramente molta fatica a difendersi avanti le Corti Tributarie. Ricordo a titolo di esempio (semplificando un po’ le cose) che tutti coloro che costituivano una società immobiliare con un solo immobile strumentale da affittare, non rispettavano mai i criteri di congruità e venivano tutti sottoposti ad accertamento au- tomatico sulla base dello studio di settore che non concepiva questo tipo di attività minimale – chi non accettava i dati dell’accertamento automatico o dell’accertamento con adesione successivo – doveva comunque sostenere costi professionali di difesa ed una alea del giudizio che di fatto spesso non giustificava il costo del contenzioso. Tutto si giocherà sulla modalità con cui – a partire dalle segnalazioni che il cosiddetto Anonimetro invierà alle varie direzioni provinciali per l’individuazione dei soggetti da sottoporre ad accertamento – le singole direzioni provinciali arriveranno ad emettere l’avviso di accertamento e con quali cautele, motivazioni ed accertamenti ulteriori prima dell’emissione dell’avviso di accertamento. Come ogni sistema automatico che opera su scala globale – ossia sulla totalità dei contribuenti – si realizzeranno probabilmente tanti risultati “falsi positivi e falsi negativi” come ci insegna la statistica.
La costante carenza di personale dedicato agli accertamenti nelle singole direzioni provinciali probabilmente favorirà l’emissione di provvedimenti di accertamento automatico – tutti simili – ma dai quali il contribuente dovrà difendersi con alti costi professionali del contenzioso tributario ed anche con le difficoltà, in ogni caso, di dover spiegare alle Corti Tributarie per ogni caso singolo, le proprie specificità.
A mio modesto parere lo strumento dell’Anonimetro non dovrebbe essere utilizzato per gli accertamenti singoli, ma soltanto come ulteriore strumento – l’Agenzia ha già accesso a numerosissime Banche Dati – di rinvenimento delle frodi tributarie che sono ben diverse dall’accertamento del reddito del singolo contribuente.
Il contribuente italiano è sicuramente un contribuente onesto nella stragrande quantità dei casi, ed è un contribuente già monito- rato da Agenzia Entrate, da numerosissime Banche dati dell’Agenzia ed anche ormai particolarmente seguito da tutto il processo di fatturazione elettronica che in questi ultimi anni ha concesso all’Agenzia e alla Guardia di Finanza di intercettare le frodi tributarie con particolare celerità ed efficienza.
Al di là dei dati dell’evasione tributaria che sono tutti da verificare e che nel contesto economico attuale appaiono forse un po’ inverosimili nel loro elevato ammontare globale, si deve ricordare che il contribuente italiano vive già un rapporto complesso con la burocrazia statale.
In questa particolare fase economica – di debole ripartenza – anche se nessuno vuole utilizzare questo termine – e di concorrenza globale, occorre sicuramente punire i furbi e le frodi, ma occorre anche presidiare e difendere il contesto economico e produttivo del nostro Paese.
Christian Dominici

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Il pignoramento sprint sui conti correnti
orientamento europeo e italiano

I pignoramenti sprint, con la possibilità per il fisco di incassare subito il proprio credito bloccando rapidamente la disponibilità sul conto corrente del debitore, è una procedura ampiamente utilizzata da tempo nei principali Paesi europei, anche se con modalità e procedure molto differenti.
A nostro avviso va invece accolto con grande favore il provvedimento del Governo italiano proprio di questi giorni che nel Ddl bilancio ha previsto l’annullamento del cosiddetto “pignoramento sprint sui conti correnti bancari”.
La modalità operativa del pignoramento sprint non è più esplicitata nell’ultima versione del Ddl di bilancio e su cui il governo ha corretto l’impostazione limitandosi a prevedere «la possibilità di utilizzo di strumenti informatici per efficientare strumenti già esistenti utilizzati per il recupero d’importi relativi a cartelle esattoriali per le quali il contribuente non ha presentato ricorso e non ha ottenuto una sospensione giudiziale».

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