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mercoledì, Settembre 28, 2022
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Governo, banche e imprese: appunti sulle cose da fare

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Competenza, rispetto e coraggio per cambiare l’Italia superando sperabilmente la pandemia e per accompagnare la ripresa e lo sviluppo economico del Paese. Questo il proponimento di Gianfranco Antognoli che lo titola “Appunti sulle cose da fare per il governo, le Istituzioni, le Banche e le Imprese nel 2022”, pezzo forte del numero di gennaio di “Leasing Magazine” che verrà diffuso agli abbonati da giovedì prossimo.

Competenza, rispetto e coraggio: quelle di questo trittico, a mio avviso, costituiscono le parole d’ordine, gli obiettivi mobilitanti per cambiare effettivamente in meglio l’Italia e “mettere a terra” prima possibile, certamente molto prima del 2026, il piano per il rilancio effettivo del nostro Paese con un vero e proprio “patto per lo sviluppo”. Il nuovo “patto” proposto dal presidente Draghi coinvolge tutti, pubblico e privato, ed ha come risultato atteso un Paese diverso e migliore strutturalmente di quello che era prima della pandemia: questa del PNRR è un’occasione storica e irripetibile, per fare questo necessario salto di qualità, per migliorare sostanzialmente la vita dei cittadini nelle imprese, nelle scuole, negli ospedali, cioè in tutti gli ambienti dove può realizzarsi un benessere sociale, non solo economico, individuale e collettivo… vediamo i cantieri della ripresa..

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Digitale e sostenibile. Il punto è quanto riuscirà ad innescare il vero cambiamento del nostro Paese, quanto riuscirà a renderlo più digitale, più sostenibile, più attrattivo per gli investitori anche esteri. E quanta occupazione potrà creare per giovani e donne, non essendoci ripresa né resilienza senza lavoro, senza effettiva maggiore occupazione. Per questo la scadenza del 2026 termine entro il quale tutto questo dovrà essere avviato e concluso è una occasione irripetibile. Occorre un nuovo modo, diverso dal passato, di agire della Pubblica Amministrazione, ci sarà bisogno di personale più motivato ma anche di cittadini più consapevoli. Si tratta di un debito buono per la crescita, un impegno insieme ad una grande responsabilità verso le nuove generazioni.

Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo. Si tratta della misura sicuramente principale di tutto il piano e si pone i fondamentali obiettivi di digitalizzazione, innovazione tecnologica e internazionalizzazione delle imprese italiane. La Pubblica Amministrazione sarà chiamata a fare una svolta radicale per rendere fruibili a cittadini ed operatori tutti i servizi in sicurezza, in forma digitale, rispettando tutti i bisogni: occorre accorciare i tempi della giustizia e della burocrazia.

Rivoluzione verde e transizione ecologica. Qui si trova la cifra più alta, quasi 60 miliardi, del PNRR pari ad oltre il 30% dell’intero piano. Qui occorre incentivare la sostenibilità sociale ed economica con interventi che coinvolgano aree come l’agricoltura, i rifiuti, l’utilizzo delle risorse rinnovabili e la difesa della biodiversità del territorio. I componenti essenziali del piano sono economia circolare e agricoltura sostenibile, energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile, efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, tutela dell’assetto del territorio e delle risorse idriche… Qui la strada iniziata con i bonus e superbonus è avviata, ma deve essere completata anche con controlli rigorosi che non consentano utilizzi impropri.

Gianfranco Antognoli

Infrastrutture per una mobilità sostenibile. Significa incremento del trasporto merci, della mobilità complessiva da gomma a ferro, su rotaia, e – dobbiamo sottolinearlo – oltre la metà delle risorse è destinata giustamente al Mezzogiorno. Le conseguenze della situazione attuale che preferisce la strada al treno ha infatti conseguenze pesanti sul traffico, sulla sicurezza e sull’impatto ambientale. In parallelo ci sono le necessità di monitoraggio dei ponti, dei viadotti, dei cavalcavia e soprattutto il trasferimento di queste funzioni a chi, come ANAS, ha capacità di manutenzione migliori rispetto agli enti locali.

Istruzione e ricerca. Obiettivo fondamentaleè rendere più stretta la relazione indispensabile e, per la verità non sempre presente, tra formazione e mondo del lavoro. Un aspetto molto preoccupante e da migliorare sensibilmente è il basso livello di spesa in ricerca e sviluppo.

Inclusione e coesione. L’occupazione femminile verrà potenziata dal piano attraverso lo sviluppo dei centri per l’impiego, gli incentivi alla imprenditoria femminile, un nuovo sistema di certificazione della parità di genere. Questa importante missione “trasversale” ha indubbiamente un grande rilievo strategico per l’intero PNRR. Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha in più occasioni rimarcato in modo chiaro la importanza altamente strategica di questa importante missione: con investimenti mirati in attività di formazione e riqualificazione dei lavoratori nonché misure specifiche forti necessarie per favorire l’occupazione giovanile e femminile. Il mercato del lavoro deve essere riformato per “tirare a bordo” le nuove generazioni, che sono essenziali ad un nuovo processo produttivo.

La salute. La pandemia ha dimostrato quanto sia fondamentale e primario il servizio sanitario per la sopravvivenza dei cittadini e la stessa tenuta della società. Due sono gli obiettivi di fondo nel PNRR per la sanità: il miglioramento delle strutture ospedaliere e la necessità urgente di lavorare per una assistenza di prossimità più diffusa su tutto il territorio, anche a garanzia delle persone più fragili; l’aggiornamento tecnologico e digitale appare necessario per la raccolta obbligata dei dati epidemiologici, il fascicolo sanitario elettronico e la fornitura a tutti dei servizi essenziali di base. Si tratta di obiettivi strategici che vanno ben oltre anche la stessa emergenza pandemica… Vanno poi sicuramente e con altrettanta urgenza ripristinati e potenziati gli organici medici e paramedici, così come deve essere salvaguardata la medicina territoriale di base con il necessario coinvolgimento dei medici di famiglia.

Conclusioni. Occorre “rigenerare” il nostro Paese, attraverso tutte le sue strutture portanti, cambiando anche l’approccio metodologico che deve avere come obiettivo primario e qualificante il miglioramento del tenore e della qualità della vita dei cittadini. Non si può continuare a consumare il suolo e il territorio come fossero risorse illimitate. Tutti i temi ecologici debbono riconquistare un nuovo spazio esistenziale: ripiantumazione, riforestazione, sottrazione di spazio alle auto, occorre creare una nuova sicurezza alimentare e rivedere in meglio la stessa mobilità delle persone nelle città, nei quartieri, nelle campagne e nelle periferie urbane. Si tratta concludendo di un impegno molto forte, che deve essere affrontato dalla classe dirigente, ma anche da tutti i cittadini con “saggezza, competenza, rispetto e coraggio”: solo in questo modo, tenendo alti i valori morali della convivenza civile, potremo riuscire a cambiare il Paese e anche a far sopravvivere e a rafforzare la democrazia partecipata, evolvendo e difendendo lo Stato Sociale del quale dobbiamo essere tutti assertori più convinti e al quale diciamo di essere tutti, almeno a parole, “affezionati”.

Gianfranco Antognoli

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