Il futuro prossimo venturo di Banca Mps

Della Banca MPS non si parla più e forse è un bene poiché purtroppo di MPS si è parlato spesso male anche quando non c’erano argomenti veri e consistenti.

La richiesta di proroga avanzata alla Commissione Europea dal nostro Governo per la “vendita dovuta” del pacchetto azionario in mano al MEF è, come noto, attualmente in corso ma il “groviglio” istituzionale attuale non consiglia e non consente accelerazioni immediate da parte del Governo italiano.

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Il progetto di uscita del Ministero dalla compagine sociale di MPS riprenderà certamente vigore e attualità dopo che i vertici istituzionali del Paese avranno trovato i nuovi necessari equilibri. In ogni caso non saranno certo messi in discussione paletti consolidati che non attengono certo alla materia di elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

La fusione tra banche deve rispettare comunque i regolamenti antitrust per la rete sportellare con le eventuali sovrapposizioni non funzionali e la creazione di un “polo bancario vero” di MCC Banca del Mezzogiorno può opportunamente candidarsi a utilizzare in modo ‘conveniente’ le banche prodotto (MPS Leasing e Factoring, Capital services, Banca Fiduciaria, centro servizi informatici e una parte della rete filiali allocate al Sud del Paese).

Gianfranco Antognoli

Questi non sono certamente inutili doppioni da svendere rispetto ad altre strutture analoghe presenti sul mercato. Questi sono elementi positivi, sono assets importanti, che possono e debbono essere collocati per rispettare giustamente ‘livelli occupazionali accettabili e soprattutto non sacrificare importanti e valide professionalità presenti nel gruppo MPS, che debbono essere salvaguardati-e valorizzati per il loro valore distintivo.

E’ credibile comunque che il ‘Tesoro’,primo azionista con il 64% di MPS potrebbe seguire un diverso percorso rispetto alla trascorsa trattativa non chiusa con Unicredit. Mps infatti potrebbe essere ‘ceduto’ non in un unica soluzione, considerato anche il giudizio dell’autorità antitrust ma in più operazioni con una modalità prevista da un nuovo piano di dismissione.

Obbiettivo sarebbe molto concretamente diminuire le dimensioni finali dell’asset complessivo aumentando così le possibilità di successo dell’intera operazione.

Ora il primo passaggio è ovviamente il via libera UE al ‘piano industriale’ e alla richiesta di proroga temporale presentata a dicembre 2021. Finora le competenti autorità europee non si sono pronunciate sul tema e la Banca deve rispettare certamente il riserbo necessario su questi passaggi cruciali.

A Roma comunque non emergono particolari preoccupazioni sull’esito di questa trattativa come risulta da quanto affermato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi. Bruxelles però può porre certamente una serie di condizioni per la concessione di una proroga pur scontata…

La UE può vincolare il proprio lasciapassare al necessario rispetto di alcune condizioni come il necessario abbassamento del rapporto cost/incom e la riduzione del ‘perimetro’ con dimissione di assets strategici: questi sono i temi che saranno analizzati in modo ‘professionale’ dopo che la unione Europea avrà messo i suoi ‘paletti’.

Le trattative attualmente non sono ancora il corso, ma il possibile compratore MCC Banca del Mezzogiorno si è dichiarato anche formalmente disponibile ad assorbire una quota di Filiali Mps collocate al Sud,insieme eventualmente ad altre strutture ‘Service’ necessarie e di cui non c’è altra disponibilità sul mercato.

Altri nomi sono, come sappiamo, quelli di BPM e Bper, oltre ad eventuali competitors francesi o spagnoli. Comunque il problema rimane solo onorare al momento giusto gli impegni presi con l’Europa perché ovviamente non sarebbe consentito un ulteriore rinvio.

Insieme al rispetto nuovi impegni con la UE ovviamente si pone la necessità di creare un nuovo gruppo bancario effettivamente funzionale ai reali interessi del Paese reale senza creare solo vantaggi di ‘privati’ compratori.- In questo scenario sarebbe possibile concretamente la salvaguardia effettiva degli interessi di ‘governance’ bancaria preservando però i servizi essenziali che svolge MPS in varie regioni italiane (non solo in Toscana e nel Centro Italia).

L’interesse del Paese che produce e che crea ricchezza nazionale è avere un sistema bancario efficiente ma non certo fine a se stesso, ma che serva per coprire convenientemente i bisogni di imprese e famiglie… e banca MPS assicura, anche oggi, a ben oltre 4 milioni di clienti, i suoi servizi. Inoltre la banca di Siena dà lavoro a oltre 21.000 dipendenti che debbono essere tutelati, non certo per spirito campanilistico o settoriale o particolare, ma perché rappresentano realmente una componente professionale indispensabile per l’intero Paese… L’Italia può e deve ripartire e stabilizzarsi in positivo, oltre il covid, grazie anche ad un ‘sistema bancario’ efficace oltre che efficiente, che presidia realmente i territori di riferimento.

Gianfranco Antognoli

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