Qualcos’altro non torna…

Dopo il primo confronto Ferretti–Fabio in tv mi sono sorti altri angosciosi dubbi, che espongo per capire se qualcuno mi può aiutare.

Intanto ho appreso dalla candidata Nicoletta Fabio che Sigerico ha troppo potere e che è ora di cambiare schema e metodo davvero per rinnovare la politica della città.

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Intento nobile ma mi chiedo, come può la candidata di tre partiti che sono in giunta, anche mentre scriviamo, con il Sindaco uscente De Mossi e che quindi hanno votato tutti gli atti in giunta ed in consiglio comunale, prendere le distanze come se loro non fossero alla guida della città?

Per altro riproponendo ed eleggendo consiglieri e perfino assessori uscenti; erano la lista De Mossi e i consiglieri non partitici a determinare maggioranze? Via non scherziamo, basta guardare la composizione del Consiglio Comunale, con i partiti del centro destra che alla fine del mandato contano numeri preponderanti.

Se andiamo poi a spulciare nelle delibere di consiglio troviamo una compattezza ferrea della maggioranza a sostegno – a sostegno si fa per dire – del Sindaco De Mossi.

Quindi questa narrazione è forzata e fuorviante, perfino se fosse riferita al passato più remoto, visto il livello di condivisione di allora nel governo diffuso del sistema finanziario.

Senza contare che mi sarei aspettato un poco di rispetto in più per il Sindaco che aveva interrotto un lungo Governo della città del centrosinistra e che comunque si è dovuto sobbarcare una pandemia con tutti i problemi che ha comportato ed i ritardi che sono stati accumulati, e questa non è una assoluzione o un giudizio di merito, ma un’osservazione oggettiva.

Diverso sarebbe stato se i tre partirti del centrodestra avessero ritirato assessori dalla giunta offrendo, ad esempio, solo appoggio esterno e condizionando quindi con i loro numeri l’azione di governo. Ma questo non è stato e quindi non si può dire io non c’ero.

A differenza del 2018 lo schema di ballottaggio è diverso, perché è proprio polarizzato centrodestra contro centrosinistra, non esistono candidati civici in corsa (De Mossi), quindi è difficile che qualcuno intercetti il voto dell’area di riferimento dell’altro schieramento, per cui è interessante capire se e quali saranno le indicazioni di voto del pianeta liste civiche.

Abbiamo già detto, e continuiamo a pensarlo che qualcuno possa tornare a casa, ed infatti Sena Civitas lo fa passando, in cinque anni,  dal sostegno a Massimo Sportelli, poi De Mossi (fino ad ottobre 2020) tappa su Pacciani ed infine Nicoletta Fabio. Degli altri per ora si legge e si sussurra libertà di voto il che equivale a dire andate al mare e rinunciare ad esprimere un progetto politico. Il che è piuttosto normale quando si compongono alleanze elettorali a volte anche forzate. Rimane quindi da capire la galassia Pacciani, su cui sorvolo per non urtare suscettibilità e toccare nervi scoperti, facendo solo una chiosa: una volta da quelle parti vigeva la narrazione della trasparenza e coerenza, quindi attendiamo altre indicazioni di voto o segnali di via libera.

Castagnini, deluso dal risultato, e non solo da quello, comunque dichiara che sarà in Consiglio Comunale e credo che il suo approdo potrebbe essere non più civico ma politico al pari di Chiti, con le sirene di Italia Viva. Qui le dichiarazioni di Scaramelli vanno prese con le molle infatti appena dichiarato fiducia nell’apparentamento questo si è dissolto, mi ricorda il mago Otelma.

Infine Montomoli deve decidere cosa fare perché se l’avventura politica è finita va bene tutto, peccato perché  alcune idee e suggestioni proposte erano molto interessanti, come il suo approccio alla comunicazione e alla partecipazione. Se  viceversa decide di dare forma ad un progetto politico allora vanno fatte delle scelte di campo, si può essere civici ma scegliendo un’area di riferimento e costruendo un vero codice di appartenenza, questo renderebbe leggibile a tutti coloro che vogliono aderire ad un progetto cosa è quel progetto nelle linee ideali e nei principi fondamentali.

Maurizio Cenni

(La foto che inquadra Capitani, Corsi e Biondi Santi, assessori di centrodestra a Siena è una foto pubblica di Fb)

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