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sabato, Gennaio 28, 2023

Si scaldano i motori anche sotto le Feste

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Alla fine, come era nell’aria da un po’, è arrivata la dichiarazione del Sindaco uscente (nella foto) con la quale ha annunciato la “sua” decisione di non ricandidarsi per il prossimo mandato, rivendicando alla fine, la sua essenza civica e il merito suo proprio di aver interrotto una egemonia lunga 75 anni di governi di centrosinistra.

Se poi il cambiamento promesso sia avvenuto realmente e se i risultati siano stati all’altezza delle promesse è un altro discorso, e lo affronteremo in seguito.

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Onestamente, tranne il raggruppamento civico che lo ha sostenuto alle elezioni del 2018, o meglio i resti di quel raggruppamento, non ci sono state dimostrazioni di rimpianto nei partiti del centrodestra, anzi il comunicato di FdI appare un garbato commiato con ringraziamenti rituali, ma tutto ciò era nei rumors da tempo e quindi non sorprende.

Anche alcune reazioni social di membri dei raggruppamenti civici, testimoniano un certo disagio. Ma nel suo commiato c’è anche il lancio di una candidatura a sindaco, sostenuta dagli stessi suoi raggruppamenti civici, per la continuità della linea politica, candidatura che ad oggi non sappiamo quanto sia gradita ai tre partiti del centrodestra.

Ma queste non sono le sole novità. Infatti scendono in campo gli Indipendenti e Progressisti che dichiarano subito – ed in questo proliferare di candidature civiche che più civiche non si può neanche con il candeggio, è un merito – la loro collocazione ideale nel centrosinistra dando ulteriore corpo e voce alla richiesta di primarie di coalizione che, a loro giudizio, sarebbero opportune e urgenti, visto quanto si sta muovendo in termini di elezioni amministrative.

Fra l’altro le dichiarazioni di Roncucci (PD) che prefigurano un rilancio del Campo Largo in salsa locale, sembrerebbero andare incontro a tale richiesta, a meno che non si pensi di presentare un candidato PD rinunciando subito ad una coalizione più ampia. Il candidato a Sindaco in questo caso dovrebbe essere unitario e scaturito da una consultazione che dovrebbe svolgersi sulla base di contenuti programmatici, con un percorso con i cittadini e confronti pubblici prima di andare alla scelta con le primarie.

Mi sembra che i tempi cominciano ad essere strettini per un percorso del genere, ma non è detto che non si pensi di farlo. Oddio, sul tavolo ci sono anche i temi e tempi congressuali del PD, e per un partito che non è capace di fare bene nemmeno una cosa per volta, farne due – congresso ed elezioni amministrative – appare quantomeno una sfida improbabile.

Intanto nello scacchiere cittadino ci sono già due pedine civiche in movimento, ovvero Pacciani e Montomoli e, soprattutto il primo per adesso, ha lavorato sodo, attraverso molti confronti pubblici, iniziative varie e prese di posizione puntuali, mentre il secondo ha iniziato solo recentemente la sua corsa presentando linee programmatiche sintetiche ma con un occhio all’innovazione di processo e di prodotto.

Resta da vedere la composizione definitiva del lotto dei candidati, di chi li sostiene e valutare quanto la frammentazione possa favorire l’uno o l’altro. Per intanto eviterei di accapigliarsi su chi è più o meno un civico puro e chi rappresenta una novità assoluta, poiché in una città delle dimensioni della nostra, tali esercizi si prestano anche a facili ironie.

Maurizio Cenni

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