Macchè oligarca, Bidilo si dichiara pacifista e pronto a nuovi investimenti a Siena

Un misero piatto di pasta mangiato in piazza del Campo è l’unico guadagno che ha fatto Igor Bidilo con il suo investimento in Italia. Lo ammette lui stesso, sorridendo, ma, precisando subito dopo, che si aspetta di veder fiorire i suoi affari per ripagare lo sforzo economico sostenuto ormai più di 4 anni fa nella città del Palio. Numeri da capogiro quelli che elenca per descrivere le attività del suo gruppo che opera in mezzo mondo, dal petrolio ai dolci. Solo a Siena sono 21 le attività commerciali tra bar e ristoranti di sua proprietà, una fabbrica dolciaria, 150 dipendenti con un centinaio di nuovi assunti nei prossimi mesi, il marchio Nannini e Scudieri e nuovi progetti in cantiere per altri 10 milioni di euro di valore fatti dalla società Sielna. “Se bevessi una birra in ogni mio locale senese, dovrei essere riaccompagnato a casa…” perchè avrebbe bevuto troppo.

Il magnate russo di nascita, ucraino di passaporto ma oggi residente nel Montenegro, è tornato a Siena, la città italiana dove ha investito di più e da dove sono partiti i suoi guai giudiziari. E’ ancora aperta l’inchiesta sul riciclo di denaro, ma questa pur rallentando i suoi progetti non pare avergli tolto la voglia di continuare ad operare sia qui che in altre città italiane. Oggi, Bidilo, proprio in uno dei suoi ristoranti di piazza del Campo, ha incontrato i giornalisti per ribadire la forza del suo gruppo, la volontà di proseguire e anzi di allargare il proprio business, perchè no anche al settore sportivo. Accompagnato dall’amministratore unico Denis Milovidov ha ripercorso la sua storia. L’uomo che viene dall’Est è un self-made man, all’inizio della carriera aveva appena i soldi per il pullman, poi bravura e fortuna lo hanno reso un uomo ricco. Tanto ricco da essere a capo di una holding che fa affari in Italia, oltre a Siena ha aperto 2 ristoranti a Milano che presto diventeranno 3 e dato il via ai lavori in questi giorni per la riapertura delle Giubbe rosse a Firenze, in Germania, Austria, Emirati Arabi e ovviamente in Russia. Non conosce però Putin, non si definisce un oligarca perchè non fa affari con la politica, dice si essere un pacifista e di credere nelle trattative più che nelle armi. Ai giudici senesi ha presentato una memoria difensiva in cui spiega che il suo unico errore è stato fidarsi di un management che non ha operato bene, ma è sicuro di uscire pulito da questa storia e di non aver commesso il reato contestato. Aspetta dunque la chiusura delle indagini che gli stanno creando qualche problema di liquidità “quando una banca sa che c’è un’inchiesta su di te si rallentano le operazioni”, ma dichiara di aver pagato regolarmente gli stipendi, a parte il periodo nero del lookdown dove anche il suo gruppo hanno avuto dei ritardi, e di avere un piano di crescita che lo leghi sempre di più a Siena a cui è molto legato.

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Prima di ripartire con un aereo per altre tappe nel mondo degli affari, Bidilo risponde alla domanda delle domande: ma perchè ha scelto di investire in Italia?

“Persi il portafoglio e mi fu restituito con tutti i soldi dentro” fu un segno.

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