Caliani: “La C Gold: un’opportunità di crescita”

La Mens Sana Basketball Academy si è radunata ieri sera al PalaEstra per l’inizio ufficiale della nuova stagione, che vedrà la prima squadra impegnata nel campionato di Serie C Gold, dopo il ripescaggio maturato alla fine del mese di luglio. 

Un ulteriore salto di categoria dunque per la società di Viale Sclavo, che si appresta a vivere la quarta stagione senior da quando nell’estate del 2019 è tornata ad essere sezione ordinaria della Polisportiva Mens Sana 1871. 

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Mens Sana Basketball Academy 2022/23

Punto fermo del progetto biancoverde è Riccardo Caliani, direttore di sezione, ed artefice del nuovo corso biancoverde che segue con dedizione ed impegno, facendo fronte alle gioie e ai dolori senza mai tirarsi indietro davanti alle proprie responsabilità.

“E’ stata un’estate turbolenta per tanti motivi – racconta il direttore di sezione Riccardo Caliani – prima i postumi della scorsa stagione, poi l’idea di fare un campionato di Silver di vertice per qualificarci per la prossima C Gold. A fine giugno la doccia fredda dell’infortunio di Tognazzi e infine l’opportunità del ripescaggio che, se pur arrivata tardi, abbiamo deciso di cogliere. Diciamo che, come accaduto anche nelle recenti estati, non ci siamo annoiati. Le sensazioni sono positive, anche se sappiamo che ci aspetta una stagione molto difficile”. 

C’è chi dice che tra una buona squadra di Silver ed una di medio livello di Gold la differenza non sia così evidente. 

“Non sono molto d’accordo – continua Caliani -Con almeno otto o nove squadre di Gold il divario mi sembra ampio, soprattutto da un punto di vista fisico, ma ma anche di esperienza e mestiere. Certo è che per molti di noi sarà un bel banco di prova dopo l’ottima stagione scorsa in una categoria inferiore. Così come per i nuovi, da cui ci aspettiamo un ottimo apporto”. 

Quale sarà l’obiettivo della Mens Sana nella prossima stagione? 

“Con i dirigenti abbiamo condiviso un’idea: quella di misurarci in un campionato di livello molto superiore, consapevoli che potremmo incontrare molte difficoltà. Ma sapendolo in anticipo e non avendo pressioni di classifica (nella prossima C Gold non ci saranno retrocessioni ndr.), dovremo viverla come una sfida ed un’opportunità di crescita e maturazione per alcuni nostri ragazzi che mai hanno avuto occasione di giocare in C Gold. Servirà grande maturità da parte di tutti, cercando di tenere i piedi per terra, senza entusiasmarsi se arriverà qualche vittoria insperata, nè deprimersi se arriveranno delle sconfitte brucianti”. 

Perdere non fa mai piacere però…

“Vero. Ma credo sia meglio confrontarsi con un livello alto e perdere che fare la voce grossa ad un livello più basso senza grandi margini di miglioramento. Se poi si parte dal presupposto che si deve vincere sempre e comunque, allora ogni ulteriore considerazione è inutile”. 

La squadra sarà simile a quella dello scorso campionato. Con qualche volto nuovo. Ci presenti i nuovi? 

“Tommaso Bacci lo conosciamo bene. E’ una guardia con buon tiro da fuori e che in Silver ha dimostrato di avere punti nelle mani e capacità di leadership. Spero che possa dimostrare le sue qualità anche al piano di sopra. Rick Empilo è un giocatore tutto da scoprire, proviene dai campionati francesi di serie C e crediamo che possa darci un bel contributo di atletismo ed impatto fisico. Dorin Buca è una scommessa molto eccitante. Un giocatore con quel corpo e quelle mani è difficile da trovare in queste categorie. Ci ha colpito la sua voglia di venire da noi e di mettersi alla prova. E’ giovane, ma la Gold l’ha già fatta con la maglia di Perugia. Sono curioso di vederlo all’opera”. 

Che campionato sarà la prossima C Gold? 

“Di alto livello. Forse delle ultime stagioni sarà quello di livello più alto. Questo perchè con la riforma dei campionati diverse squadre sanno che l’occasione di andare in B Interregionale è molto ghiotta. Livello tecnico e fisico molto superiore alla C Silver, basti pensare che diverse squadre hanno a roster diversi giocatori professionisti. Cosa che noi non avremo.” 

Il prossimo anno ci saranno tre derby cittadini… 

“So che su questo argomento andrò in controtendenza. Io credo che se la città di Siena si accontenterà nei prossimi anni di vivere le emozioni dei derby, il futuro del basket senese non sarà molto roseo. Penso invece che un’ottima cosa per gli appassionati sarebbe quella di tornare ad avere una realtà di vertice nel movimento nazionale. Che non vuol dire necessariamente vincere gli scudetti o fare le Final Four di Eurolega, ma anche semplicemente tornare a livelli un po’ più alti di quelli attuali. Con questo non dico che debba essere per forza la Mens Sana, ma di sicuro il nostro obiettivo deve essere questo”.

La Mens Sana al momento però appare la meno attrezzata delle tre per affrontare la Gold. 

“Lo è certamente. La Virtus sono anni che primeggia in questo campionato con apparizioni anche in B, il Costone ha fatto una campagna di rafforzamento della squadra molto importante. Puntano entrambe ad andare in B Interregionale e credo con buone possibilità di riuscirci. Noi non abbiamo questo tipo di obiettivo. Ma ripeto, al di la dei derby, la nostra visione a medio termine deve essere un’altra”.

La riforma dei campionati in questo senso cosa comporta? 

“Un ulteriore distacco tra le realtà dilettantistiche e quelle professionistiche. La A, la A2 e la B a 42 squadre saranno il professionismo. Tutto il resto no. Di sicuro giocare nella terza serie, che fino ad oggi era stata la serie B a 64 squadre, diventerà molto più difficile e costoso, perché lo scarto tra la B e la B Interregionale sarà evidente”. 

Cosa manca a questa Mens Sana per fare il salto di qualità definitivo ed auspicato? 

“Sicuramente una stabilità economica pluriennale. Come ho sempre detto, per una società come la nostra, i rapporti con i partner commerciali sono fondamentali e confidiamo di poter sempre di più ampliare la base. Solo attraverso la stabilità economico/finanziaria è possibile programmare a più lungo termine rispetto alla singola stagione”.  

Possiamo dire che al momento la futura B Interregionale sia il prossimo passo da provare a compiere? 

“Si ma non subito. Prima serve stabilizzarci in C Gold (che diventerà C Unica ndr). D’altronde mi preme sottolineare che nell’estate del 2019 siamo ripartiti da zero, dalla Promozione e da un settore giovanile totalmente da ricostruire. A distanza di tre anni siamo in C Gold e con sei squadre ai nastri di partenza della prossima stagione giovanile. Penso che qualcosa di buono lo abbiamo fatto. Se qualcuno pensava di poter essere già più avanti mi dispiace aver deluso le aspettative, ma io sono soddisfatto di come la società si è evoluta in questi anni”.

A proposito di settore giovanile, Matteo Guerrini, prospetto molto interessante del vivaio biancoverde e reduce dalla prima convocazione in Nazionale come riserva a casa, giocherà a Trento la prossima stagione. Sicuramente una grande soddisfazione per la società di Viale Sclavo. Come è nata questa idea? 

“Al termine della scorsa stagione diverse squadre hanno chiesto informazioni su Matteo Guerrini e parlando con la famiglia è emerso che l’idea di fare un’esperienza lontano da casa, poteva essere gradita. Non è tanto una questione di lavoro tecnico, perchè su quello riteniamo di poter dare ai nostri ragazzi un prodotto di qualità, quanto il fatto di cambiare mentalità e cominciare a pensare alla Pallacanestro come la priorità, da professionista. Trento è stata la società che ha proposto a Matteo il percorso di crescita migliore a 360° e per me in più, il fatto che a capo del settore giovanile ci sia Marco Crespi, è garanzia di professionalità e qualità. Matteo andrà via in prestito e pertanto resterà un patrimonio della nostra società. Gli faccio un grande in bocca al lupo e sono convinto che questa esperienza potrà fargli solo bene. Negli anni ho visto tanti ragazzi venire a Siena e vivendo in un ambiente professionistico, cambiando mentalità e stile di vita, hanno dato una svolta alla loro carriera che difficilmente sarebbero stati in grado di fare a casa loro”. 

Il settore giovanile resta comunque al centro del progetto della Academy? 

“Certamente si. Purtroppo ad oggi non siamo in grado di avere una foresteria numerosa e gruppi selezionati per fare campionati eccellenza di vertice. Ma il nostro obiettivo è quello di provarci. Ci vuole tempo e soprattutto risorse. Perchè per competere con le società che fanno settore giovanile di alto livello servono investimenti importanti che stiamo provando a programmare.”

 

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