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sabato, Ottobre 1, 2022
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Contro De Mossi il rischio di insuccesso resta alto

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Chi pensa già alle Elezioni comunali del 2023 sa che l’uomo da battere è il sindaco uscente Luigi De Mossi. Egli ha ancora davanti a sé più di un anno di mandato e, al momento, è l’unico veramente in campo; con i suoi, ormai da settimane, fa campagna elettorale.

Il resto della Società senese deve ancora trovare strategie e candidati da contrapporre.

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Sulla strategia, all’apparenza, le cose sembrerebbero semplici: mettere insieme tutti quelli a cui De Mossi non piace e non va bene. Facile a dirsi un po’ più complicato a farsi.

Le diverse liste civiche moderate, di centrodestra ma non solo, è da un po’ che cercano di mettere insieme un vasto fronte del No, ma non riescono a trovare il collante. A loro favore, la volontà e l’abnegazione che ci stanno mettendo anche in queste ore.

Inoltre, alcune sanno che da sole non potranno farcela e stanno provando a dialogare con il Pd di Letta. Ricevendo in cambio simpatia, attenzione e interesse. Ma nessuna ipotesi di lavoro concreto in comune.

Il Pd cittadino, che non è messo ancora bene, costretto a fronteggiare le tante divisioni interne, vorrebbe tornare a vincere ma al di là del proposito non riesce ad andare. Ha capito che da solo non può farcela, neppure se riuscisse a riunire tutto il Centrosinistra, ma non ha risorse umane, mezzi e idee per ragionare in grande. E non basta evocare il metodo Letta del dialogo con tutti. Ripeterlo come un mantra, quando non c’è un Letta in campo, serve a poco o nulla.

Chi dialoga con chi? E di che cosa?

Per motivare una possibile vittoria si evidenziano gli incoraggianti risultati delle elezioni Regionali e delle Suppletive. Vero. Ma tralasciamo che in entrambe è entrato in gioco il confronto tra i candidati in lizza e l’appello al “voto utile”.

Non sarà che alle Amministrative prossime i ruoli si invertiranno? E sarà il Centrodestra ad essere avvantaggiato dal “voto utile”.

E, comunque il “gioco” degli anti-De Mossi si basa sulla conquista del ballottaggio. Ma il secondo turno è sempre un gioco rischiosissimo.

In queste condizioni è difficile trovare lo sfidante disposto a scendere in campo. Il rischio dell’insuccesso va bene, ma così è troppo alto. E allora le voci di candidature si susseguono frenetiche. Ma nessuno fa ancora il passo decisivo. Non c’è nessuno che dica: io ci sono, chi mi vuole mi segua! E fino ad allora il Sindaco cavalcherà da solo.

Certo, alla primavera del 2023, ci sono ancora oltre 15 mesi. E in mezzo tanti appuntamenti senesi e non. Elezioni del Presidente della Repubblica, Fondazione Mps, l’Università, il Palio da fare tra mille limiti e imprevisti, il proseguo della pandemia. Ed anche i progetti per il Pnrr.

Vedremo chi saprà riempire il tempo di contenuti, realizzazioni, progetti, futuro.

Igor Zambesi

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