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mercoledì, Settembre 28, 2022
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Donne maltrattate: video per denunciare l’indifferenza

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Non è del tutto un caso che si sia voluto presentare in anteprima nazionale il cortometraggio “Quando le donne sono uccise dall’indifferenza” il giorno della Festa della Madonna, ossia più propriamente della Natività della Beata Vergine Maria. Difatti il video rappresenta e generalizza il dramma di una madre fatta oggetto di violenza di genere.

Uscito in contemporanea con la Mostra del Cinema di Venezia, non ha alcuna velleità di competere, ma solo di documentare e far riflettere, soprattutto l’infanzia e l’adolescenza. Progetto e ideazione sono di Cristina Ferri, affermata cantante soprano senese (https://cristinaferrisoprano.it/artista/), che recita anche il ruolo della protagonista Giulia; la regia e l’interpretazione degli altri ruoli chiave – cioè l’uomo di potere che vessa e degli altri uomini che non aiutano, e anzi umiliano – sono tutti di Franco Zappalà, palermitano, figlio d’arte, che nel ’96 fondò un teatro intitolandolo al nonno, suo omonimo (https://tuscanyoperafestival.it/team/franco-zappala/).

Cristina Ferri
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Ciaccineria

Gli altri ruoli in presenza o in voce sono di Anna Villani, Antonietta Oliviero, Giovanni Storai, Laura Scapecchi, Lorenzo Angelini, Roberta Panno e  Valentina Ricci. Menzione particolare per la Corale “Ettore Bastianini” e per la giovane soprano Iuka Izumita, accompagnata al pianoforte da Takako Izumita, interpreti di un brano lirico a metà del video. Ringraziamenti invece alla Società Dante Alighieri che ha offerto il set per realizzare la produzione.

L’Associazione Centro Storico Città di Siena (Acscs) ha sostenuto economicamente e logisticamente la produzione, la Regione Toscana ha concesso patrocinio e contributo, Comune di Siena e Ordine degli Avvocati hanno concesso il patrocinio.

Ricco di simbolismi, “Quando le donne sono uccise dall’indifferenza”, descrive l’immediato destino di una moglie e madre maltrattata che, abbandona l’uomo che gli usa crudeltà e ben presto si ritrova diffamata, senza lavoro, senza risorse, senza speranza. Quando, tradita e vilipesa da tutti, la protagonista è sulla soglia della decisione fatale, entra in gioco la maternità, il gesto del figlio Lorenzo, vittima anch’egli di violenza assistita, che introduce a un epilogo di sofferto ottimismo.

Accanto a David Chiti, il questore Pietro Milone e la presidente dell’Ordine degli Avvocati Lucia Secchi Tarugi

L’introduzione alla visione, peraltro non favorita dagli impianti audio di Palazzo Patrizi – ma il video tornerà a essere pubblicamente visionabile a Siena il 25 novembre per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – è stata fatta da David Chiti, presidente di ACSCS, che ha citato cifre sulla violenza di genere – “un femminicidio ogni tre giorni” -, sottolineando che l’aspetto più raccapricciante è rappresentato dal fatto che statisticamente sono solo il 10 per cento i casi conosciuti dalle autorità; che vuol dire che nel chiuso delle case private in realtà sarebbero decine e decine di migliaia. Per questa ragione Chiti ha ribadito che l’Associazione che presiede, come in questa occasione, non limiterà i suoi interessi solo all’organizzazione di eventi: “Volere il bene e lo sviluppo della città, significa spesso agire sulla mentalità”.

Depliant 2020 sui portali Asl su cosa fare nel caso di violenza di genere

Ma cos’è la violenza di genere che nel solo 2022 ha portato la Questura di Siena a irrogare nove ammonimenti in altrettante famiglie, pur se in modalità iperprotettiva? “E’ violenza contro le donne ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà (Art. 1 della dichiarazione Onu sull’eliminazione della violenza contro le donne)”.

Ospite gradito dell’evento il signor Questore che, prima di definire la lotta per reprimere il delitto, ha espresso un suo rammarico che porterà nei prossimi giorni all’ablazione di una parte del filmato in cui compariva “Il Commissario” che ampliava il “vulnus” della vittima paventando la “conciliazione”.

Cristina Ferri, David Chiti e il Questore di Siena

“Non nego – ha detto il dottor Pietro Milone –  che in passato possa esser avvenuto, ma oggi non è più così. L’approccio di oggi è nuovo e prevede l’interazione con professionisti e luoghi dell’accoglienza”.

Il Questore riferisce che la capacità delle forze dell’Ordine sono molto incrementate; tanto dal punto di vista normativo che da quello tecnologico. Intanto l’intervento della forza pubblica oggi prescinde dalla capacità di querelare della donna offesa, le cui dichiarazioni sono spesso contraddittorie. Basta anche una segnalazione di un vicino per giustificare un’ispezione che conduce sempre a un percorso che può prevedere nei casi estremi un formale ammonimento o la misura del braccialetto elettronico. Dal marzo di un anno fa – voluta dal ministro Lamorgese: https://www.interno.gov.it/it/stampa-e-comunicazione/interventi-e-interviste/intervento-ministro-lamorgese-alla-conferenza-nazionale-ruolo-delluniversita-nel-contrasto-alla-violenza-genere – è in uso anche l’App “Scudo” in cui sono contenuti e valutati tutti gli elementi di pericolosità insiti in un nucleo familiare.

Il Questore Pietro Milone e la presidente dell’Ordine degli Avvocati Lucia Secchi Tarugi

Il dottor Milone ha insistito sulla priorità con la quale vengono perseguiti questi delitti – anche in  https://www.interno.gov.it/it/temi/sicurezza/violenza-genere – e sul diritto-dovere di testimoniare. Diversamente è difficile far emergere la verità di ciò che avviene tra le mura domestiche. In genere la gente non riferisce alla Polizia perché non vuole complicazioni successive, ma il Questore insiste sul fatto che questo non è vero e che una presa di coscienza collettiva sulla necessità di supportare la Polizia medesima è necessaria.

Suggestionata dal tema “L’indifferenza che uccide”, Lucia Secchi Tarugi, presidente dell’Ordine degli Avvocati, conferma come sia drammatica la situazione di una vittima di violenza di genere, colpita negli affetti, nello status socio-economico, a volte ferita. I membri dell’Ordine forense senese si sono sottoposti a corsi formativi per poter gestire queste clienti le cui stesse richieste sono spesso fuorvianti: “Serve creare un clima – ha detto l’avv. Secchi Tarugi – e avere la pazienza che la cliente sia pronta a parlare”. Spesso queste vittime sono ancora esposte alla violenza di una società, o parti di essa, che negano loro il diritto di ribellarsi.

A chiusura hanno aggiunto la propria testimonianza l’eminente criminologa universitaria Anna Coluccia e la d.ssa Lucia Rinaldi dell’Ufficio Scolastico Provinciale. Partecipe ma impossibilitata nella presenza dalle norme elettorali l’Assessore Clio Biondi Santi del Comune di Siena.

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