Esclusioni ufficiali: parola di Sindaco

L’ufficialità che sarà un Palio a otto contrade, il primo da molti anni senza avversarie, l’ha data il sindaco Luigi De Mossi nel suo tradizionale incontro con la stampa.

Usando parole ed espressioni ricercate, il sindaco ci ha fatto una gran bella impressione. Senz’altro saldamente al comando, cortese ma talvolta irrisorio a fronte di domande scontate o formulate da chi non sa nulla della Festa.

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Parliamo dell’esclusione dei cavalli – perché questo ci interessa di più -: l’ha motivata in base a due sopralluoghi, avvenuti ieri sera e stamani. Quasi a pensare – ma non siamo certi – che la venuta della Civetta con il cavallo in Piazza e il successivo sit-in sia stato frutto di una forzatura.

Il sindaco di Siena Luigi De Mossi

“Siena con questo Palio ritrova la sua eccezionale normalità. Devo interpretare l’urgenza di salvaguardare una comunità che se vorrà fare il Palio per secoli ancora, come sono certo – ha detto De Mossi –, non deve trascurare le mutate sensibilità sociali. E continuare ad aggiornarsi in tema di tutela degli equidi come ha fatto e sta facendo”.

“I due cavalli presto torneranno a esser del tutto sani – ha ripreso il sindaco –. I piccoli infortuni patiti hanno solo l’effetto di pregiudicare la corsa nell’immediato. Basandomi sulle visite fatte e i documenti raccolti ho dovuto prendere la scelta di escluderli”.

Entrando nel campo delle reazioni dei contradaioli, il sindaco le ha giudicate assolutamente comprensibili: “il Palio è una festa di libertà, non di arroganza, non di superbia, ma che è fatta nel modo che piace ai senesi – ha detto -. E questo comporta che chiunque sia nel suo totale diritto se vuol dire al suo Sindaco che non è d’accordo con lui. Io, però, quel che ho fatto, l’ho fatto per Siena. Anche se il mio cuore è azzurro (cfr Nicchio), le mie scelte sono sempre bianconere (cfr, la Balzana)”.

Il Sindaco di Siena Luigi De Mossi

Sugli altri aspetti della macchina comunale, De Mossi ha ricordato l’aggiunta di camicie alla Piazza che la rendono oggi fruibile a 14.700 ingressi, perché nel bello della Festa “c’è anche il fatto che un ricco può comprarsi tutto un palazzo, ma non potrà comprarsi il diritto dei senesi di partecipare liberamente e gratuitamente all’evento”.

Sul tufo indurito a San Martino, gli operai comunali stanno ancora provvedendo a problemi straordinari causati dall’eccezionalità del caldo, mentre tra le cose non andate, ma rimediate, ci ha messo l’assenza del mossiere Ambrosione sostituito da Bircolotti: “Non do pagelle e giudizi su coloro che hanno fatto parte delle mie scelte: spetterà a voi da domani”. Il Sindaco ha infine ricordato che lui lavora in successione su ogni problema: “Lo dico sempre: un uomo non può afferrare più di un anello per volta della catena del destino”.

La consegna della menzione all’avvocato Umberto Ambrosoli

La conferenza è stata aperta – alla presenza del presidente del Tribunale di Siena – per la richiesta di un’intitolazione a Giorgio Ambrosoli – https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Ambrosoli – di un sito di Palazzo di Giustizia. A caldeggiare la richiesta il sindaco ha portato in conferenza al suo fianco l’avv. Umberto Ambrosoli, figlio e già ospite ufficiale della Festa, cui ha consegnato un attestato di menzione del Comune.       

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