Farsi comunità, per sviluppare Siena

David Chiti, in qualità di presidente dell’Associazione Centro Storico Città di Siena, molto avrebbe da dire sul Palio appena disputato. Facciamo intanto un sintetico punto con lui, sugli argomenti caldi e riscaldabili.

Il Palio della Rinascita è andato. Come ne esce la città?

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“Molte cose sono state dette e scritte. La voce più autorevole, quella del Sindaco, ha detto che ci sono ora questioni da affrontare con spirito di collaborazione e con la volontà di difendere e tutelare la Festa. Forse l’ansia e la voglia di cogliere l’occasione del Palio, per buttarci alle spalle un periodo difficile, ci ha fatto sottovalutare i complessi equilibri che sovrintendono a una festa unica. Comunque dal mio punto di vista – di chi presiede un’associazione per la valorizzazione del centro storico e della comunità senese – mentre sono dispiaciuto – me compreso – per i popoli che non hanno visto i propri colori cimentarsi nell’anello di tufo, non posso non gioire di come i cavalli siano stati messi in sicurezza”.

Ti ho fatto già parlare troppo di Palio…

“Si infatti… non voglio invadere un campo che è di altri. L’Acscs non è preposta né all’organizzazione, né al controllo, né alla gestione… e neanche partecipa. Anche se va detto che i giorni del Palio sono giorni importanti per far apprezzare e conoscere Siena nel mondo e quindi di intravederne con concretezza lo sviluppo e il benessere”.

State preparando qualcosa per Agosto?

“Ci stiamo pensando. A come inserire la nostra voce tra quelle più importanti – che già ci sono -, non tanto per commentare ciò che avviene nell’anello di tufo, quando per raccontare la città: quella in festa, e quella più nascosta e anche quella che magari in quelle ore soffre… Siena sta cambiando, la popolazione invecchia, ma ha istituzioni vitali. Punti di debolezza ma anche di forza”.

David Chiti alla serata lirica in Camollia

Ci sono luoghi in trasformazione e luoghi ancora nascosti e da esplorare nella città?

“Siena è ancora una comunità di cittadini aperta e inclusiva”.

Cercherete di comunicare di più e meglio?

“Non soltanto comunicare, ma fare, proporre cose concrete, cose possibili che possano, sia pure con poco modificare in meglio la vita di qualcuno”.

Il vostro interesse è solo il centro storico della città?

“Da lì partiamo, dal centro storico. E’ la nostra denominazione e la nostra mission. Ma la nostra è una visione di città unica, unitaria. Periferia e centro storico si tengono a vicenda. Potremmo immaginare Siena senza le sue valli verdi o la sua campagna?”

David, innanzitutto è un senese vero, che mai si rifiuta l’ascolto di quelle persone che creano o hanno creato il vissuto più popolare di Siena. In alto con Sergio Terzuoli, noto nel Leco come “Il Tubilando” e qui sopra con il compianto Gabriello Lorenzini detto “Colonnino”. “Persone che – dice Chiti – non fanno troppi giri di parole per dirti cos’è che non va”

Insomma, vi collocate come un attore che vuol partecipare alla progettualità della Siena futura?

“Progetto, futuro… parole grosse. Non mettermele in bocca. il compito di progettare il futuro spetta al Comune, alle forze politiche e civiche, quelle che sono oggi e quelle che saranno alla sua guida prossimamente; che si siedono e/o si siederanno in Consiglio comunale. Noi proveremo a dare voce e soprattutto gambe a qualche idea”.

Bene, grazie per ora, torneremo a intervistarti. Probabilmente con una certa frequenza. Troviamo di un qualche interesse la voce e le intenzioni di una associazione che vuole farsi comunità…

“Grazie a voi. Sapete dove trovarci. Abbiamo bisogno di crescere. Credo anche voi. Chissà che non possiamo aiutarci reciprocamente e crescere insieme”.

1 COMMENT

  1. Bene così David, le iniziative devono susseguirsi una dopo l’altra, ognuno deve farsi carico di un piccolo sforzo per arrivare ad un grande risultato collettivo. Sì deve senz’altro partire dal centro storico, per poi rilanciare la città tutta.

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