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domenica, Ottobre 2, 2022
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La ripartenza zoppa del basket regionale tra partite saltate e roster decimati

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Sono ripresi lo scorso fine settimana i campionati di C Gold e C Silver di basket. Una ripresa a ranghi ridotti dovuta principalmente alla nuova ondata pandemica che ha colpito i roster e che ha di fatto costretto molte formazioni a scendere in campo rimaneggiate e a rinviare ulteriormente le partite: basti pensare che tra C Gold e C Silver si sono giocate 6 delle 16 partite in programma con il Costone sceso in campo a Viareggio con 8 giocatori indisponibili e la Mens Sana Basketball Academy che si è presentata alla trasferta di Carrara priva di Sabia, Iozzi e Benincasa. La Virtus invece ha rinviato il match che l’avrebbe vista opposta a Lucca.

L’aumento dei casi nel periodo natalizio ha colpito tutte le società sportive, ma complice la sosta dei campionati, fino al 5 gennaio c’era il tempo per ponderare decisioni a tutela delle società che, nella loro maggioranza, auspicavano la sospensione temporanea dei campionati al fine di consentire il recupero dei giocatori ed il rispetto dell’equità competitiva. La federazione ha optato invece per rinvii più brevi ed alla ripartenza dei campionati lo scorso fine settimana si è giocato soltanto un numero limitato di partite: dopo aver fatto slittare d’ufficio i turni del 5 e 9 gennaio, la FIP Toscana ha deciso di far giocare il turno del 15-16 gennaio ma, nel caso della C Silver, si sono disputate solo tre partite su otto.

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Nelle ultime settimane tante società si sono fatte portavoce di malcontento chiedendo uno slittamento dei campionati per riprendere l’attività alla fine del mese di gennaio. Un appello che però non è stato ascoltato dai vertici federali regionali ed ha innescato una serie di rinvii su accordo tra le società, costringendo la federazione stessa a pubblicare un vademecum per il rinvio delle gare, lasciando di fatto la scelta di rinviare senza casi nell’immediata imminenza del match, agli accordi tra società. 

A complicare ulteriormente la situazione sono i tempi di ripresa dell’attività agonistica dei giocatori negativizzati, in quanto il contagio fa venire meno l’idoneità sportiva e pertanto devono sottoporsi ad una nuova visita al momento della guarigione. Se per i giocatori professionisti sono previsti tempi brevi a fronte di una serie di esami specifici, per i dilettanti si parla allo stato attuale di 30 giorni di attesa per poter effettuare la nuova visita. I tempi dettati dal protocollo di return to play esulano dalla responsabilità delle singole federazioni, in quanto redatti dalla Federazione Medico Sportiva Italiana ed approvanti dal Ministero della Salute, ma è ben evidente come questi tempi vadano ulteriormente a incidere sulle squadre ed i rispettivi campionati. Attualmente il nuovo protocollo, che prevede una riduzione dei tempi di attesa a sette giorni per gli Under 40 (che abbaino avuto il covid in maniera asintomatica o paucisintomatica) è in approvazione, ma ciò non toglie che le società siano fortemente penalizzate sia a livello senior che soprattutto a livello giovanile.

Aldilà degli aspetti di tutela della salute che sono oggettivamente di primaria importanza, il timore è che la situazione che si è venuta a creare faccia venir meno un requisito fondamentale come l’equità competitiva incidendo sull’andamento dei campionati e rischiando di impattare in maniera pesante sull’effettivo valore dei roster in campo. Altre Regioni hanno deciso di prolungare lo stop (Emilia Romagna fino al 6 febbraio), altre invece, come il Lazio, sono andate avanti a singhiozzo, con la Fip Nazionale che non ha dato input univoci, lasciando libertà di scelta alle delegazioni regionali.

Tra le società che hanno espresso il loro malcontento si è alzata la voce del Costone con il presidente Emanuele Montomoli che ha pubblicamente invitato gli organi federali regionali a dare indicazioni precise a salvaguardia del benessere e della salute collettiva  e sottolineando la necessità di una pausa per i campionati toscani, che consentirebbe di tornare in palestra nel giro di qualche settimana ma in piena sicurezza.

“Sabato sera abbiamo giocato una partita – ha affermato il Presidente gialloverde  – nonostante giovedì avessimo individuato ed accertato un caso di positività al covid. Dopo lo screening di venerdì mattina, al quale tutti i giocatori sono risultati negativi, la Fip Toscana ci ha imposto di giocare, nonostante avessi sottolineato come non mi sentissi tranquillo vista la situazione: un tampone rapido a distanza di 24 ore non è abbastanza per delineare la situazione (…) Purtroppo, sono stato un facile profeta e questa mattina (lunedì 17 gennaio n.d.r.) uno dei miei ragazzi, che era sceso regolarmente in campo sabato sera alle 18, ha accusato tutti i sintomi riconducibili al virus da covid. Il tampone, eseguito nel nostro centro, è quindi risultato positivo. La frittata, per così dire, a quel punto era fatta, dal momento che il nostro atleta è stato nel pulmino con altri sei giocatori e che è rimasto sul parquet per diversi minuti, contaminando così compagni ed avversari”.


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