Ma se De Mossi fallisce, non è che le colpe saranno anche di Regione e Provincia?

Mi ha fatto riflettere stamani un’intervista alla cantante Noah che al GrRai confidava che l’attribuzione di colpe è una perdita di tempo. “Quando punti un dito per indicare – diceva -, ricorda che tre dita puntano te”.

In tema dell’intervista a noi rilasciata dal sindaco Luigi De Mossi, il suo predecessore Bruno Valentini, giustamente dal suo punto di vista, ha commentato continuando a dare un giudizio positivo della sua precedente amministrazione.

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Nulla quaestio, anche se, purtroppo per lui, il giudizio irrevocabile lo hanno dato gli elettori nel 2018.

In realtà una questione c’è, non avendo somatizzato la sconfitta, Valentini, continua a guardare le cose con puntiglio e da un’angolatura che male si addice a chi vorrebbe fare il capo dell’opposizione, che dovrebbe, viceversa, guardare avanti, al futuro, preparare il dopo De Mossi, appunto.

Un esempio? Quando De Mossi parla di progetti del futuro che non ha trovato, Valentini gli risponde facendo un lungo elenco di progetti di manutenzione lasciati in eredità. Di manutenzioni appunto, non comprendendo che il suo successore, il sindaco attuale, parla di un’idea di città che superi l’immediatezza della contingenza.

Lo diciamo non per difendere De Mossi – che sa difendersi da solo benissimo – ma per far comprendere bene di cosa parliamo o almeno di come lo abbiamo capito noi.

Inoltre, sempre a nostro parere, l’occhio rivolto al passato, lo porta a giudicare “bugiarde” le avance di richiesta di confronto. Rifiutando di fatto la sfida al dialogo e al confronto. Anzi, dandola per chiusa, non afferra un punto politico fondamentale: che per progetti e finanziamenti il Comune di Siena dovrà andare a “braccetto” con la Regione e gli altri Comuni.

Si consiglia tuttavia uno sguardo a: https://www.facebook.com/NextGenerationSiena/

E in tema su La Nazione: https://www.lanazione.it/siena/cronaca/next-generation-city-siena-tra-le-dieci-citt%C3%A0-vincitrici-del-bando-1.6094876

Alla fine della fiera se a Siena non dovessero arrivare i soldi europei, la responsabilità – anche solo in parte – non potrebbe essere scaricata anche sulla Regione  e, perché no sull’assessorato alla Salute? Considerato che la sanità sarà tanta parte dei fondi percepibili dall’Europa?

E, continuando, perché qualche responsabilità non potrebbe ricadere anche sul Partito che – pur all’opposizione a Siena – però guida la Provincia e gran parte degli altri comuni?

Insomma – con tutto il rispetto – quella di Valentini sembra più una risposta sua e molto di pancia. La politica probabilmente è un’altra cosa. Naturalmente i chiamati in causa hanno diritto ad ampio spazio per la replica.

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