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martedì, Luglio 23, 2024

Match-up ai tempi del derby senese

Quale l’ipotetica sfida fra i diversi singoli nei roster di Costone e Mens Sana, dominatrici della C toscana

Ci siamo quasi. Il giorno del primo derby cittadino di basket si sta avvicinando e complice anche la situazione di classifica delle due squadre, l’attesa sale come è anche giusto e normale che sia.

E’ serie C, sia chiaro, però Siena è una città di basket e quindi la categoria non conta. Quando c’è un derby non si parla d’altro. Forse se ne parla anche troppo. Ed allora lo facciamo anche noi.

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Il fatto che la Mens Sana ci arrivi da capolista, davanti al Costone, non deve essere fuorviante. Perché se guardiamo al valore dei due roster ci accorgiamo di come i gialloverdi abbiamo qualcosa in più rispetto ai biancoverdi. Come peraltro noto da inizio stagione. Qualcosa. Non tutto.

Che cosa? Vediamo…

Ci siamo divertiti a giocarlo per ruoli:

BANCHI – PANNINI

La sfida in regia è forse la più bella dell’intero derby. E scegliere uno dei due è davvero difficile. La razionalità, la conoscenza del gioco e dei ritmi, la leadership silenziosa da una parte, mentre dall’altra il talento cristallino, forse il più scintillante dell’intera categoria.
Edoardo ed Alessandro sono anche stati compagni di squadra, nella Mens Sana delle annate dei nati nel 1998 e 1999. Il metronomo biancoverde è colui che dirige l’orchestra mensanina, mettendo tutti i musicisti nelle condizioni di recitare al meglio il loro spartito. Il figlio del grande Luca Banchi è invece l’essenza dell’estro e del talento. Sa segnare (anche canestri decisivi come il buzzer ad Agliana) e far segnare in tanti modi. E’ stato l’MVP del derby dello scorso anno vinto dal Costone tra le mura amiche contro la Mens Sana. Ha giocato da protagonista diversi anni in serie B, cosa che Pannini non ha fatto. Questa forse è la cosa che ci fa propendere per dare il “voto” al nativo di Grosseto. Ma di cortomuso…

BRUTTINI – TOGNAZZI

Due guardie pure e due puri realizzatori. Due che hanno giocato anche insieme al Costone, ma che per caratteristiche forse stanno meglio in due squadre diverse. Luigi Bruttini è stato per tanti anni uno dei migliori giocatori della C e, se non si fosse unito a vita con il Costone, avrebbe sicuramente potuto giocare a livelli ben più alti. Vittorio invece alla Mens Sana ci è cresciuto e poi tornato da leader offensivo. Migliorato negli ultimi anni anche su alcuni aspetti che lo avevano un po’ condizionato fino ad oggi, come il tiro da tre punti e la difesa. I sei anni di distanza sulla carta d’identità ci fanno propendere per preferire il 28enne Tognazzi (top scorer della Mens Sana con 18.5 di media) al 34enne Bruttini, che però in questa stagione sta giocando minuti di qualità risultando spesso un grande valore aggiunto per coach Tozzi.

BANCHERO – MARRUCCI

Due giocatori simili. Due ottimi atleti. Due non eccelsi tiratori da fuori. Due che però stanno in campo parecchio per la loro capacità di fare tante cose. Marrucci nella Mens Sana “pesa” forse di più di Banchero nel Costone. Ed allora scegliamo il 10 in maglia biancoverde.

NASELLO – IOZZI

Qui il paragone non regge. Non per colpa di Iozzi. Ma perché Ferdinando Nasello è probabilmente il miglior giocatore del campionato. Punto. Tanti anni di serie B, la stagione scorsa invece impegnato a Cremona in serie A2 dove, guidato da coach Paolo Moretti, ha portato alla salvezza la sua squadra. In estate ha strappato (nel vero senso della parola) un contratto importante con San Vendemmiano (B Nazionale), per cambiare vita ed immettersi nel mondo del lavoro. Con Vismederi Group pronta ad accoglierlo. E’ stato il colpo last minute del Presidente Montomoli. Quello però che forse ha davvero stravolto gli equilibri del campionato.

ZENELI – PROSEK

Altra bella sfida, a suon di centimetri e soprattutto di chili. Franci Zeneli è stato per anni “relegato” in serie C a causa del suo status da “non formato italiano” che gli impediva di giocare in B, altrimenti forse la sua carriera avrebbe vissuto anche momenti di più alto spessore. Prosek è invece la più bella sorpresa della stagione della Mens Sana. Arrivato da sconosciuto si è subito conquistato la fiducia di tutti e le sue prestazioni sul campo sono da Top Player della categoria. Scegliamo “Giangi” come lo chiamano i suoi compagni, ma solo perché il suo impatto nella Mens Sana è superiore a quello di Zeneli nel Costone.

TERROSI – PUCCIONI

Due giocatori simili, se pur di epoche cestistiche abbastanza diverse (11 anni di differenza tra i due). Entrambi hanno nel tiro dalla lunga distanza la propria arma principale. La carriera di Terrosi è di alto profilo con molta B, soprattutto a Empoli sempre in quintetto e altrettanta C Gold di alto profilo, soprattutto a Castelfiorentino, allenato da un certo Paolo Betti. Ci sentiamo di dare la nostra preferenza a Puccioni, che di B ha fatto solo un anno da comprimario. Non in valore assoluto, ma per quello che oggi i due giocatori rappresentano per le rispettive squadre. E per il fatto che gli anni passano per tutti, specialmente per chi alla mattina deve guadagnarsi da vivere con altro che non sia la pallacanestro. Terrosi è stato quello che chissà se Puccioni sarà mai. Oggi però il nativo di Pontedera ha più “birra” in corpo, anche se nei possessi che contano Terrosi è sempre Terrosi.

RADCHENKO – CUCINI

Senza nulla togliere alla buona volontà ed alle qualità di lottatore del colligiano Cucini, è sicuramente il giovane ucraino ad avere la meglio in questo match-up. Il biondo ex Olimpia Legnaia abbina un atletismo fori dalla media a ottime qualità tecniche, anche nel tiro da fuori. Non è un caso che anche in concomitanza della sua assenza, a causa di un infortunio alla caviglia, il Costone ha avuto qualche problema in più. Radchenko sarà un bel problema per la difesa di Paolo Betti, per la sua capacità di saper far male in tanti modi e di essere difficile da accoppiare.

ONDO MENGUE – SABIA

Metterli a paragone stride un bel po’…perchè come ruolo e tipologia di gioco sono profondamente diversi. “Sabionis” o “Sandro” è un giocatore prettamente d’area. Compensa con mani educate e intelligenza cestistica la sua mancanza di atletismo. Ondo Mengue invece nasce ala piccola, anche se ultimamente viene impiegato quasi sempre da ala forte o in alcuni casi anche da centro. Ondo è un ex, alla Mens Sana ha giocato nella stagione di serie B 2014/15, contribuendo alla vittoria del campionato. Poi tanta serie B ed anche qualche fugace apparizione in A2. Non ce ne voglia il grande Sabionis, ma la bilancia pende dalla parte del nazionale della Guinea Equatoriale.

CECCARELLI – BRAMBILLA

Anche in questo caso la bilancia pende dalla parte del costoniano. Troppo più esperto e capace di incidere rispetto al giovane milanese. Ceccarelli sarebbe forse il play titolare in tutte le squadre di questa serie C. Forse solo ad eccezione di Costone e Mens Sana, che nel ruolo hanno due “professori”. Ma lui è sicuramente di quel livello. Brambilla ancora no.

TOGNAZZI – GIORGI

Il ruolo di Tognazzi (Alessandro) nel Costone è quello di “decimo” conclamato. Quello di Giorgi nella Mens Sana invece è molto più importante. Perché se è vero che nell’ultima uscita con Prato ha fatto “n.e.” ed a San Vincenzo aveva giocato solo 5 minuti, è altrettanto vero che in altre occasioni aveva giocato tanto e bene. Alberto sta interpretando molto bene il suo ruolo di back-up degli esterni. E quindi incide molto più di Tognazzi, relegato troppo spesso ad apparizioni fugaci nel garbage time. La bilancia pende dalla parte del mensanino.

Facendo il “conto delle preferenze” finirebbe (forse) 5 a 5, considerando che la rosa del Costone è fatta di 9 senior, mentre quella della Mens Sana da 10. Nel complesso però ci sentiamo di dire che, ai punti, ovvero se si pensa al valore assoluto della rosa, il Costone ha qualcosa in più per il fatto di avere giocatori più esperti e che hanno trascorso gran parte della loro carriera a livelli uguali o superiori a quello attuale. E questo è il motivo per il quale viene considerata, da quasi tutti gli addetti ai lavori, la squadra favorita anche per la vittoria finale.

La Mens Sana ha dalla sua sicuramente la forza e l’affiatamento del collettivo, che spesso ha consentito di buttare il cuore oltre l’ostacolo, azzerando divari tecnici e fisici evidenti come anche nell’ultima partita giocata contro Prato. E’ un gruppo molto giovane, forse il più giovane del lotto, con giocatori affidabili ma che forse per la prima volta si trovano a giocare partite di questo livello e con queste responsabilità.

Infine una chiosa sui due allenatori…

Maurizio Tozzi e Paolo Betti

Due allenatori NON professionisti, ma di assoluto valore e conoscenza. Entrambi ormai vantano anni di esperienza in panchina, Tozzi prevalentemente alla Virtus Siena, con cui ha allenato anche in serie B, Paolo Betti invece solo a Castelfiorentino, dove ha per anni condotto bene la prima squadra in C Gold. Sono due persone adatte al ruolo. Una bella sfida anche tra le panchine.

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