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mercoledì, Aprile 17, 2024

Palio, il Drago vince una prova appassionante

Prima prova combattuta dopo un pomeriggio animato dalle scelte di fantini e contrade. Come al solito, definita la scelta di Tittia che ha una striscia aperta di cinque palii vinti, per ricaduta avvengono le altre. Molti pensavano che avrebbe scelto nell’Oca l’unico cavallo ad aver vinto, ma opta per la Giraffa e la forte Abbasantesa al secondo Palio. Va a posto il Drago con qualche teatralità, essendo il Coghe già confermato da luglio, va a posto Guglielmi con l’Istrice che culla il sogno di rifarsi un giubbetto di contrada.

Problemi ce ne sono ai Quattro Cantoni. L’Aquila riteneva di avere in mano Scompiglio per precedenti regalie e attenzioni, ma Bartoletti approfitta per riprovare con Anda e Bola in Stalloreggi. Qui le parole e i commenti non sono tutti moderati. Il Bruco dà una nuova chance a Bellocchio che allena tutto l’anno il barbero di via del Comune. La Tartuca ha troppi fantini e alla fine sceglie di continuare il dialogo con quello che conosce meglio. Oca e Torre recitano due arrocchi che dovranno esser conditi da tanta strategia, mentre Gingillo tiene in ansia almeno mezzora più del consentito la capitaneria Maggi. Il valzer si chiude con l’Aquila che deve scegliere senza aver ancora compreso tutto: sceglie il Sanna meno noto per la prova e Bighino per il prosieguo, poi Bighino monta subito.

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La serata è calda, la gente presente tanta. Ambrosione è fra i primi a raggiungere il verrocchio e si mette a salutare e dare la mano uno per uno a ciascun operaio del Comune. Le dirigenze fanno seguito, quindi tocca alle contrade. Bighino, Grandine e Tamuré ci paiono più concentrati/preoccupati degli altri; Gingillo e Carburo sono solari, Tittia e Scompiglio impenetrabili. Pantera, Oca e Chiocciola indossano la musetta per impedire la visione del canapo anteriore, l’Aquila ha i parabordi laterali per ridurre la pressione delle contrade vicine. All’inizio con la Torre che, agli sprangati si mette di traverso, è maretta: il Drago non trova la posizione, Zio Frac è più che irrequieto, Reo Confesso si presenta a Schietta con un “fatti più in là” tutto fisico.

Ma ormai questi cavalli ci hanno abituato a una costante. Ci vuole un secondo per rimetterli testa alla corsa e partenti. E difatti quando la Giraffa entra… partono tutti. Un po’ meno bene l’Aquila e la Tartuca che stanno un passo indietro, decisamente troppo bene invece il Drago che nel canape ci rimbalza di petto e parte nel gruppo invece che in testa. Molto bene il Bruco e la Chiocciola, la Pantera, l’Istrice, il Drago, la Torre. Bene anche la Giraffa che romba a più non posso dalla rincorsa. Quanto all’allineamento Torre e Drago si invertono, l’Aquila cerca posto dove comunque non l’avrebbe dovuto trovare.

Bellocchio spinge Zenis a forte ritmo sia a San Martino che al Casato poi si rialza. Lo avvicenda il Drago che ha distanziato la Chiocciola: al secondo San Martino Tempesta chiede ancora qualcosa a Vitzichesu e allunga il passo in testa, dove resta fino alla fine. Ben distanziato l’Istrice; la Tartuca e Aquila vengono doppiate. Le altre hanno provato singoli aspetti della pista, accelerando e tornando più volte a briglia corta. Il resto che è visibile è la festa dei contradaioli. E’ Palio.

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