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domenica, Ottobre 2, 2022
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Antonveneta? La rivoleva il Centrodestra

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Riceviamo e pubblichiamo da Alessandro Starnini, sindaco di Rapolano Terme

L’acquisizione di Antonveneta è stata voluta da Giulio Tremonti, Silvio Berlusconi e Mario Draghi. L’obiettivo? Riportare quella banca sotto il controllo delle forze leghiste e della Destra del Nord est attraverso Mps.

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Tutti hanno accettato, tutti. Senza la volontà del Governo e della Banca d’Italia, l’operazione non sarebbe esistita.

La conclusione storica è che Siena, intesa come comunità – classi dirigenti, classe politica nel suo insieme, forze sociali culturali -, non è stata all’altezza di una prova. Quella di dirigere un enorme potere e una altrettanto grande ricchezza, valorizzando il proprio ruolo e integrandosi bene nelle strategie generali nazionali.

Nessuna strategia di isolamento avrebbe potuto resistere ma diversamente avrebbe potuto realizzarsi un progetto di accrescimento e di sostanziale controllo e valorizzazione del patrimonio della città.

Siena aveva ricostituito il proprio controllo con la trasformazione in Spa e la creazione della Fondazione. Fino ad allora, tutto o quasi, era stato sotto il dominio della DC con scampoli di potere del PSI e briciole locali per il PCI.

La storia di Mps come intera storia della Sinistra è una balla colossale. Caso mai è una storia fortemente intrecciata con i governi nazionali a guida Dc fino alle grandi “cortesie ” chieste da Roma a Mps come la presa in carico delle esattorie siciliane… Un vero e proprio disastro economico e una contiguità pericolosa con varie componenti in odore di mafia.

Siena non è stata all’altezza per il prevalere di un presuntuoso municipalismo dettato dalla paura di perdere il proprio ruolo da parte di forze sindacali e che di fatto hanno amministrato la città. Lo stesso grave errore si è ripetuto più tardi.

Così si è rifiutato per ben due volte l’operazione con Bnl che avrebbe costituito un nuovo grande gruppo assicurativo bancario di interesse nazionale e oltre. L’ostracismo della Destra nazionale, della Margherita e del municipalismo locale hanno impedito un’operazione che avrebbe dato a Siena, insieme a Unipol, nuove chance senza incorrere nei drammatici errori successivi.

Siena non è stata all’altezza. Ora però il guardare indietro è inutile e dannoso. Non si può eternamente far rimanere la città inchiodata al passato. La partita è un corso e va seguita, lottata e vinta.

Alessandro Starnini

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