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mercoledì, Settembre 28, 2022
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Elezioni sotto l’ombrellone

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Entro agosto i simboli, le liste e i candidati per Camera e Senato. Attenzione non ci sarà posto per tutti. La legge costituzionale prevede la riduzione del numero dei parlamentari, da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori elettivi. Il 25 settembre gli italiani al voto. Un solo giorno. Il 13 ottobre la prima riunione del nuovo Parlamento.

Chi voleva un epilogo da O.K. Corral è stato accontentato. Dettando i tempi, il Presidente della Repubblica ha preso atto della volontà delle forze politiche, ma non ha perso di vista i pericoli che potrebbero derivare al Paese da un ritardo nell’approvazione della legge di bilancio e l’ingresso in un esercizio provvisorio che danneggerebbe i progetti di PNRR.

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Ci si attende un tour de force ai limiti dell’incredibile per le attuali forze politiche che appaiono, nel loro insieme, lente e inconcludenti. Draghi, formalmente non sfiduciato, resterà al proprio posto con il suo Governo fino all’insediamento del nuovo esecutivo. Chiaramente non ha più un Parlamento cui differire progetti di riforma.

Lo scioglimento delle Camere da parte del Presidente Mattarella era divenuto inevitabile, dopo la non dichiarata, ma effettiva uscita dal Governo di tre forze politiche che lo appoggiavano: Cinquestelle, Lega e Forza Italia. Gli Italiani come al solito appaiono sconcertati, attraversati da pensieri diversi. Soprattutto nel capire se questa crisi era necessaria al Paese, oppure se è stato un espediente per sfuggire alla marginalità da parte di buona parte delle forze politiche.

Resta il fatto che sul tappeto ci sono grandi questioni economiche e sociali che attendono risposte che la politica non vuole o più semplicemente non sa trovare. Resta il fatto che non si capisce perché dovrebbero trovarla i cittadini, la risposta, ciascuno individualmente chiuso in una cabina elettorale con una o due schede in mano e un lapis.

Sintomatici sono i sondaggi più freschi sulla distanza fra elettori e politica. A Tecné che ha lavorato per le reti Mediaset per raccogliere un campione di 800 persone ne ha dovute scartare 4867 (l’85,4%), Euromedia per il quotidiano La Stampa per raccogliere mille interviste sulla crisi di governo si è vista rifiutare il sondaggio da 1115 soggetti.

Direte: qualunquismo gratuito? Può essere, ma da tempo, con la riduzione progressiva dei votanti si assiste anche ad esiti elettorali frammentati, spaccati, divisi che continuano a consegnare contesti incerti e risultati non risolutivi.

Nei sondaggi che oggi sono dati validi con flessioni del 3,5% nel più o meno, esprime interesse alla politica non più di un terzo degli italiani che, nel momento, dividono così le proprie simpatie…

E’ un paese diviso. Politicamente, e non solo. In un continente sconvolto da una guerra a qualche centinaio di chilometri dai confini patri, che è entrata in casa ed è alla ricerca di un nuovo equilibrio mondiale.

Nei prossimi giorni, in molti cercheremo di farci un’idea, tra sussurri e grida, per chi votare. In tanti arriveranno alla conclusione che sarà meglio non farne di nulla. Eventualmente di decidere all’ultimo momento. E sarà un peccato, perché la partecipazione presuppone appunto prendere parte, stare da una parte.

Il confronto elettorale promette di essere bipolare. Di certo assisteremo alla consunzione di qualche progetto politico come quello che è stato quasi egemonico dei Cinquestelle e sicuramente vedremo se nascerà qualcosa di nuovo che interpreti l’ampia contestazione. Probabilmente il segretario Pd Letta spingerà ulteriormente al centro la ricerca del suo voto utile, probabilmente Salvini dovrà gestire le incoerenze di combinare una proposta di governo con gli scontenti dei vaccini, mentre battaglierà la leadership con la Meloni che rifiuta i salotti di Silvio e chiede l’attribuzione del premierato alla componente più forte, cioè lei stessa. In tanti (forse tutti) parleranno di grandi crisi e di grandi opportunità.

Resta il fatto che se non sapremo darci un futuro condiviso dove si riesca a riequilibrare condizioni di vita, lavoro e sviluppo di uomini e donne, territori e settori, non andremo da nessuna parte. Una società dove chi sta bene starà ancora meglio e chi sta male starà ancora peggio è destinata ad implodere. A meno che davvero qualcuno non pensi possibile di uscire da questa galassia.

Abbiamo bisogno di ragionamenti ragionevoli, qui ed ora. Considerato anche che, a ben vedere incominciano a scarseggiare cose semplici come l’acqua. Dubitiamo che i forni della politica riescano a sfornare confronti pacati e ragionamenti composti. Così come dubitiamo che gli elettori siano davvero disponibili a sentirseli fare.

Già perché la Politica e il Paese sono due facce della stessa medaglia. Naturalmente ci auguriamo di sbagliare e magari di scoprire che qualcuno in gran segreto ha preparato una nuova classe dirigente preparata alle sfide.

Ah, un’ultima annotazione, la riduzione dei seggi comporterà che Siena unisca il suo risultato per la Camera a quello di Grosseto, e per il Senato a Grosseto e Arezzo. Non sarà facile essere rappresentati a Roma.

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