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venerdì, Maggio 24, 2024

Festival, la ricerca sanitaria è in salute

Quest’anno sei vaccini a disposizione. E anche la robotica è pronta ad aiutare

Si è svolto presso l’Aula Magna dell’Ospedale Santa Maria l’evento “Il futuro della ricerca e della salute. Prendersi cura del corpo e della mente”, convegno conclusivo della seconda giornata di eventi del Festival della salute 2023.

Si parte con l’introduzione di Barbara Gallavotti, giornalista e divulgatrice scientifica che spiega come la medicina negli ultimi decenni sia cambiata: non si occupa più solo di curare le malattie ma di prevenirle, tramite nuove terapie e tecnologie all’avanguardia.

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La parola passa quindi a Nicola De Stefano, docente di Neurologia, Università di Siena, direttore della Clinica Neurologica e delle Malattie Neuro-metaboliche Azienda Ospedaliera Universitaria (AOU) senese che descrive i progressi fatti sulle malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. Spiega come la ricerca negli ultimi dieci anni abbia cambiato molto le nostre conoscenze, non dal punto di vista clinico, ma da quello delle conoscenze che ci permettono di realizzare diagnosi più precoci. “È decisamente importante fare la diagnosi più presto possibile” afferma.

Ha fatto seguito l’intervento di Francesco Dotta, direttore Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuroscienze, Università di Siena, che interviene illustrando il diabete di tipo 1. “É un momento particolare per la ricerca, ci sono novità alle porte” illustra il dottore. Dotta spiega come molti studi nonostante siano in grado di predire l’esordio della malattia, non riescano comunque a prevenirla, educando il sistema immunitario possiamo però bloccare questa aggressione con i farmaci appropriati.

Andrea Paolini, direttore generale della Fondazione Toscana Life Sciences, espone gli obbiettivi e i risultati della sua fondazione sul territorio: “TLS ormai da anni collabora con coloro che sono qui stasera sotto vari aspetti: la nostra azienda è un aggregatore di sistemi, cerchiamo di favorire progetti di sistema dove tutti i soggetti del territorio possano lavorare in maniera sinergica”.  Paolini illustra poi come la sua azienda lavori principalmente su temi cari al territorio: neuroscienze, diabete, vaccini e altri ambiti oggetto delle attività delle start up che aiutano a emergere queste aziende. Spiegando in conclusione le sfide del mercato internazionale: “la corsa è impegnativa perché la concorrenza è internazionale, ma noi mettiamo assieme competenze che portano a progetti di alto livello che ci posizionano ad un alto livello internazionale”.

Ennio De Gregorio, A.D. GSK Vaccines Italia, ironizza su come durante la pandemia molti fossero diventati esperti epidemiologi: “Adesso i vaccini tornano ad essere per esperti, ma il rinnovato interesse nei loro confronti ha portato a un’accelerazione nello sviluppo, tramite grandi investimenti”. Spiega come il Covid abbia spianato la strada allo sviluppo di nuove tecnologie, come quelle dei vaccini basati sui polisaccaridi, aprendo la strada all’utilizzo dell’intelligenza artificiale che sta avendo un impatto forte anche in questo settore.

La parola passa poi a Emanuele Montomoli, fondatore e responsabile scientifico VisMederi e docente di Sanità Pubblica, Università di Siena che chiarisce come non esista una semplice influenza: “Il covid ci ha ricordato che è un problema molto più complesso – spiega Montomoli –  Arriverà anche quest’anno il picco influenzale e spesso soprattutto i più giovani tendono a sottovalutarla, questo è sbagliato: è una malattia che provoca 500mila morti all’anno in tutto il mondo. È una malattia che possiamo prevenire, abbiamo 6 vaccini quest’anno in Italia.

Quando l’industria biotech non basta, serve un supporto robotico, a tal proposito interviene Domenico Prattichizzo, docente di Robotica, Università di Siena, senior scientist Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, Accademico Fisiocritico che illustra l’utilità del supporto robotico alle funzioni fisiologiche perse a causa di una malattia: “Integrazione di due sistemi, quello biologico e quello artificiale – spiega – può far nascere prospettive di ricerca e di ausilio molto interessanti”. Spiega la questione tramite l’esempio di un paziente che ha perso l’utilizzo di una mano a causa di un ictus o una lesione alla spina dorsale: in questo caso il sistema biologico chiede aiuto a quello tecnologico non per sostituirlo ma per aiutarlo, garantendo un miglioramento della qualità della vita.

Il convegno si avvia verso la conclusione lanciando uno sguardo al futuro delle innovazioni nel campo delle biotecnologie: passando dai Micro RNA allo sviluppo vaccini che combattano la resistenza di questi patogeni agli antibiotici per arrivare all’utilizzo di stress meccanico contro i tumori.

La chiusura dell’evento va a Walter Ricciardi, docente di Igiene Generale Applicata, Fondazione Universitaria Università Cattolica, presidente del Mission Board for Cancer, Commissione europea che parla del futuro della sanità? “Dipente da noi -afferma -. Abbiamo già un enorme quantità di risorse e tecnologie che non usiamo, la sfida sarà usarle. Siamo bloccati da procedure burocratiche che ci siamo autoimposti; per questo il futuro della sanità in Europa è un grande punto interrogativo”.

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