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sabato, Ottobre 1, 2022
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L’Inghilterra ci precede, impariamo da loro cosa evitare

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Come sempre l’Inghilterra ci precede. Nel bene o nel male.

In Gran Bretagna sono stati i primi ad annunciare l’uscita dal lock-down, i primi ad annunciare il raggiungimento dell’immunità di gregge. E ora anche i primi ad annunciare che una sola dose di vaccino non basta di fronte alla variante Delta (l’indiana) e che la riapertura totale prevista per il 21 giugno viene differita al 19 luglio.

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E quindi che il lock-down dovrà continuare. Chissà se di tutto ciò ne risentiranno semifinali e finali dell’Euro 2020 che sono programmate nei migliori templi sportivi britannici…

Bisogna proprio imparare dagli inglesi e dai loro errori: con il virus le scorciatoie non esistono. E l’evidenza scientifica non si preconizza (vero Boris Johnson?) ma si costruisce giorno per giorno, dato su dato. E gli ultimi non sono piacevoli: il novanta per cento dei nuovi casi sono di tipo Delta e la crescita della popolazione affetta si incrementa del 3-6% ogni giorno.

L’unico ombrello che abbiamo contro il virus sembra restare il vaccino e il Premier inglese ha rimesso in moto ogni progetto di somministrazione, anche differendo il tipo del primo vaccino dal secondo.

Altrettanto certo è che il fenomeno che le cronache ci descrivono per l’Oltre Manica, è possibile che presto costituisca una realtà anche da noi. Il virus c’è, anche quello Delta almeno a Milano, vive e prospera ancora tra noi, muta, cambia, si evolve. Siamo costretti a conviverci finché non troveremo il modo di disfarcene.

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