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giovedì, Giugno 20, 2024

Ora si riapriranno i giochi sui tifosi azionisti

Presto discussione in Senato sull’azionariato popolare. Le perplessità di SinC

Finita l’attenzione elettorale su Europee e Amministrative tornerà in discussione presso il Senato un progetto di legge che riguarda la partecipazione collettiva dei tifosi alla vita societaria delle squadre sportive, di calcio soprattutto.

Primo firmatario del lavoro contrassegnato C. 836/S. 1120 Molinari è appunto il capogruppo della Lega alla Camera, on. Riccardo Molinari, piemontese; tra i firmatari c’è un altro piemontese, di opposta sponda politica, Mauro Berruto che ha innegabili meriti nel supporto allo sport.

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La proposta di legge che non arriva a dieci articoli, definisce il tutto una sorta di “azionariato popolare” e altresì definisce modi di costituirsi e operare degli enti di partecipazione popolare, soggetti capaci di entrare nel patrimonio societario in ampia o minima parte. Le società che avranno in seno questa componente avranno facilitazioni e godranno di prelazione nell’eventuale recupero del titolo sportivo.

SinC, Supporters in Campo – l’organismo nazionale cui appartiene anche la senese Usd Millenovecentoquattro -, ha un’opinione su questa futura legge: “Bene, ma non benissimo”.

Bene perché si discute della presenza popolare nelle società sportive, non benissimo perché non ci sono lacci e lacciuoli efficaci per impedire che un domani una proprietà maggioritaria crei l’aberrazione di fregiarsi della sua “popolarità”, ma non riconosca di fatto poteri ai tifosi.

Forse c’è anche l’aspetto che i tifosi – che rappresentano il basso – siano sempre definiti dall’alto e raramente sono interpellati, quindi si perdono istanze e suggestioni importanti che ora SinC che ha colloqui molto più proficui con le leghe e le federazioni, tenta di riproporre a titolo di emendamento. In altre parole la problematica fondamentale è che questa legge si presta a facili strumentalizzazioni trasformando la partecipazione attiva, come la intende SinC, in un mezzo per raccogliere ulteriori risorse economiche dal tifoso/bancomat con mezzi diversi, soprattutto se verrà integrata dalle prescrizioni contenute da una proposta parallela che ancora deve partire in Senato.

Quello che sostiene SinC è che la, per loro bruttissima, definizione di azionariato popolare non è destinata a portare sviluppi stravolgenti nei forzieri della società sportiva. Il ruolo decisivo che i tifosi possono dare è quello di essere presenze e interpreti del territorio, quindi accelerante indispensabile per consolidamento e sviluppo.

Comunque sia la lettera finale del legislatore è abbastanza chiaro che la riuscita del fenomeno sarà direttamente proporzionale alla necessaria crescita culturale del sistema calcio sul ruolo potenziale dei tifosi coinvolti attivamente che richiede tempo e un’azione condivisa di tutti gli attori. Da un lato le varie proprietà non colgono il potenziale dei tifosi adeguatamente coinvolti nel club, dall’altra gli stessi tifosi ancora sono ancorati al modello del mecenate, non sono consapevoli del ruolo che possono giocare se si organizzano con un’associazione e fanno fatica a creare luoghi di confronto in maniera costante nel tempo. Per sviluppare questo serve necessariamente tempo e un supporto istituzionale.

Questa la memoria depositata da SinC alla Camera.

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