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lunedì, Settembre 26, 2022
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La ripresa è una sfida per tutti

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Il PNRR  da solo non sarà sufficiente a realizzare una ripresa effettiva della nostra economia senza il necessario coinvolgimento degli imprenditori. Investimenti privati e recovery found, la ripresa passa da questo binomio e dall’azione congiunta.

Questa è l’indicazione condivisa dal Governo e dagli osservatori più qualificati dell’UE e chiama in causa direttamente gli imprenditori privati e le banche per il necessario co-investimento con la possibilità, non remota, che una vera e propria fiammata di inflazione produca un rallentamento se non addirittura un’inversione della politica monetaria “a tasso zero”.

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Occorre quindi da subito evitare che si sprechi la fiducia condivisa sulla speranza di ripresa dopo la pandemia. Per questo è necessario che le imprese producano un piano di investimento aggiuntivo e complementare rispetto a quello previsto dal PNRR, facendo ripartire anche una ripresa occupazionale nei termini auspicati dal decreto “Ristori 2”.

Il governo Draghi, forte della sua autorevolezza, interna e internazionale, può finalmente creare una cornice favorevole realizzando le riforme legislative strutturali necessarie (in primis quelle della Giustizia e della Pubblica amministrazione). Gli imprenditori, però, insieme alle loro associazioni, devono crederci e agire di conseguenza producendo investimenti (di prodotto e di processo).

Il Governo ha infatti dichiarato che la dotazione del  PNRR è una condizione per la ripresa ma non una sicura garanzia di successo per una ripresa forte e duratura: una ripresa che risulti sostenibile e capace di reagire positivamente agli “shock” che ci aspettano in un prossimo futuro.

Occorre erogare un Servizio pubblico più efficiente ed efficace, ma soprattutto cambiare passo nel reclutare, gestire, formare e motivare le risorse umane della PA. E per fare questo occorre investire pesantemente nel sistema educativo, per migliorare le competenze e le professionalità necessarie. Centrale da questo punto di vista, le premesse per lo sviluppo sono il ruolo delle Infrastrutture della Scuola e della Pubblica amministrazione.

Il Piano Nazionale di ripresa e resilienza è l’occasione, da non perdere, per vincere la sfida di modernizzazione del Paese e poter consegnare un’Italia migliore alle future generazioni.

Sul piano della transizione digitale ci sono infatti 50mld  del Next generation EU,  cioè investimenti destinati a realizzare progetti concreti per svecchiare la PA, per irrobustire le competenze digitali e l’intero sistema educativo. E poi sviluppare e migliorare la Sanità e ed aiutare le imprese produttive impegnate nell’Industria 4.0 in presenza di un quadro di riferimento preoccupante del Paese rispetto alla Concorrenza europea e dei competitor emergenti.

Occorre quindi realizzare e completare un’innovazione tecnologica per accelerare l’intero sistema industriale, per recuperare il GAP di produttività, per guadagnare competitività come “sistema Paese”. E rinnovare i nostri modelli di business nel contesto internazionale.

La concorrenza infatti non è solo un problema delle singole imprese, ma un problema di sistema che si confronta in modo concorrenziale sul mercato sempre più globale. 

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