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mercoledì, Settembre 28, 2022
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Verso le elezioni con una strana campagna elettorale

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Questa strana campagna elettorale si avvia alla fase finale senza aver sciolto o limato le contraddizioni interne a tutti i partiti e gli schieramenti in una fase ove sembra che siano poco affrontati i temi reali della disuguaglianza sociale che aumenta, della recessione e inflazione che falcidieranno i redditi medio bassi e del caro energia che costringerà ad un revival della politica dell’austerity mettendo molte piccole e medie imprese nel territorio della marginalità.

Nel centrodestra le contraddizioni tra i partiti maggiori e tra questi e i satelliti alleati non vengono neanche tanto nascoste, ma quella coalizione ha saputo ben interpretare la legge elettorale e, se i sondaggi sono appena appena affidabili, avrà una maggioranza in grado di resistere a qualche (probabile) abbandono in corso d’opera.

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Ciaccineria

Nel resto del panorama politico a parole si dice di essere alternativi al centrodestra, nei fatti la campagna elettorale è di tutti contro tutti. Quindi il Terzo Polo attacca Pd e M5S, il quale attacca il PD e il Terzo Polo, il PD attacca il Terzo Polo e il M5S, con il quale, dice Letta, è impossibile fare alleanze per le responsabilità nella caduta del Governo Draghi, epperò ha nella propria alleanza anche forze che non hanno votato quasi mai un provvedimento del Governo, e chiama al voto utile che, dicono gli altri, guarda caso è sempre quello dato al PD, ma non è stato mai utile a nulla.

Enrico Letta a Genova

Ma se si voleva costruire un’alleanza per il voto utile non si poteva davvero tentare di fare un discorso analogo all’altro fronte? Si poteva cioè costituire un cartello elettorale, dichiarandolo apertamente e trovando un minimo comune denominatore che permettesse di conservare le particolari identità senza porre veti a nessuno. Già, una volta, quando si costruivano le alleanze politiche si cercavano le cose che univano e non quelle che dividevano.

Giorgia Meloni a Firenze

Che questo sia il modo per recuperare l’astensionismo che è il vero primo partito italiano, ci fa sorgere molti dubbi. Come ci risulta privo di fondamento il dibattito sulla legittimazione della leader del centrodestra a essere il nuovo premier, visto che eventualmente quella legittimazione gliela daranno gli elettori che poi, e solo poi, sperimenteranno quale sia il suo vero volto.

Dopodiché, in uno scenario di turbolenza economica che prescinde dagli esiti del voto, si apriranno le danze per la città, anzi a dire il vero ci sembrano già aperte, ma avranno sviluppi in cui non sarà secondario, anche se non determinante, il panorama politico nazionale.

Sappiamo infatti che nelle amministrative la scelta degli uomini  e delle donne è in grado di spostare gli equilibri politici, per non parlare delle dinamiche degli eventuali ballottaggi che rappresentano un ulteriore mondo a parte. Per intanto ci sono due, o tre (?) candidature civiche in pista ma si attendono segnali da parte delle forze politiche che non saranno possibili se non dopo il 25 settembre.

Bisognerà capire quali sono le volontà del Sindaco uscente, e quelle della coalizione che lo sostiene e che è ben diversa da quella delle scorse elezioni. Bisognerà capire cosa accade nel centrosinistra.

Fabio Pacciani presenta Maurizio Bianchini come suo portavoce

Per intanto Pacciani, ben ispirato dall’allenatore del Polo Civico, dichiara soddisfazione per il fatto che Emanuele Montomoli abbia sposato la sua proposta sul Biotecnopolo, e questo ci conforta viste le rispettive competenze professionali e imprenditoriali, ma gli consigliamo di usare farina del proprio sacco perché ciò che scrive e dice è asimmetrico rispetto alle sue caratteristiche.

Massimo Vita

Massimo Vita invece si scaglia contro ogni candidatura a partire da quella di Franceschelli alle Politiche, fino a Pacciani e Montomoli e credo che sarà così fino a che la candidatura in oggetto non sarà la sua.

Emanuele Montomoli

Montomoli è appena arrivato e quindi bisognerà capire prossimamente quale idea di città ha in testa, per ora il pragmatismo dichiarato ci ricorda un qualcosa che sta tra Azione di Calenda e il Riformismo tradizionale, che non è una cattiva base di partenza per amministrare una città, ma certamente non è sufficiente. Certo è che, viste le reazioni degli altri candidati, la sua candidatura ha dato un certo fastidio.

MC

(Tutte le immagini sono tratte da profili pubblici Fb)

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