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domenica, Ottobre 2, 2022
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Con il Cus l’ebbrezza di vincere anche quando si sono passati gli “anta”

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Riprendiamo la nostra chiacchierata in due tempi con il Maestro Daniele Giannini, oggi alla guida tecnica di un’istituzione come il Cus Siena-Sezione Scherma che, fondato nel 1967, è erede diretto dell’Accademia d’Armi di Siena che risale ai primi del XX Secolo. Se ieri abbiamo parlato di atleti azzurri – e comunque pur medagliata solo a squadre, Alice Volpi si è mostrata la migliore -, oggi vogliamo capire di più di come questo sport sia praticato e sviluppato nella nostra città.

Grazie Daniele per la tua disponibilità. Come sta il Cus Siena Scherma oggi? Intontiti dal Covid e dalla concorrenza dei Cas di altri sport oppure vedi la possibilità di programmare un rilancio quinquennale che vi porti almeno al pari delle scuole pisane e livornesi?

Daniele Giannini, maestro del Cus Siena Scherma
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Ciaccineria

“La scherma cussina ha perso negli ultimi anni molti atleti di buon livello ma questo non deve distogliere dal primo obiettivo che è quello della formazione e della crescita dei nostri giovani. Non mancano al CUS capacità tecniche e voglia di ripartire, in particolare dopo due stagioni difficili e segnate dalle scelte di alcuni dei collaboratori che alla fine della stagione 2020/21 hanno deciso di interrompere la loro attività con noi”.

“Per quanto riguarda Pisa e Livorno – riprende Daniele – occorre riconoscere una maggiore determinazione in pedana agli atleti di queste Società che spinti dai loro tecnici e compagni risultano spesso vincitori di assalti contro avversari anche più tecnici. Questo aspetto di un accentuato agonismo è diventato fondamentale anche se non può non essere abbinato ad un’ottima preparazione atletica e ad una buona tecnica, entrambe necessarie per eccellere in ambito assoluto. Questo è un anno importante per ritrovare buoni numeri e cercare di provare a tornare ad inserire uno o due atleti nel giro degli azzurrini: qualche possibilità la intravedo e ne potremo riparlare alla fine di questa stagione. Sarebbe importante perché la presenza in palestra di atleti che vestono la maglia azzurra o comunque sono autorizzati a partecipare a competizioni internazionali diventa molto stimolante e trainante per i compagni di sala”.

Nel ramo dei veterani, comunque, i tuoi atleti continuano a mietere anche titoli iridati… Qual è il contributo di un Maestro verso atleti ultra cinquantenni?

“Nella scherma attuale il movimento Master è cresciuto molto negli ultimi dieci anni, interessando non solo chi proveniva dall’attività giovanile o aveva avuto esperienze interrotte senza praticare con continuità l’agonismo ma anche una fascia di over 40 alla ricerca di uno sport che magari aveva suscitato interesse da bambino o durante la crescita senza che poi fosse stato possibile praticarlo. La possibilità data ultimamente dalle Società sportive di iniziare appunto in età adulta, spesso possibile solo in ambito universitario da alcuni CUS, ha stimolato in particolare nelle città metropolitane un certo numero di “amatori” che senza ambizioni particolari di risultato non disdegnano la partecipazione al circuito di gare a loro riservate e divise per età, over 40, 50, 60, 70 alle quali si è aggiunta negli ultimi anni la categoria over 23, frequentata per lo più dagli spadisti usciti dalle categorie giovanili e nata come stimolo per chi, non avendo un elevato livello agonistico, si trovava dopo quell’età senza la possibilità di contare su un sufficiente numero di gare alle quali partecipare”.

Da sinistra: Daniele Giannini, Fabio Miraldi, Filippo Carlucci e Simone Boccacci

“A questi circuiti – spiega il Maestro Giannini -, relativamente a quanto è possibile vedere in Italia, non partecipano quasi mai gli ex campioni o nazionali assoluti che ritengono “riduttiva” la loro presenza per un livello tecnico mediamente troppo basso per loro e la “necessità” in caso decidessero di calcare nuovamente le pedane di dover dimostrare di essere ancora i più bravi, una quasi “condanna” a vincere la gara. E’ solo questione di mentalità in quanto, in altri paesi europei, spesso gli ex campioni tornano a tirare divertendosi e rendendo molto più interessanti anche per gli spettatori gli assalti. Per quanto riguarda il CUS Siena, che può vantare molti titoli in campo italiano e internazionale, dobbiamo molto a due atleti Fabio Miraldi, classe 1962, e Filippo Carlucci, classe 1964, che erano già buoni atleti durante la loro carriera giovanile ma che, soprattutto, hanno trovato il tornare a tirare divertente abbinando le trasferte al piacere di momenti di convivialità tipici delle persone adulte in contesti non lavorativi. Entrambi sono stati nell’ultimo come over 50 Campioni del Mondo per due volte senza contare le tante gare vinte in campo nazionale. Stesso discorso per Simone Boccacci, classe 1963, che si è guadagnato la partecipazione a un “mondiale” (sono solo 4 i convocati) pur avendo ripreso a tirare ben dopo i “vecchi” compagni di sala”.

“E – mi chiedete – il Maestro conta in questi casi? Per quello che penso io serve molto a chi deve iniziare da adulto, mentre chi ha già una buona esperienza giovanile deve solo trovare più motivazioni personali o, appunto, il piacere di staccare dalla routine del lavoro andando a fare qualcosa di ancora molto stimolante. E uno sport agonistico di confronto non può che esserlo. Se vogliamo anche io stesso come Maestro sono stato tentato dal tornare a tirare e posso confermare quanto sopra. Di Mondiali over 50 ne ho fatti due e, in entrambi, ho perso l’assalto per andare a medaglia. Peccato ma il piacere di andare a tirare con la scritta “Italia” e la tuta della nazionale, indossata prima solo come Maestro, non è certo mancato e alla fine una medaglia l’ho pure presa, Bronzo al Campionato Europeo a squadre, e chissà che in futuro non ci possa riprovare”.

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