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sabato, Settembre 24, 2022
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Foglietti gialli e blu per fotografare le emozioni

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L’importante, fra gli aspetti negativi causati dalle chiusure dovute alla pandemia di Covid-19 e quelli positivi, è integrare. Solo così sarà possibile elaborare le esperienze vissute negli ultimi due anni e diventare adulti.

Il messaggio di Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, è rivolto soprattutto agli adolescenti, ma alla fine può essere utile a chiunque e di qualsiasi età.

Da sinistra: Mangini, Gullino, Capecchi, Ceccarelli e Pappagallo
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Per far passare meglio il concetto – La psicologia nell’emergenza sanitaria: verso una ricostruzione delle relazioni violate -, l’esecutivo al gran completo dell’Ordine, composto oltre che dalla presidente, dal vice Simone Mangini, dal segretario Rossella Capecchi e dalla tesoreria Eleonora Ceccarelli, ha proposto un piccolo gioco alla platea, composta essenzialmente di studenti della Quinta B del Liceo delle Scienze Umane Piccolomini, accompagnati dalla docente Linda Cantiello.

Ai ragazzi sono stati distribuiti ciascuno una penna, un post-it giallo e uno blu chiedendo loro di scrivere sul giallo fatiche e pesi del periodo trascorso in lockdown e sull’azzurro le scoperte e le conquiste, concentrandosi sul tema della relazione.

Tema dell’incontro, ospitato nella sala Tv del Santa Maria della Scala e moderato dal giornalista Mario Pappagallo, era infatti “La psicologia nell’emergenza sanitaria: verso una ricostruzione delle relazioni violate”, dove per relazioni violate si intendono tutti quei rapporti essenziali soprattutto alla crescita e allo sviluppo dell’adolescente che il Covid ha improvvisamente azzerato, scuola, amicizie, vacanze.

Dal test è emerso un quadro molto interessante. Sui foglietti blu sono apparse frasi sulla riscoperta dello stare in famiglia, sul rapporto recuperato con i genitori; l’apprezzamento nell’avere più tempo per sé, scoprire nuovi aspetti della propria personalità, apprezzare la quotidianità e la relativa routine. Tutti aspetti abbastanza inediti, considerato che l’adolescente, come è stato detto dai quattro psicologi, si identifica principalmente fuori di casa.

La Quinta B del Piccolomini coi conferenzieri

Dall’altra parte sul giallo sono stati evidenziati gli aspetti che hanno causato più sofferenza, dall’imposizione di stare a casa, alla paura del contatto, degli altri, come possibili trasmettitori della malattia. Ma anche il fatto di dover rimanere chiusi in un ambiente non semplice, pieno di problemi e tensioni quali certi contesti familiari, fin da prima dell’emergenza.

La presidente Gulino ha definito questa pandemia, con i suoi effetti, un mostro come Giano bifronte: non ci fa uscire, ma allo stesso tempo ci fa godere del tempo ritrovato.

«Cambiare il senso del tempo – ha detto Gulino – questo ci può insegnare la pandemia».

Purtroppo non è una novità che la recente emergenza abbia portato ad un aumento del 30% dei casi di sofferenza psicologica, quali ansia, depressione e disturbi del comportamento alimentare. «Chi già ne soffriva prima – continua Gulino – ha trovato un conforto durante la pandemia, vivendo nella comoda trincea casalinga. Ma così non si cresce».

«Si sono notati essenzialmente due filoni – ha detto il vice presidente Simone Mangini – fra chi non ne poteva più di stare chiuso in casa e chi nella chiusura ha avuto garantito il bisogno di stare defilato. I nostri studi però ora sono intasati da persone, tra cui tanti adolescenti, che non riescono più a riprendere una vita dal vivo».

Rossella Capecchi, segretario Ordine Psicologi: «C’è chi si è trovato a doversi reinventare per poter stare a contatto con i coetanei, con gli studenti. Il processo di crescita è affrontare le diverse fasi della vita».

Eleonora Ceccarelli, tesoriera Ordine Psicologi: «Io mi occupo di sport e molti sportivi sono adolescenti. Durante il lockdown gli atleti agonisti che seguo mi dicevano, meno male che ho lo sport sennò non avrei saputo come andare avanti. Lo sport, specialmente per i giovani, è sempre un’ottima palestra, ma l’anno scorso, in un periodo di grande disagio, lo è stato ancora di più».

Un discorso a parte è stato fatto per altre gravissime conseguenze portate dal coronavirus. La morte di persone care, gli effetti della malattia (long Covid), tutti aspetti al centro di un grosso impegno da parte degli psicologi.

«Citando De Andrè – conclude Gulino – ricordo che dai diamanti non nasce niente, mentre dal letame nascono i fior».

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