16.2 C
Siena
sabato, Ottobre 1, 2022
spot_img

Il “Convoglio della Solidarietà” di Siena Ideale si muove verso l’integrazione

- Advertisement -

Siena Ideale è in prima fila per il sostegno al popolo dell’Ucraina. L’associazione senese ha voluto dare un aiuto tangibile alla popolazione ucraina attraverso il progetto  “Convoglio della Solidarietà”.

Siena Ideale si è da subito attivata nella raccolta e consegna di beni di prima necessità varcando i confini nazionali in soccorso della popolazione ucraina duramente colpita dalla guerra. Il progetto però non si limita a questo, ma prevede un percorso di integrazione dei rifugiati, attraverso iniziative specifiche e la collaborazione di numerosi soggetti locali che stanno fornendo un contributo reale per il raggiungimento di un obiettivo comune, come spiega il  presidente di Siena Ideale Alfredo Monaci.

- Advertisement -
Ciaccineria

“La brutalità dell’aggressione all’Ucraina, senza voler entrare nelle motivazioni che personalmente non condivido, ha colpito l’opinione pubblica ed in particolare noi di Siena Ideale, da sempre sensibili alle tematiche umanitarie. Non potevamo restare insensibili alle richieste di aiuto che provenivano e provengono da quella popolazione. Abbiamo deciso, dunque, fin dall’inizio di questa sventurata guerra di soccorrere concretamente il popolo con un progetto, il ” Convoglio della Solidarietà”, che prevedeva, in una prima fase di portare direttamente generi di prima necessità, che don Turkot Taras, cappellano della comunità ucraina, che ha partecipato alla nostra missione, ha distribuito localmente”.

Il convoglio ha infatti raggiunto Ternopil’, nell’Ucraina occidentale, portando beni di prima necessità alla popolazione, ma sta portando avanti una complessa iniziativa in sinergia con tutti i soggetti coinvolti, rivolta a offrire un sostegno mirato ai rifugiati ucraini che sono arrivati a Siena.

Siena Ideale consegna beni a Ternopil

In una prima fase sono stati analizzati i loro profili, per fornire loro risposte adeguate e personalizzate, mentre nella fase successiva queste informazioni saranno incrociate con le disponibilità dei soggetti economici e del mondo associativo senese. Un progetto che prosegue grazie all’aiuto di don Turkot Taras, cappellano della comunità ucraina, nel senese e di numerose aziende ed istituzioni locali.

“La seconda fase prevede, sempre in stretto accordo con don Taras – prosegue Monaci – un’analisi delle opportunità che i rifugiati, per lo più donne e bambini, hanno di inserirsi nel tessuto socioeconomico senese. A tal fine sono state valutate le singole competenze dei profughi e le disponibilità delle aziende e delle organizzazioni che partecipano attivamente al progetto di assumere queste risorse nelle loro realtà, il cui inserimento nel mondo del lavoro presenta diverse criticità”.

Uno degli ostacoli lungo questo percorso di integrazione è rappresentato dalla barriera linguistica, che Siena Ideale sta cercando di superare con l’aiuto dell’Università per Stranieri di Siena, che ha proposto un’ampia offerta di corsi diretti all’apprendimento della lingua italiana.

“Ci siamo resi conto che per completare la terza fase del progetto, dedicata all’accoglienza – spiega il presidente di Siena Ideale – dovevamo affrontare il problema della lingua poiché la stragrande maggioranza dei rifugiati parla solamente ucraino e ciò rappresenta un problema per l’inclusione e l’integrazione nel lavoro e nella società. Ci siamo, allora, rivolti all’Università per Stranieri, chiedendo dei corsi ad hoc per una prima alfabetizzazione della lingua italiana e l’Università, già attiva nelle sue azioni a sostegno del popolo ucraino, ha aderito prontamente alla nostra richiesta”.

Un progetto ambizioso in cui Siena Ideale crede fortemente, diretto ad offrire un aiuto concreto ad una popolazione costretta a cambiare vita.

“Ritengo che questo progetto  – conclude Monaci – darà un contributo tangibile ad alleviare le sofferenze di coloro che sono dovuti scappare dal proprio Paese per approdare in un territorio straniero, dove però non devono sentirsi abbandonati”.

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisement -

ULTIMI ARTICOLI