Il Personale Mps è un valore della Banca

Abbiamo letto attentamente la ressa dei comunicati/interventi afferenti le vicende della Banca MPS: alcuni segnatamente fuori delle righe come già evidenziato da questa testata.

Leggiamo oggi il comunicato congiunto dei sindacati unitari (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin) che riportiamo di seguito integralmente, per rispetto dovuto al documento e ai firmatari.

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Preliminarmente aggiungiamo sulla pioggia di interventi un breve commento di Gianfranco Antognoli, uno che la banca la conosce bene per avervi passato dentro tutta la sua vita lavorativa.

“Facciamo che il Governo della Repubblica faccia la sua parte – ci dice Antognoli -, mantenendo gli impegni assunti su MPS con l’Europa, senza che qualcuno si possa permettere di gettare discredito gratuito e generalizzato sul personale della banca con maldicenze oltretutto non dimostrate e dimostrabili”.

“La Banca MPS – continua – è stata ed è un’organizzazione complessa, a volte in alcuni settori particolari forse anche sovradimensionata numericamente, ma costituita da colleghi che hanno dato molto alla clientela come disponibilità, impegno professionale e dedizione al lavoro. Hanno dato ai clienti, e quindi contemporaneamente alla Banca di appartenenza e agli azionisti, un contributo significativo e importante che ha prodotto risultati utili e opere tangibili in tutti i territori di riferimento degli sportelli”.

“L’asset più importante – puntualizza Antognoli – in un’azienda di servizi (e la banca lo è certamente essendo il prodotto  immateriale) è il suo personale: i suoi quadri a tutti i livelli. Ora la caratteristica storica dei lavoratori MPS è stata sempre, prevalentemente, un’alta motivazione. E’ la caratteristica distintiva dell’Istituto, cioè l’attaccamento alla squadra… Un impegno etico nei confronti dell’economia e del sociale dei territori interessati. Ricordiamo volentieri che in occasione dell’ultimo tentativo di ricapitalizzazione, poi non andato in porto, prima dell’intervento pubblico del MEF, molti colleghi hanno lavorato ininterrottamente anche il sabato e la domenica per contattare e ricevere clienti disposti a sottoscrivere l’aumento di capitale che si era reso necessario. Ed eravamo nel 2014 non nel 1472. Tentare quindi di fare di ogni “erba un fascio” e dichiarare che alla Banca MPS è stata tutta una gestione clientelare, è falso, fuorviante e forse anche passibile di denuncia penale perché diffamatorio in quanto non motivato, provato e certificabile”.

Il Comunicato congiunto dei coordinamenti sindacali Mps, titolato “Analisti: quando dietro ai numeri ci sono le persone e dietro le parole ci sono le calunnie”

Dopo anni di sacrifici, impegno e dedizione i lavoratori del Monte meritano certezze sul loro futuro ed esigono rispetto. Le scelte sbagliate fatte ai “piani alti”, che in pochi anni sono riuscite a sgretolare secoli di storia, hanno gravato sui dipendenti della banca. Soltanto grazie alla loro professionalità e abnegazione siamo riusciti a mantenere il legame con i territori e la fiducia dei clienti.

Le donne e gli uomini del Monte hanno dimostrato di avere una resilienza e un attaccamento all’azienda fuori dal comune e non ci stanno ad essere screditati da chi non sa guardare alle persone dietro ai numeri. Ci riferiamo a un’intervista rilasciata a Formiche.net dove uno dei soliti più o meno noti CEO di una SIM ha dichiarato che i dipendenti di Banca Monte dei Paschi hanno adottato un sistema di “gestione del credito clientelare”, tanto pericoloso e fuori dalle regole da condurre addirittura la Banca nell’attuale situazione.

Come se non bastasse ha incalzato dicendo che, considerando questi presupposti, sarà difficile per i Montepaschini integrarsi in Unicredit ed educarsi ad un modo di fare banca più sano. Riteniamo che, data la loro gravità, queste dichiarazioni debbano essere valutate in tutte le sedi opportune.

I lavoratori del Monte in questi anni hanno dimostrato di essere all’altezza di ogni sfida: non si sono mai fermati o scoraggiati, anche nei periodi più difficili. Hanno pagato le conseguenze di scelte e decisioni che partivano dall’alto e ne hanno ammortizzato le conseguenze indossando la bandiera della loro azienda (la banca più antica del mondo) anche nei momenti bui.

Nonostante lo scenario avverso, grazie al loro impegno, il Monte ha chiuso l’ultimo semestre in positivo superando le attese degli analisti. I clienti sono rimasti al Monte proprio grazie ai lavoratori che non hanno mai ceduto, ci hanno creduto ogni giorno e lo fanno ancora.

Hanno subito piani industriali basati prevalentemente sul taglio dei costi, piani che hanno spuntato le armi invece di affilarle, ma i lavoratori hanno combattuto ancora con la loro etica, la loro correttezza e l’attaccamento ai clienti e alla banca. I dipendenti del Monte esigono rispetto. Chi dice di stare dalla parte dei dipendenti del Monte deve dimostrarlo adesso con i fatti e non con le parole.

La pubblicazione che ha provocato il comunicato sindacale, riguarda l’intervista del 18/8 su Formiche.net di Gianluca Zapponini a Wolfram Mrowetz, amministratore delegato di AliseiSim, società operante nell’intermediazione finanziaria e mobiliare: https://formiche.net/2021/08/mps-unicredit-banche-draghi-generali/

Formiche.Net è tornata ad affrontare il tema di Banca Mps il 22/8 con Gianluca Zapponini che ha intervistato Sandro Trento, economista e docente all’Università di Trento e membro di Base Italia: https://formiche.net/2021/08/mps-unicredit-banche-europa-trento-risiko/

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