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sabato, Ottobre 1, 2022
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La Grande Siena o la grande…eur di Siena?

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Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Roberto Bozzi

Ho letto con attenzione l’articolo scritto su Sienapost da parte di Maurizio Cenni, di cui non condivido diverse delle cose scritte, ma ha il pregio di aprire un dibattito nell’asfittico scenario politico senese. Oramai i partiti, direi da tempo, non sono più luogo di elaborazione di progetti e idee, ma svuotati luoghi di ricerca del potere personale, spesso a servizio di qualche piccolo potentato locale oramai alla deriva. Il tema del calo demografico della città di Siena sono molti anni che viene dibattuto, ma mai inquadrato nella giusta cornice e valutato nella sua interezza. I motivi del calo sono molti, ad iniziare da una politica urbanistica che ha scaricato sui comuni contermini il peso di costruire nuove aree residenziali, ma anche allo spopolamento del centro storico dovuto principalmente al costo delle case e a quello degli affitti, molti hanno preferito dare il proprio appartamento in affitto agli studenti che non a una famiglia senese per ovvie questioni di convenienza economica. Certo sono state costruite altre aree residenziali nel comune di Siena, come san Miniato, Taverne e Costalpino, per fare degli esempi, ma non sufficienti per contenere tutta la vecchia e nuova popolazione senese. Sto ovviamente tagliando con l’accetta delle dinamiche complesse sia di ordine politico che economico che hanno interessato la nostra città e i comuni contermini negli ultimi 50 anni almeno. Da qui nasce il tema di una visione di insieme di un’area più vasta, argomento che se ne parla fin dagli anni settanta e che dopo vari tentativi, solo nel 2004 si concretizza in un coordinamento urbanistico tramite lo SMAS (schema metropolitano area senese). Il primo elemento rivelatore della esistenza di un sistema senese scaturisce da una considerazione di carattere demografico: Siena ed i comuni contermini avevano nel complesso circa 90 mila abitanti nel 1951 e ne hanno circa 98 mila oggi. Negli ultimi 30 40 anni il comune di Siena ha perso circa 13 mila abitanti, ed i comuni limitrofi si sono accresciuti nel loro complesso di una quantità analoga, registrando tuttavia dinamiche differenziate; Asciano è cresciuto di 1000 abitanti, Castelnuovo di 2.500, Monteriggioni di 2.800, Monteroni di 2.800, Sovicille di 3.400. Probabilmente questi dati non sono aggiornatissimi, ma la dinamica è sostanzialmente questa: Siena perde abitanti i comuni limitrofi crescono. In più altri indici sono importanti, come quello di vecchiaia per fare un esempio, che colpisce tutta la nostra provincia, ma in particolare il comune capoluogo è quello che ha l’indice più alto, anche il pendolarismo lavorativo verso il comune di Siena assieme a quello per i servizi è ovviamente cresciuto negli anni e oggi diventato sempre più forte. Io in parte capisco che gli amministratori di Siena si lamentano perché molte persone residenti in altri comuni limitrofi usufruiscono dei servizi nel capoluogo creando anche problematiche di viabilità e trasporti, ma vorrei ricordargli che nella programmazione che è stata fatta tutti i servizi fondamentali sono rimasti dentro la cerchia dei confini territoriali della città (USL, Università, Ospedale, Banca etc., solo per fare alcuni esempi). Per questo è normale che Siena abbia una maggiore pressione, sia dal punto di vista della richiesta di servizi, che quella del traffico, viabilità e sosta, con tutta la parte negativa, ma anche positiva che ne consegue per la città. Per questi motivi accolgo l’appello dell’ex sindaco Cenni nella sua chiusa finale, quella di pensare in grande oltre i confini della città e dei comuni limitrofi, ma dentro a un’area più vasta, ad un vero e ampio sviluppo economico, sociale, ambientale e urbanistico. Perché nessuno si salva da solo, specialmente in questo periodo. Mi sembra che l’attuale compagine governativa senese non si ponga nemmeno questi temi, asserragliati nel loro fortino, come vengono ben descritti sindaco e assessori da un noto quanto bravo giornalista locale, figuriamoci se vogliono allargare mente e confini oltre porta Pispini. Ma una cosa sarà importante per gli amministratori del comune di Siena che naturalmente dovranno governare questo processo, che via sia pari dignità con gli altri sindaci dei comuni limitrofi e passare veramente dalla “grand…eur” di Siena a una grande Siena.

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Ciaccineria

Roberto Bozzi

Ex sindaco di Castelnuovo Berardenga

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