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sabato, Gennaio 28, 2023

La “manata” tesa di Castagnini

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Sensazioni. La politica delle ultime settimane è stata fatta in massima parte da “rivelazioni” e da cose viste sui giornali o ascoltate sui media e poi commentate. Indipendentemente dalla pertinenza o capacità a intervenire su di esse.

Il “primo pomeriggio” di Massimo Castagnini ci ha invece regalato vera “politica”, che oggi, talvolta, non è solo esercizio elegante e sofisticato. Ci piacerebbe sapere qual è il modo tramite il quale ha elencato e scelto le cose da dire; e di sicuro, ipotizziamo che quella mano tesa – che nei fatti è gesto molto aggressivo – sia stata ponderata fino all’ultimo momento.

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Per un centrodestra dei partiti dove solo ieri mattina, gli oratori di fuori città hanno detto – prima di far ritorno a Firenze e Roma – le ultime cose incomprensibili e dato l’imprinting a Emanuele Montomoli – che continuiamo a definire bel nome –, l’ipotesi di primarie di coalizione è fatto deflagrante. Soprattutto per Fratelli d’Italia che dall’alto dei propri numeri pretendeva il privilegio di “far nomi” ed ora viene sfidata a mostrare che quei numeri sono davvero suoi.

Massimo Castagnini, attuale guida di Sigerico

Ci si arrampicherà sugli specchi per non farle queste primarie. Ma andranno trovate anche le parole giuste per non farle. A Castagnini è stato dato il vantaggio di aprire con il bianco e l’apertura scelta sulla scacchiera è chiarissima.

“Non vorrei ma sono pronto e grato”. Memore di altri momenti, la candidatura dell’ex capitano e priore dell’Onda, dell’ex montepaschino e del dirigente, a breve dimissionario, della principale partecipata del Comune, parla al solo centrodestra, ricordando quanta parte abbia avuto nella “buona gestione” del Comune. Lui esorta ancora all’unità; solo se costretto rappresenterà da solo la continuità al cambiamento della giunta De Mossi.

“Separare le forze potrà restituire la città a chi l’ha distrutta”. Se da soli si va veloci, insieme si va lontano, ricorda anche il candidato per il quale GeneSi si candida a fare il listino, mentre Uniti per Siena, SiAmo Siena e Siena Doc saranno le liste imparentate.

Il tavolo della presentazione: a sostenere Castagnini i delegati di Uniti per Siena, SiAmo Siena e Siena Doc

“Gratitudine e protezione per Luigi De Mossi”. L’incontro di ieri e come era stato convocato lasciava presagire che il passo obbligato successivo sarebbe stata una crisi di giunta. Castagnini ha ringraziato il sindaco per essere stato da lui beneficiato tre volte e ha comunicato all’inizio che giustamente non avrebbe preso parte all’incontro perché la cosa fondamentale è mantenere unita la coalizione che ha ben governato Siena in questi 5 anni. E che ha ancora tanto lavoro da fare. Tramite il proprio portavoce il Sindaco ha poi espresso il proprio pensiero: “Fino all’ultimo momento eserciterò in pieno il mio ruolo di sindaco, ma anche di garante della coalizione che i cittadini senesi hanno democraticamente scelto nel 2018, rompendo un monopolio della sinistra durato oltre 70 anni. È questo il motivo per cui, smentendo nei fatti certe voci che si erano diffuse in modo impreciso, ieri ho ritenuto di non partecipare all’evento di lancio di Castagnini, pur avendo espresso un forte apprezzamento per una figura dalle grandi qualità. Perché credo che il valore dell’unità del centrodestra debba superare le nostre preferenze individuali”.

Detto del suo forte apprezzamento per l’ipotesi di primarie, l’appello di De Mossi è stato “partiti e forze civiche trovino una sintesi. Le due ali della nostra coalizione hanno entrambe contribuito in modo decisivo al lavoro di modernizzazione che abbiamo avviato in questi anni. E sono entrambe necessarie per portare avanti il percorso iniziato. Ecco perché chiedo a tutti, con grande responsabilità, di avviare un rapido confronto. Se una sintesi non fosse possibile, affidare la scelta tra i due candidati emersi direttamente agli elettori del centrodestra sarebbe una buona soluzione, democratica e costruttiva”.

Considerevole la presenza di pubblico ieri sera alla Saletta dei Mutilati

E se… i celodurismi prevalessero… c‘è l’immagine data dalla platea di ieri sera. Tanti. Tutti rapportabili a un civismo riformista e a relazioni personali ai vari capibastone presenti. C’è l’attenzione, manifestata già in presenza da Italia Viva, c’è Azione che nel momento è un po’ messa in imbarazzo da Montomoli. E ci sono i molti, troppi, punti di somiglianza con Forza Italia che nel prossimo mese di febbraio sembra destinata a tornare a dire la propria in Lombardia.

Potessi, farei come lui. E’ il mio pensiero quando vedo il sorriso di Pino Di Blasio, capo della redazione senese, che sembra aver già sentito l’odore del sangue che scorrerà e la necessità implicita che tramite i suoi sempre interessanti editoriali i senesi abbiano chiarezza di quel che succederà di qui alle elezioni.

Francesco Giusti (Uniti per Siena) e Francesco Oporti (SiAmo Siena)
David Chiti, esponente di Siena Doc che lo candidò alla carica di sindaco nel 2018

La dimostrazione? Un pizzino che ci finisce in mano al momento di lasciare la Saletta dei Mutilati. Sono parole scritte da Sara Pugliese, stretta congiunta di Emanuele Montomoli e personaggio le cui capacità – assieme a quelle di Mauro Marzucchi – saranno utili quantomeno per organizzare la vita della lista del candidato-sindaco. Appartengono alla lettera di dimissioni inviata a suo tempo al sindaco De Mossi: “(…) Da non politica, quando nel 2018 ho accettato questo incarico l’ho fatto credendo realmente in un cambiamento, (…) purtroppo con il tempo la suddetta coalizione “civica” si è andata a snaturare avvicinandosi sempre più ai partiti di centrodestra e perdendo la sua vocazione originaria (…)”.

Ma come si è detto nel pezzo precedente, siamo convinti che in queste elezioni non saranno determinanti i retaggi e gli errori di gioventù, ma la forza con la quale si riuscirà ad esprimere un futuro di prosperità per la città.

(2 – fine)

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