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lunedì, Maggio 27, 2024

La Mens Sana come un cubo Borg: 89-85 (dts)

Con un supplementare Note di Siena vince anche Gara 2 dopo aver rimontato 15 punti a San Vincenzo

Note di Siena Mens Sana Basketball Siena – Garden Toscana Resort San Vincenzo Basket 89-85 dts (20-23, 39-43, 50-60, 77-77)

NOTE DI SIENA: Brambilla, Pannini 2, Iozzi 13, Giorgi n.e., Marrucci 11, Figus n.e., Puccioni 12, Sabia 9, Cucini, Perinti n.e., Prosek 18, Tognazzi 24. All.: Betti

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GARDEN TOSCANA: Bongini 11, Guerrieri 4, Bazzano 10, Persico 23, Giovani 2, Bertini 2, Bini n.e., Mezzacapo 4, Battaglini n.e., Bianchi 21, Guerra n.e., Zanassi 8. All.: Baroni.

Note: Spettatori 900, Usciti 5f Bertini, Iozzi, Tognazzi, Persico

Le cifre dicono che la Note di Siena aveva studiato per Gara 2 delle semifinali Play-off Toscana di serie C. L’arma doveva essere la velocità: più punti in contropiede (20) e più tiri (78) come è avvenuto (anche se si fa rif. al solo quarto quarto), ma senza un’evidenza marcata. Metterla sul ritmo era una conseguenza delle diverse età medie delle squadre per puntare a un affaticamento precoce dei migliori, e più anziani, di San Vincenzo. Camillo Bianchi ed Edoardo Persico, attenti a quei due, 44p segnati, 28 rimbalzi tirati giù dal tabellone, 3 assist e dodici falli subiti.

Bianchi attacca entrambe le torri senesi

Coach Betti non ha avuto la minima idea di dare maggior libertà al pivot avversario che con una girata sul piede perno l’ha infilata più volte. Troppo presto però i nostri lunghi si sono caricati di falli e Persico ha fatto quel che voleva per tutto il secondo tempo; e nel primo è stato Bianchi a farlo. Attenti a quei due. Che però la fatica la sentono. Hanno oggi, domani e dopodomani per recuperare poi ce li ritroveremo di fronte. Stavolta in casa loro.

Ma la superiorità nella conduzione del gioco, a San Vincenzo (38’36’’ in vantaggio su 45’00’’) gliel’hanno data i “ragazzi dello scorso anno”: Bongini che è stato più lucido di Giovani e ci ha massacrato con un tiro all’80%, Guerrieri e Bazzano che ci hanno messo sempre il corpo davanti, l’antipatica libellula Zanassi che si avvicina al ferro con un’eleganza di movimenti che non dovrebbe ancora avere.

Scusate, ma pur tifando Mens Sana, ammiro San Vincenzo e sono tuttora convinto che sia più forte di noi. E dirò una assurdità sul 2-0 Note di Siena: penso che abbia pari opportunità alle nostre. E pari opportunità vuol dire che quelle della Mens Sana sono cresciute. Qualcuno tiene presente che questa è la terza gara in un mese con i marittimi, sempre a Siena, e con l’attuale punteggio che è 234 a 234?

Questa semifinale, però, va chiusa subito, domenica stessa sarebbe l’ideale. Per scaramanzia, non dirò, per “non far riposare il Costone dieci giorni più di noi”.

Rimettere San Vincenzo in fiducia sarebbe molto pericoloso. E San Vincenzo ora ha anche alcune consapevolezze che non avrebbe voluto: 1.D’accordo che è tutto in gioco, ma un altro passo falso ed è finita (ansia), 2.Ma come è che questi, qualunque massimo vantaggio maturi (ieri 15p, 45-60), mi rientrano sempre (fatalismo)?

Ci piacerebbe quest’idea che San Vincenzo cominciasse a vedere gli incontri con noi alla stregua di uno con un Cubo Borg – “ogni resistenza è inutile” -, ma ne dubitiamo, quindi lasciamo loro solo quest’ineluttabilità della “certa” rimonta e della resilienza mensanina. Anzi vorremmo dire che la gara ha cominciato a farsi un po’ cattivella. Proprio per arginare i contropiedi della Note di Siena, il portatore di palla di ogni ripartenza veniva sempre urtato, toccato, sbilanciato. Gli arbitri hanno sempre optato per la non volontarietà almeno fino all’antisportivo evidente di Guerrieri su Tognazzi, eroico topscorer con 24p. Ma anche le altre volte una perdita di equilibro a tutta velocità avrebbe potuto far del male.

L’ultimo punto mensanino

Questa Gara 2 ci ha portato a rivedere alcune cose. Belle, indifferenti o brutte. Intanto il tiro di Prosek da centro lunetta, morbido, educato, sottile, vincente. Una cosa che fa solo se la sente. La prestanza poi di Marrucci che lo fa sembrare marziano rispetto agli altri: per lui San Vincenzo è pronto a metter su una sceneggiatura fatta di scivolamenti e sfondamenti. E’ riemersa la sua idiosincrasia per i liberi (2/7 in un 13/24 di squadra), mentre tirare con 50% va molto bene e potrebbe esser provato di più (4/8). Non ci spaventa l’1/6 di capitan Pannini, anche perché molti sono tiri che “avanzano”, cioè si prende la responsabilità a fil di sirena per coloro che non lo fanno. Cucini, 4falli, non si è ripetuto, e nemmeno Brambilla che però rimane un “crostino” da saltare. Sabia ha fatto tanti tanti tagliafuori ma ha trovato il tempo di tirare con il 50%: 9p.

Puccioni della cui capacità di insaccare abbiamo sempre più bisogno è cambiato molto rispetto a quando è arrivato a Siena. Oggi è più squadra e meno individuo. Guardare solo al 4/13 ci sembra riduttivo perché vuol dire scordare come e quanto si è reso utile. Ma se volesse passare a fare 5/5 nelle bombe a ogni gara per noi sta bene.

Parla tanto, non smette di farlo, anzi per farlo con Prosek si mettono in ritardo sotto le plance per un secondo libero, ma Andrea Iozzi è uno dei nostri idoli in questa gara: presente in ogni raddoppio, presente al tiro quando serviva.

E ritorniamo a Vittorio, lo vogliamo così… Cannibale, reattivo, pronto ad affrontare duecento chili oltre il suo peso sotto le plance e uscirne illeso. Grazie ragazzaccio.

Ci dicono che abbiamo mancato in buona ospitalità. Forse con la prima società che, da anni, ha voluto conoscerci prima di giudicarci. Sarà argomento per un’osservazione a se stante. Intanto chiudiamo coi luoghi comuni: felice di esser sopravvissuto a una partita della Mens Sana. Bravi tutti.

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