Mai come ora la necessità di unire le Istituzioni senesi

Pietro Staderini, 56 anni, senese di Camollia, bancario e consigliere “decano” al Comune di Siena stante il suo terzo mandato. Di convinzioni moderate, è fra i fondatori del Circolo Sena Civitas e ne è il portacolori ufficiale. Un’appartenenza che lo porta alla propensione per il sociale, anche se non disdegna di seguire i rari eventi economici e di sviluppo che la città propone. Tre anni fa ha sostenuto Massimo Sportelli nella corsa per la fascia tricolore. Al secondo turno, orientò il suo voto, con Sena Civitas, verso l’oggi Sindaco Luigi De Mossi pur senza apparentamento. Lo scorso anno – concordemente con il Circolo – ha formalmente interrotto la sua presenza in maggioranza e da allora si è mostrato estremamente vitale nell’azione di denuncia dei presunti errori dell’amministrazione.

Sappiamo che vorresti partire da rispondere a una domanda su cosa ne pensi dell’intervista di De Mossi al nostro giornale ma non te la facciamo. Partiamo invece dalle Elezioni supplettive… State facendo campagna per qualche candidato?

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“Siamo disponibili a confrontarci e ad ascoltare tutti ma ci teniamo le mani libere come si suole dire. Ciascuno degli aderenti al Circolo voterà per chi vuole, o non voterà. Una scelta personale in totale libertà. Come sempre per le competizioni non comunali. Però c’è qualcosa che non ci piace. Non tanto che la vicenda Monte sia finita in periodo di campagna elettorale – in Italia c’è sempre una campagna elettorale di troppo -, ciò che non ci piace è che la Banca MPS sia diventata tema di campagna elettorale. Se Pd e Lega – che sono al Governo – volessero davvero fare qualcosa, potrebbero andare da Draghi, o no?”

Parliamo di Siena. Della città. Cos’è che più vi preoccupa?

“Ci preoccupa la percezione del declino, lento e inesorabile, che si palpa in ogni ambiente della città. C’è un clima di rassegnazione improduttiva che non fa guardare verso il futuro, abbiamo ancora risorse da investire ma ci si approccia con difficoltà al domani. E poi continua a non piacerci tanta sciatteria, il lasciar correre il degrado di parti di città. Le foto che costantemente riceviamo dai cittadini e che mettiamo nella nostra pagina FB, sono a testimoniarlo”.

Per invertire la marcia cosa occorre?

“Quello che tutti dicono ma che nessuno fa davvero. Discutere e presentare progetti per il rilancio della città. Progetti strutturali, tendenti a creare un volano virtuoso per la ripresa economica e sociale di Siena, capaci di proiettare la città nel futuro. Recuperare una visione dell’area metropolitana di Siena, con una cooperazione e collaborazione tra istituzioni. Occorre unirci, non dividerci. Ma farlo davvero. Nei fatti, non a parole. Perché la realtà è che il Comune di Siena è agli ultimi posti per capacità di spesa. E, vista la mia esperienza in maggioranza, neanche brilla per capacità di ascolto”.

Entriamo più nel merito delle vostre idee progettuali. E’ possibile?

“Si. Noi vediamo una città che dopo la terribile crisi pandemica, seguita da una congiuntura economica quanto mai sfavorevole e ora da una crescente crisi sociale, deve ripartire con le energie di tutte le istituzioni e con tutti gli aiuti che Regione, Governo e l’Europa mettono a disposizione. E’ indubbio che la nostra classe dirigente deve essere all’altezza di questa situazione con competenze e capacità particolari. Innanzitutto occorre uscire dalla crisi facendo rete con le istituzioni cittadine e con i comuni contermini”.

Si, ma in pratica… idee?

“Occorre pensare a rilanciare il lavoro prevedendo investimenti pubblici a partire dalla transizione ecologica. Siamo troppo fermi su questo tema vitale per il futuro. Dobbiamo agire con concretezza e rapidità per contrastare l’emergenza climatica e ambientale. Ripensare alla mobilità e ai trasporti sostenibili, impegnarsi seriamente sulla raccolta differenziata per i rifiuti, facendo cultura tra i cittadini. Tutela dei beni non rinnovabili come l’acqua e il territorio iniziando da una bioagricoltura. Pensare a investimenti a favore dell’occupazione e della formazione professionale per la riqualificazione delle professionalità. Abbiamo visto come il settore delle Scienze della vita sia un ambito strategico e noi abbiamo professionalità importanti riconosciute per lo sviluppo di questo asset”.

Hai toccato già due volte il termine istituzioni. Quali oltre il Comune

“No, abbiamo due Università che devono essere partner di strategie di occupabilità in sinergia con le aziende del territorio e con l’Ospedale Santa Maria Le Scotte e il Comune di Siena in prima linea nel coordinare queste sinergie. Abbiamo immense ricchezze derivanti dal turismo, ma un turismo che deve essere ripensato rispetto a quello che era pre-pandemia: più sicuro e più sostenibile in grado di ridurre gli impatti ambientali con opzioni più verdi e in grado di consolidare un’offerta che sia un volano virtuoso per l’indotto. Dovremmo accompagnare le strutture turistiche verso una reinterpretazione dell’accoglienza, magari offrendo un’esperienza di benessere come opportunità di miglioramento e trasformazione delle proprie condizioni psico-fisiche, spirituali e culturali, dove è la persona al centro dell’esperienza turistica e non l’opera d’arte che comunque contribuisce al benessere. Un’accoglienza che trovi l’incontro virtuoso tra viaggiatore, residente e territorio”.

Hai accennato all’area metropolitana…

“Esatto, una grande Siena facendo sinergie con i comuni contermini ma non solo. Analizzando il territorio e le sue dinamiche per mettere a terra le soluzioni coordinando i lavori. Non è pensabile per esempio, non collaborare con il Comune di Monteriggioni per la viabilità o con quello di Asciano per i trasporti dei pendolari. Non è pensabile che, se si parla di metropolitana leggera, gli oneri siano a carico solo del Comune di Siena e non anche degli altri comuni della provincia. Insomma occorre una politica intesa in senso ampio senza che un comune prevarichi su un altro in vera ottica sinergica, dove il Comune di Siena è chiamato a fare il capofila con autorevolezza e collaborazione”.

Parliamo infine di MPS, la Banca come l’abbiamo conosciuta sembra destinata a sparire dalla sua città…

“Purtroppo questo è quello al quale stiamo assistendo e, a detta degli “esperti”, al momento non c’è una soluzione diversa mentre io credo che politicamente ci siano ancora margini. Noi di Sena Civitas lo abbiamo detto a chiare note che occorreva una sola voce che dal territorio si levasse presso il Governo con l’obiettivo di trovare soluzioni affinché MPS rimanesse sul territorio con la propria integrità industriale, salvaguardando i livelli occupazionali e la direzione strategica su Siena. Regione, Provincia, Comune di Siena, Comune di Grosseto e i comuni della nostra provincia e le istituzioni tutte dovevano far sentire una sola voce. Invece siamo andati in formazioni sparse subendo un evidente marginalismo politico”.

Veniamo al Sindaco ma prima facciamo un gioco, dimmi almeno una cosa positiva. Perché immagino che quando ti chiederò dell’intervista dirai cose negative…

“Ho apprezzato le prime fasi della gestione dell’emergenza, ho percepito vicinanza e presidio in un momento estremamente complesso che ha colto tutti di sorpresa. Per il resto, le mie divergenze con questa amministrazione sono ben note, così come è noto il mio impegno per orientare le azioni del Comune verso “il bene” presente ma anche verso il “bene” futuro di questa città, senza approcci comunicazionali a breve termine”.

Veniamo alle sue dichiarazioni a Siena Post…

“L’intervista che avete pubblicato ci parla di un Sindaco aperto e in attesa di suggerimenti: confesso che mi piacerebbe conoscerlo questo sindaco! I dibattiti di quest’ultimo periodo ci dicono qualcosa di diverso però: per citare solo alcuni episodi, lo scontro con la Società della Salute, la presa di posizione su Rinaldo Franci e il Siena Jazz, ci dicono che l’ascolto non è proprio una qualità di questa amministrazione. E non lo dico solo io ma tutti i cittadini e non solo che hanno chiesto a voce alta apertura e confronto per la tutela di istituzioni prestigiose e radicate sul ns territorio. Per il momento il primo cittadino ha dimostrato un’azione di forza e poco dialogante: è sotto gli occhi di tutti l’azione risarcitoria –anche giudiziaria- della Fondazione verso la Banca che il Sindaco ha perorato con determinazione. Anche la posizione sulla Banca, dove ci vorrebbe unità e direzione condivisa, vede questa amministrazione su interlocuzioni poco chiare negli approcci e poco aperte al confronto unitario. In conclusione mi auguro che ci sia spazio a breve per un dibattito più rispettoso e aperto davvero, non solo a parole, al contributo di tutti. Mai come in questo momento abbiamo bisogno di ritrovarci tutti insieme per sostenere la nostra Banca e il nostro territorio. Il prossimo Consiglio straordinario su Mps che il Sindaco certamente vorrà convocare, sarà un momento importante per verificare la disponibilità e la professionalità della nostra amministrazione comunale sul tema più importante e mai affrontato, fino ad oggi, per la nostra città. Se vorrete sarò qui a raccontarvelo”.

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