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sabato, Giugno 15, 2024

Manca il quorum, Leoncini “silurato”

Fumata nera per il Partito Democratico di Siena. Forse si andrà al congresso nella primavera 2024

Il Partito Democratico della città di Siena, dopo la consultazione e dopo aver esperito il tentativo in extremis di trovare un segretario con la candidatura Guido Leoncini (foto), ora viaggia – ricorsi permettendo – verso l’ipotesi del congresso a marzo 2024.

Insomma, quella “consumata” venerdì è stata un’altra notte dei lunghi coltelli, con la ex maggioranza – ormai divisa, ridotta, e non più tale – che al momento della votazione non ha ritirato la scheda per ostacolare il raggiungimento del quorum. Un capolavoro! Difficile andarne fieri…

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Che il Pd senese dopo la batosta elettorale ripetuta e le lotte intestine e le recriminazioni conseguenti abbia bisogno di un momento di riflessione profonda nessuno lo nega. In un partito, a questo dovrebbe servire il congresso.

Un momento in cui, con il coinvolgimento pieno dei suoi iscritti, si fa il punto su passato presente e futuro. Si traccia un filo rosso dove limiti, errori, rischi, opportunità, volontà si mischiano e si ricomincia a tessere la trama di una nuova iniziativa politica.

Per affrontare le urgenze della città, dargli risposta, individuare le ragioni del declino in cui è entrata la società senese e individuare i punti di forza per una ripresa e per il futuro. Su questo sono tutti d’accordo.

Facile a dirsi! Ma, come potrà il Pd arrivarci ad un congresso di tale natura, per molti aspetti fondativo, con un corpo dilaniato? Mistero. Tenendo conto che si tratterebbe di un qualcosa che probabilmente non c’è mai stato, se consideriamo che a detta dei più i congressi fino ad sono stati una occasione per votare e non per discutere…

Infatti, non si sfugge all’impressione è che si cerchi una conta e per taluni anche una resa dei conti.

Ma se diventa una tale occasione è difficile che possa essere un congresso aperto…
Chi volete che vada a levargli le castagne dal fuoco?

E’ forse un caso che anche gli alleati della prima ora, nelle elezioni ultime si siano dileguati, sciolti come neve al sole? In un clima così avvelenato davvero qualcuno pensa che da qui a tre-cinque mesi, anche sotto la regia di un commissario, gli iscritti potranno entrare in una sala, confrontarsi e uscirne vivi, propositivi, con le ferite rimarginate e pronti a combattere il centrodestra strada per strada, quartiere per quartiere?

Auguri! Ci sentiamo di farglieli perché ne hanno bisogno, ma anche perché in democrazia c’è sempre bisogno dell’opposizione.

Un consiglio, anche se non richiesto, ci sentiamo di darlo: se vogliono allargare il cerchio (fare opposizione per tornare a vincere), comincino da subito e a partire dal loro interno.
In molti, se non tutti gli attuali protagonisti, sappiano fare qualche passo indietro, senza abbandonare, ma sicuramente alleggerendosi dei pesi del passato che ciascuno porta nel proprio zaino, gettandoli alle spalle e, fare spazio accanto e nelle proprie teste. Per poter guardare avanti.

Le forze attualmente in campo nel Pd cittadino non riescono, non sanno, non vogliono dialogare. La Federazione provinciale, se, ci ha provato, non è riuscita a scalfire le incrostazioni.

Vedremo se ci riuscirà il Comitato Regionale, o come si sente dire, se ci vorrà qualcuno qualcuno da Roma… Ma è chiaro che ora il Pd senese sarà messo sotto tutela.

Ma avrebbero tanto bisogno di un facilitatore! Chissà se il Commissario è la stessa cosa?

Igor Zambesi

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